Antipapa Clemente VII - it.LinkFang.org

Antipapa Clemente VII




Clemente VII
Incontro tra Clemente VII ed il duca Luigi I d'Angiò
Antipapa della Chiesa Cattolica
Elezione20 settembre 1378
Insediamento20 settembre 1378
Fine pontificato16 settembre 1394
Cardinali creatiConcistori dell'antipapa Clemente VII
SedeAvignone
Opposto aPapa Urbano VI
Papa Bonifacio IX
Sostenuto daCardinali di obbedienza avignonese
PredecessoreNessuno
SuccessoreAntipapa Benedetto XIII
 
NomeRoberto di Ginevra
NascitaAnnecy, 1342
Nomina a vescovo3 novembre 1361 da Innocenzo IV
Creazione a cardinale30 maggio 1371 da Gregorio XI
MorteAvignone, 16 settembre 1394
Roberto di Ginevra
cardinale di Santa Romana Chiesa
Ritratto di Roberto di Ginevra nel Palazzo dei Papi ad Avignone
 
Incarichi ricoperti
 
Nato1342 ad Annecy
Nominato vescovo3 novembre 1361 da papa Innocenzo VI
Creato cardinale30 maggio 1371 da papa Gregorio XI
Deceduto16 settembre 1394 ad Avignone
 

Antipapa Clemente VII, nato Roberto di Ginevra, chiamato anche Cardinale di Ginevra (Annecy, 1342Avignone, 16 settembre 1394), è stato un vescovo ginevrino che divenne cardinale e successivamente venne eletto antipapa a Fondi il 20 settembre del 1378 dai cardinali francesi, che avevano cessato di riconoscere il legittimo pontefice Urbano VI: è stato il primo dei papi dello scisma d'Occidente. Sconfitto da Alberico da Barbiano nella battaglia di Marino del 1379, si ritirò ad Avignone.

Indice

Biografia


Era il figlio più giovane di Amedeo III, conte di Ginevra, e di Mahaut di Alvernia[1]. Avviato alla carriera ecclesiastica, studiò alla Sorbona di Parigi e divenne cancelliere ad Amiens e quindi canonico a Parigi. Divenne vescovo di Thérouanne nel 1361, vescovo di Cambrai nel 1368 e cardinale nel 1371, nominato da papa Gregorio XI con il titolo di cardinale presbitero dei Santi XII Apostoli.

Era comunque più portato alla vita militare che a quella ecclesiastica. Nel maggio 1376, infatti, per conto del papa Gregorio XI, che da Avignone intendeva ritornare a Roma, scese in Italia per restaurarvi l'autorità papale al comando di circa 12000 soldati prevalentemente bretoni guidati da Jean de Malestroit e Sylvestre Budes.[2] Nel 1377, mentre svolgeva le funzioni di legato pontificio nell'Italia del nord (1376-1378), comandò personalmente le truppe mercenarie di Giovanni Acuto per reprimere la rivolta di Cesena, che per la seconda volta rifiutava di assoggettarsi allo Stato Pontificio. Durante quella campagna autorizzò spietatamente, come rappresaglia per l'uccisione di alcuni soldati bretoni al suo comando, lo sterminio di 5.000 civili locali[3] e fu perciò soprannominato il boia di Cesena.

Dopo la morte di Gregorio XI, Roberto partecipò al conclave del 1378 e riconobbe come valida l'elezione di papa Urbano VI, dandone persino personalmente comunicazione ai principi cristiani. Tuttavia in breve tempo provò ripugnanza per il comportamento di Urbano e cominciò a organizzare contro di lui una rivolta, cosicché quando, il 20 settembre 1378, un gruppo di cardinali francesi, riuniti a Fondi in opposizione a Urbano, gli offrì il trono pontificio, Roberto accettò e si fece eleggere con il nome di Clemente VII, dando così inizio allo Scisma d'Occidente che sarebbe stato destinato a durare quattro decenni.[4]

Tuttavia ad aprile del 1379 le truppe a lui fedeli subirono una sconfitta a Marino per opera di quelle di Urbano VI ed egli fu costretto a rifugiarsi a Napoli, dove tentò di opporsi a Urbano VI con l'aiuto dei baroni a lui fedeli e della regina Giovanna I. Non essendovi riuscito, stabilì la propria sede ad Avignone nel Contado Venassino,[4] dove nel 1379 elesse a sua residenza il Palazzo dei Papi. Francia, Regno di Napoli, Aragona, Castiglia, Navarra, Scozia, Portogallo, Contea di Savoia, Danimarca e Norvegia riconobbero Clemente come papa legittimo, mentre con Urbano si schierarono l'Inghilterra, l'Impero, le Fiandre e gli altri stati italiani.

Tentò di togliere a Urbano VI la sede romana e per questo cercò di incoraggiare i francesi a occupare Napoli, promettendo in cambio a Luigi I d'Angiò, fratello del re di Francia Carlo V e reggente in nome del nipote minorenne Carlo VI, una parte del territorio pontificio ("regno di Andria"). La spedizione di Luigi, cominciata insieme con Amedeo VI di Savoia, non andò a buon fine causa la morte improvvisa dello stesso Luigi (settembre 1384). Ripresa da Luigi II d'Angiò, figlio di Luigi I, la spedizione ebbe successo e Luigi fu proclamato re di Napoli nella cattedrale di Bari, ma dovette rientrare in Provenza, che riuscì a sottomettere solo nel 1387. Il 1º novembre 1389 Luigi venne incoronato re da Clemente VII alla presenza del re di Francia Carlo VI.

Alla morte di Urbano VI nel 1389, Clemente tentò di essere riconosciuto come unico papa legittimo, ma Roma elesse papa Bonifacio IX, senza tentare nessuna ricomposizione dello scisma.

Nel 1389 il ventitreenne Ladislao di Durazzo si lanciò alla conquista della corona che era stata di suo padre Carlo. Luigi, impegnato nella lotta contro i baroni pugliesi, fu sopraffatto dalla determinazione del giovane principe, che già spadroneggiava sul reame e s'impossessava della città di Napoli. L'Angioino abbandonò la propria causa e fece ritorno in Francia, consentendo a Ladislao di affermarsi come nuovo sovrano di Napoli. Questa evoluzione politica nocque grandemente a Clemente VII, poiché Ladislao riportò il regno di Napoli all'obbedienza a papa Bonifacio IX, successore di papa Urbano VI (Bonifacio IX aveva incoronato Ladislao Re di Napoli a Gaeta il 29 maggio 1390, in aperto contrasto con l'operato di Clemente VII).

A poco a poco anche la Francia gli voltò le spalle e furono fatte pressioni dal mondo culturale francese affinché Clemente VII si dimettesse per rendere più agevole una ricomposizione dello scisma apertosi con la sua elezione in contrapposizione a Urbano VI, ma Clemente non ne volle sapere.[5]

Clemente VII morì ad Avignone il 16 settembre 1394. I cardinali a lui fedeli elessero come suo successore Benedetto XIII.

La sua salma venne tumulata nella Cattedrale di Avignone e nel 1401 venne traslata nella chiesa dei Celestini.

Il carattere del suo pontificato


Ad Avignone strinse forti legami con la corte francese, attirò a sé uomini eccellenti della cristianità come Vincenzo Ferreri e molti dotti dell'Università di Parigi.

Il suo mecenatismo e le costose campagne militari nel mezzogiorno d'Italia tuttavia gli costarono enormemente, tanto che dopo aver dilapidato il patrimonio pontificio dovette ricorrere a onerosi prestiti, per rimborsare i quali imponeva continuamente nuove imposte, costringendo a pagarle anche le istituzioni religiose che fino ad allora ne erano state esenti.[6]

Clemente VII venne anche chiamato a decidere dell'autenticità della Sindone di Torino, esposta per la prima volta a Lirey, nella diocesi di Troyes, attorno al 1350: emanò perciò una bolla pontificia il 6 gennaio 1390 che ordinava ai canonici della collegiata di Lirey di:

«...dire ad alta e chiara voce, al fine di far cessare ogni frode, che la Sindone non era il vero sudario di Gesù Cristo ma una figura o una sua rappresentazione»

Cardinali nominati dall'antipapa Clemente VII


Lo stesso argomento in dettaglio: Concistori dell'antipapa Clemente VII.

L'antipapa Clemente VII ha creato 34 pseudocardinali in 12 concistori.

Note


  1. ^ Mahaut o Matilde era figlia di Roberto VII d'Alvernia e di Marie de Dampierre.
  2. ^ Léon Mirot, Sylvestre Budes (13??-1380) et les Brétons in Italie , Bibliothèque de l'École des chartes, Année 1897 (58), pp. 579-614.
  3. ^ Mallett Michael, Signori e mercenari - La guerra nell'Italia del Rinascimento, Bologna, Il Mulino, 2006, p. 47-48, ISBN 88-15-11407-6.
  4. ^ a b John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 566
  5. ^ John N. D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 568
  6. ^ John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 567

Bibliografia


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Data: 27.11.2020 10:12:22 CET

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