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Bias cognitivo




Il bias cognitivo (pron. 'baiəs) è un pattern sistematico di deviazione dalla norma o dalla razionalità nel giudizio[1]. In psicologia indica una tendenza a creare la propria realtà soggettiva, non necessariamente corrispondente all'evidenza, sviluppata sulla base dell'interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio.

Un bias cognitivo è uno schema di deviazione del giudizio che si verifica in presenza di certi presupposti. I bias cognitivi sono forme di comportamento mentale evoluto. Alcuni rappresentano forme di adattamento, in quanto portano ad azioni più efficaci in determinati contesti, o permettono di prendere decisioni più velocemente quando maggiormente necessario. Altri invece derivano dalla mancanza di meccanismi mentali adeguati, o dalla errata applicazione di un meccanismo altrimenti positivo in altre circostanze. Questo fenomeno viene studiato dalla scienza cognitiva e dalla psicologia sociale.

L'etimologia del termine bias è incerta: per il linguista Tullio De Mauro deriva dall'inglese, col significato di "inclinazione"[2]; il Vocabolario Treccani sceglie invece la discendenza dal provenzale, col significato di "obliquo" o "inclinato".[3][4]

Indice

Aspetti cognitivi


Il bias è una forma di distorsione della valutazione causata dal pregiudizio. La mappa mentale di una persona presenta bias laddove è condizionata da concetti preesistenti non necessariamente connessi tra loro da legami logici e validi.

Il bias, contribuendo alla formazione del giudizio, può quindi influenzare un'ideologia, un'opinione e un comportamento. È probabilmente generato in prevalenza dalle componenti più ancestrali e istintive del cervello.

Dato il funzionamento della cognizione umana, il bias non è eliminabile ma si può tenerne conto "a posteriori" (per esempio in statistica e nell'analisi sperimentale) o correggendo la percezione per diminuirne gli effetti distorsivi.

Un'applicazione alla sociologia è il modello di propaganda che vuole spiegare le distorsioni (dette media bias) delle notizie nei mezzi d'informazione.

Cause e condizioni


In ogni momento della vita l'individuo deve utilizzare le proprie facoltà cognitive per decidere cosa fare o per valutare la situazione che ha di fronte. Questo processo è influenzato direttamente dai seguenti fattori:

Se da una parte questi fattori consentono di prendere una decisione in tempi piuttosto brevi, dall'altra parte ne possono minare la validità.

La correttezza può dipendere da ulteriori fattori, tra cui, ad esempio, il tempo disponibile per acquisire informazioni o per prendere una decisione.

Esperienza individuale

Ogni persona cerca di valutare la situazione presente in funzione delle esperienze passate, omettendo le differenze ove possibile, al fine di poter riutilizzare gli stessi criteri adottati in una situazione passata simile. Omettere tali differenze può essere determinante nell'invalidazione della valutazione finale.

Contesto culturale, credenze e giudizio altrui

L'individuo tende a omettere certi parametri se nella sua cultura di appartenenza tali aspetti sono visti come tabù, mentre tenderà ad esaltare il ruolo di quelli che sono ritenuti valori positivi.

Schemi mentali

Il cervello agisce sulla base di mappe o schemi mentali validi per affrontare larga parte delle situazioni. Esiste, però, un certo numero di situazioni che possono essere affrontate correttamente solo uscendo dalle mappe mentali consolidate. L'individuo che si limita a utilizzare tali mappe cade in errore quando affronta nuovi scenari.

Paura di prendere la decisione errata

La paura di prendere la decisione errata può portare a prendere la decisione errata, per il famoso paradosso della profezia che si autoavvera.

Tipi di bias cognitivi


Il bias di ancoraggio

L'ancoraggio è un metodo euristico psicologico che descrive la propensione a prendere decisioni basandosi sulle prime informazioni trovate.[5][6] Secondo questo metodo, gli individui cominciano da un punto di riferimenti implicito (l'àncora) e vi fanno aggiustamenti per raggiungere la propria valutazione. Per esempio, il primo prezzo offerto per un'automobile di seconda mano imposta lo standard per il resto della negoziazione, nel senso che un prezzo inferiore sembra ragionevole anche se è comunque superiore al valore dell'automobile.[7][8]

Apofenia

Lo stesso argomento in dettaglio: Apofenia.

L'apofenia, nota anche come patternicity,[9][10] o agenticity,[11] è la tendenza umana a percepire pattern significativi tra dati casuali. L'apofenia è ben documentata come razionalizzazione per il gioco d'azzardo. I giocatori d'azzardo immaginano di vedere pattern nei numeri che compaiono in lotterie, giochi di carte o roulette.[12] Una delle manifestazioni di questo fenomeno si chiama gambler's fallacy.

La pareidolia è la forma visiva o uditiva dell'apofenia. Si è ipotizzato che la pareidolia combinata con la ierofania fosse d'aiuto nelle società antiche a organizzare il caos e a rendere intelligibile il mondo.[13][14]

Il bias di conferma

Lo stesso argomento in dettaglio: Bias di conferma.

«Si tratta di un peculiare e ripetitivo errore del capire umano di propendere maggiormente e con più enfasi nei confronti delle affermazioni più che delle negazioni»

(Francesco Bacone)

Il bias di conferma è un fenomeno cognitivo al quale l'uomo è soggetto. È un processo mentale che consiste nel selezionare le informazioni possedute in modo da porre maggiore attenzione, e quindi maggiore credibilità, su quelle che confermano le proprie convinzioni e, viceversa, ignorare o sminuire quelle che le contraddicono.

Questo processo, se abilmente sfruttato, è uno strumento di potere sociale, in quanto può portare un individuo o un gruppo a negare o corroborare una tesi voluta, anche quando falsa. A tal proposito può farsi riferimento al concetto di argomento fantoccio.

Lo hindsight bias o bias del senno di poi

Un altro tipo di bias cognitivo è lo hindsight bias (Bias del senno di poi), che consiste nell'errore del giudizio retrospettivo. Lo hindsight bias è la tendenza delle persone a credere, erroneamente, di aver saputo prevedere un evento correttamente, una volta che l'evento è ormai noto. Il processo si può sintetizzare nell'espressione: "Ve l'avevo detto io!". Nella cultura popolare questo processo ha preso forma, nel tempo, con il proverbio "Del senno di poi son piene le fosse".

Outcome bias o bias di risultato

Con "bias di risultato" s'intende la tendenza a rileggere il passato sulla base di conoscenze acquisite in momenti successivi che modificano la qualità della visione di quello stesso passato.[15]

Bias dei dettagli seduttivi

Se un argomento è supportato da dettagli con informazioni vere e magari importanti, ma non pertinenti o legate all'argomento, questo viene valutato più convincente. Si tende cioè a considerare implicitamente una qualche forma di correlazione con le informazioni vere aggiuntive anche quando a pensarci bene non c'è.[16]

Bias di memoria

Esistono molti tipi di bias di memoria, tra cui:

Applicazioni


Nel metodo scientifico

Nella scienza sperimentale e applicata, i bias costituiscono dei fattori psicologici che intervengono nella verifica delle ipotesi, influenzando ad esempio la registrazione dei risultati. Possono essere d'origine culturale, cognitiva, percettiva, e tendono in particolare a confermare una certa previsione al di là di quella che può essere l'evidenza.

Il bias può essere considerato come un errore sistematico. Nelle pubblicazioni scientifiche si cerca di escludere queste distorsioni tramite la revisione specialistica (detta peer review).

Nel marketing

Il meccanismo del bias può essere utilizzato al fine di ottenere un vantaggio nella negoziazione e/o nella vendita. Il settore della pubblicità si basa largamente sull'uso di bias piuttosto che sulle reali capacità dei prodotti offerti.[20]

Il negoziatore o il venditore possono far cadere il cliente in una trappola cognitiva utilizzando tecniche che fanno leva sui fattori di bias. Al fine di indurre il cliente a cadere in trappola, il venditore può accorciare i tempi, fare leva sul contesto culturale e sulle credenze del compratore e fornire informazioni addizionali, non sempre veritiere, che hanno lo scopo di oscurare le informazioni già a disposizione del compratore.

Anche le truffe ai danni delle persone anziane si basano sull'innesco di trappole cognitive. Gli anziani tendono infatti a essere più soggetti a cadere nel bias, a causa della minore adattabilità dei processi cognitivi.

Note


  1. ^ Haselton, M. G., Nettle, D. e Andrews, P. W., The evolution of cognitive bias. (PDF), In D. M. Buss (Ed.), The Handbook of Evolutionary Psychology, Hoboken, NJ, US: John Wiley & Sons Inc, 2005, pp. 724–746.
  2. ^ Su Internazionale n. 730, p. 13, 8 febbraio 2008, Self-serving bias
  3. ^ Vocabolario Treccani, Bias
  4. ^ Anche l'Oxford English Dictionary è analogamente orientato: "Old French & mod. French biais from Provençal, perh. irreg. form from Greek epikarsios oblique, athwart."
  5. ^ Anchoring bias in decision-making , Science Daily. URL consultato il 29 settembre 2015.
  6. ^ Anchoring Definition , Investopedia. URL consultato il 29 settembre 2015.
  7. ^ A. Tversky e D. Kahneman, Judgment under Uncertainty: Heuristics and Biases (PDF), in Science, vol. 185, n. 4157, 1974, pp. 1124–1131, DOI:10.1126/science.185.4157.1124 , PMID 17835457 .
  8. ^ Edward Teach, "Avoiding Decision Traps ", CFO (1 June 2004). Accesso 29 maggio 2007.
  9. ^ Michael Shermer, Patternicity: Finding Meaningful Patterns in Meaningless Noise , Scientificamerican.com. URL consultato il 29 giugno 2011.
  10. ^ GrrlScientist, Michael Shermer: The pattern behind self-deception , London, Guardian, 29 settembre 2010. URL consultato il 29 giugno 2011.
  11. ^ Why Do We Need a Belief in God with Michael Shermer , su youtube.com, 19 agosto 2011.
  12. ^ Apophenia & Illusory Correlation « Paul Xavier Waterstone , Waterstone.wordpress.com, 24 maggio 2007. URL consultato il 29 giugno 2011.
  13. ^ Patricio Bustamante, Fay Yao e Daniela Bustamante, The worship to the mountains: a study of the creation myths of the chinese culture , su rupestreweb.info, 2010.
  14. ^ Patricio Bustamante, Fay Yao e Daniela Bustamante, Search for meanings: from pleistocene art to the worship of the mountains in early China. Methodological tools for Mimesis , su rupestreweb.info, 2010.
  15. ^ A.Forza, G.Menegon, R.Ruminati, Il giudice emotivo, la decisione tra ragione ed emozione, Il Mulino, 2017, p 162, ISBN 978-88-15-26747-4
  16. ^ Fernandez-Duque, D., Evans, J., Christian, C., e Hodges, S., Le informazioni superflue sulle neuroscienze rendono più interessanti le spiegazioni dei fenomeni psicologici, Journal of Cognitive Neuroscience, 27 (5), 2015, pp. 926-944.
  17. ^ a b Schacter D. L. (2007), Alla ricerca della memoria. Il cervello, la mente e il passato, Torino: Einaudi
  18. ^ Loftus, E. F., Palmer J. C. (1974), "Reconstruction of Automobile Destruction: An Example of the Interaction Between Language and Memory , Journal of Verbal Learning and Verbal Behavior 13: 585–9.doi:10.1016/S0022-5371(74) 80011-3.
  19. ^ APA (2001), DSM-IV-TR, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 4ª edizione, Milano: Masson
  20. ^ Jones J. P. Over-Promise and Under-Delivery, in How Advertising Works, Esomar, Amsterdam, 1991.

Voci correlate


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