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Campi di concentramento per slavi




Nel corso della seconda guerra mondiale vennero aperti, sia in territorio italiano che nei territori jugoslavi occupati dal regio esercito (1941-1943), numerosi campi di concentramento, adibiti in molti casi al lavoro coatto o utilizzati come campi di smistamento. In tali lager vennero rinchiusi, spesso insieme ad antifascisti italiani e a stranieri di varie nazionalità[senza fonte], anche appartenenti alle popolazioni slave stanziate sia nel Regno di Jugoslavia, che nelle regioni italiane della Venezia Euganea (Friuli), della Venezia Giulia e della città di Zara (i cosiddetti "allogeni" o "alloglotti")[1]. Molti degli internati, fra cui anche vecchi, donne e bambini, trovarono la morte per inedia, malattie, torture o soppressione fisica.

Indice

Campi di concentramento


nelle tabelle con la terminologia allogeni vengono indicate dal fascismo le minoranze slovena e croata delle zone divenute italiane dopo la prima guerra mondiale[2]

Campi di concentramento in territori attualmente non italiani

Nome del campo Città Tipo di campo Tipologia di internati internati (stima) Campo istituito da Direttori Operatività
Arbe[3][4] Arbe, Dalmazia (oggi in Croazia) Lager Civili uomini, donne, bambini, ebrei, sloveni, croati, si caratterizzò per la durezza del trattamento riservato agli internati di etnia slava 10000/15000 Ministero dell'Interno Colonnello dei Carabinieri Vincenzo Cuiuli giugno 1942 – 17 settembre 1943
Fiume[5] Fiume (Caserma Diaz)[6] Campo di internamento e smistamento Slavi ed oppositori che non erano più detenibili in campi limitrofi per questioni di spazi carenti 3500 persone
Mamula Cattaro, Dalmazia (oggi in Montenegro) Lager Civili uomini e donne 540 Ministero dell'Interno Colonnello P. Pasquini, Col. P. Rivaria, Col. G. Prolaran giugno 1942 - 30 giugno 1943
Melàda Zara, Dalmazia (oggi in Croazia) Lager Civili uomini, donne, vecchi e bambini 2400* Governatorato Civile della Dalmazia Commissario Leonardo Fantoli, Carlo Sommer giugno 1942 - 9 settembre 1943
Zlarino Zara, Dalmazia (oggi in Croazia) Lager per rastrellati politici e loro familiari Civili 1652* Ministero dell'Interno Comandante della 173ª Sezione Regi Carabinieri della Divisione "Eugenio di Savoia", in seguito il Tenente Colonnello Umberto Ransava marzo 1943 - 15 giugno 1943
Bakar Buccari
Kraljevica Potorc
Vodice
Osljak
Divulje
Uljan
Molat (Melada)[7] Zara, Dalmazia (oggi in Croazia) Lager Civili uomini, donne, vecchi e bambini 2400* Governatorato Civile della Dalmazia Commissario Leonardo Fantoli, Carlo Sommer giugno 1942 - 9 settembre 1943
Bar/Antivari
Prevlaka
Perzagno
Zabjelo

Campi di concentramento per slavi in Italia od in zone di confine

I campi di concentramento sottoelencati in generale non tenevano in prigionia esclusivamente slavi ma si può notare in quasi tutti una presenza accertata di slavi e/o allogeni mentre per il campo di Lanciano si hanno indicazioni generiche che non escludono né confermano presenza di slavi. Ovviamente si hanno più carenti informazioni sui "Campi di concentramento in territori attualmente non italiani" e quindi dal relativo tabellone rispetto a quelli "in Italia e zone di confine". Tornando al tabellone sottostante [non contando quelli con internati di non chiara etnia come Lanciano] si ha presenza di Slavi ed "allogeni" in circa 50 campi.

Nome del campo Città Tipo di campo Tipologia di internati internati (stima) Campo istituito da Direttori Operatività
Fertilia Alghero, Sardegna Lager per slavi dell'internamento civile parallelo Civili, per lo più croati 300 Ministero dell'Interno Arma dei Carabinieri gennaio 1943 - agosto 1943
Renicci (Anghiari)[8][9] Arezzo, Toscana Lager Civili dai 12 ai 70 anni, per la maggior parte civili jugoslavi 3950* Ministero dell'Interno Colonnello Giuseppe Pistone, Colonnello Firenzuola, Maggiore Rossi 7 ottobre 1942 - aprile 1945
Chiesanuova Padova, Veneto Lager per slavi dell'internamento civile parallelo Civili jugoslavi, soprattutto croati 3500* Ministero dell'Interno Colonnello Dante Caporali 15 agosto 1942 - 1º luglio 1943
Monigo[10] Treviso, Veneto Lager per slavi dell'internamento civile parallelo Civili jugoslavi 3464* Ministero dell'Interno Tenente Colonnello dei Carabinieri Alfredo Anceschi aiutato dal Capitano Eliseo Signorini 2 luglio 1942 - 8 settembre 1943
Gonars[11] Udine, Friuli-Venezia Giulia Lager per slavi dell'internamento civile parallelo Civili jugoslavi 6500* Ministero dell'Interno Tenente Colonnello Eugenio Vicedomini, Cesare Marioni, Ignazio Fragapane, Gustavo De Dominicis, Arturo Macchi ottobre 1941 - 19 ottobre 1943
Cighino Gorizia, Friuli-Venezia Giulia Lager per slavi dell'internamento civile parallelo Civili rastrellati nella provincia di Lubiana 600 Ministero dell'Interno Colonnello Francesco De Ruvo 6 marzo 1942 - aprile 1942
Visco[12] Udine, Friuli-Venezia Giulia Lager per slavi dell'internamento civile parallelo Civili jugoslavi 3272* Ministero dell'Interno Tenente Colonnello dei carabinieri Salvatore Bonofiglio gennaio 1943 - 11 settembre 1943
Poggio Terzarmata Gorizia, Friuli-Venezia Giulia Lager per slavi dell'internamento civile parallelo Civili jugoslavi e italiani n\a Ministero dell'Interno, Prefettura di Gorizia, Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza per la Venezia Giulia n\a settembre 1942 - 9 settembre 1943
Tremiti Foggia, Puglia Lager Ebrei, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), omosessuali 1300 Ministero dell'Interno Coviello settembre 1940 - estate 1943
Manfredonia[13] Foggia, Puglia Lager Civili, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), rastrellati, ebrei, apolidi 228 Ministero dell'Interno funzionario di pubblica sicurezza Guido Celentano, quindi Rosario Stabile 16 giugno 1940 - 9 settembre 1943
Pisticci Matera, Basilicata Lager Civili condannati dal Tribunale Speciale e sottoposti a internamento, "italiani pericolosi (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), polacchi, ufficiali greci, slavi 997 Ministero dell'Interno Eugenio Parrini (da alcuni internati definito fanatico sostenitore del duce e fervente filonazista 1940 - 13 settembre 1943
Montefiore Irpino Avellino, Campania Lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale") 104 Ministero dell'Interno n\a giugno 1940 - ottobre 1943
Campagna[14] Salerno, Campania Lager "Sudditi nemici" inglesi e francesi, ebrei italiani, ebrei stranieri, apolidi, tedeschi, austriaci, polacchi, fiumani, cecoslovacchi, jugoslavi 369 Ministero dell'Interno Commissario di pubblica sicurezza Eugenio De Paoli, Maiello, Carrozzo 15 giugno 1940 - 19 settembre 1943
Ariano Irpino Avellino, Campania Lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), "allogeni" della Venezia Giulia 86 Ministero dell'Interno Commissario di pubblica sicurezza Vito Pirozzi luglio 1940 - 9 settembre 1943
Tossicia Teramo, Abruzzo Lager Ebrei stranieri, Cinesi, zingari jugoslavi 127 Ministero dell'Interno n\a novembre 1941 - 26 settembre 1943
Tortoreto Teramo, Abruzzo Lager Ebrei stranieri, apolidi, "allogeni" della Venezia Giulia, italiani responsabili di infrazioni annonarie 114 Ministero dell'Interno Funzionario di pubblica sicurezza Attilio Capurro, Amerigo Amelio luglio 1940 - 6 settembre 1943
Notaresco Teramo, Abruzzo Lager Ebrei stranieri, apolidi, civili italiani e stranieri 96 Ministero dell'Interno n\a 13 luglio 1940 - gennaio 1944
Nereto Teramo, Abruzzo Lager Ebrei stranieri, apolidi, "allogeni" della Venezia Giulia, "italiani pericolosi"(oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi, "sudditi nemici" 200 Ministero dell'Interno Commissario Francesco Alongi 17 giugno 1940 - 1º febbraio 1944
Lanciano Chieti, Abruzzo Lager Donne straniere appartenenti alla categoria dei "sudditi nemici", e degli "ebrei stranieri" 75 Ministero dell'Interno Podestà locale Raffaele Di Guglielmo, seguito dal Commissario per la pubblica sicurezza Eduino Pistone, Olindo Tiberi Pasqualoni, Domenico Palermo, Carmine Medici e Giuseppe Franco. Assistiva la co-direttrice Rosa Pace, quindi Marisa Marfisi luglio 1940 - settembre 1943
Isernia Campobasso, Molise Lager "Italiani pericolosi"(oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi, "sudditi nemici", ebrei italiani e stranieri, civili italiani e stranieri 139 Ministero dell'Interno Commissario di pubblica sicurezza Guido Renzoni, Pasquale Morra ottobre 1940 - settembre 1943
Corropoli[15] Teramo, Abruzzo Lager "Italiani pericolosi"(oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), ebrei stranieri, civili greci, "sudditi nemici" britannici, jugoslavi 165 Ministero dell'Interno n/a 1º febbraio 1941 - maggio 1944
Civitella del Tronto Teramo, Abruzzo Lager Civili greci, "sudditi nemici" britannici, belga, cinesi 186 Ministero dell'Interno Funzionario di pubblica sicurezza Mario Gagliardi, Giovanni Cardinale, Giuseppe Franco, Domenico Palermo, Francesco Mariniello 4 settembre 1940 - maggio 1944
Città Sant'Angelo Pescara, Abruzzo Lager Civili jugoslavi 135 Ministero dell'Interno n\a giugno 1940 - 8 settembre 1943
Agnone Campobasso, Molise Lager "Sudditi nemici" (soprattutto cecoslovacchi e britannici), ebrei stranieri (soprattutto tedeschi e austriaci). In seguito il campo divenne misto (i prigionieri erano uomini e donne) ed "ospitò" zingari jugoslavi 155 Ministero dell'Interno Commissario di pubblica sicurezza Guglielmo Casale 14 luglio 1940 - 21 giugno 1943
Bagno a Ripoli Firenze, Toscana Lager Ebrei stranieri e italiani, apolidi, "sudditi nemici" (inglesi, francesi, greci, norvegesi, russi in particolare) 180 Ministero dell'Interno Commissario di pubblica sicurezza Pasquale de Pasquale, Fernando di Donna, Domenico Cecchetti, Mario Cecioni luglio 1940 - 22 settembre 1943
Montalbano/Rovezzano Firenze, Toscana Lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi 56 Ministero dell'Interno Commissario Domenico Cecchetti maggio 1941 - estate 1944
Civitella della Chiana/ Villa Oliveto Arezzo, Toscana Lager "sudditi nemici", ebrei stranieri, prigionieri inglesi deportati dalla Libia 90 Ministero dell'Interno Ufficiale di pubblica sicurezza Amedeo Mascio, Vincenzo Gullino, Ferdinando Longhi, Carlo Vitti, Carmelo Giardina, Francesco Garofano luglio 1940 - 9 giugno 1944
Fabriano Ancona, Marche Lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi 90 Ministero dell'Interno funzionario di pubblica sicurezza Antonio Vecchio, "sorvegliato" dai carabinieri settembre 1940 - aprile 1944
Petriolo Macerata, Marche Lager esclusivamente per donne, "suddite nemiche" ed "ebree straniere" 30 Ministero dell'Interno n\a dicembre 1942 - settembre 1943
Pollenza Macerata, Marche Lager per donne, "suddite nemiche" ed "ebree straniere" 103 Ministero dell'Interno Nicola Lorito giugno 1940 - marzo 1944
Sassoferrato Ancona, Marche Lager "allogeni" e jugoslavi 60 Ministero dell'Interno funzionario di pubblica sicurezza Antonio Vecchio agosto 1942 - 15 settembre 1943
Urbisaglia Macerata, Marche Lager ebrei italiani, ebrei stranieri, apolidi, jugoslavi, "allogeni" 123 Ministero dell'Interno funzionari di pubblica sicurezza Mario Bitozzi, Giuseppe Franco, Paolo Spetta, Umberto Leproni. Il campo era sorvegliato dai carabinieri giugno 1940 - 23 ottobre 1943
Fossoli[16] Carpi, Emilia-Romagna campo per prigionieri di guerra alleati dal 1942 al 1943, lager per ebrei dal 1943 al 1944, Polizei- und Durchgangslager nel 1944, campo di raccolta per mano d'opera per la Germania nel 1944 "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi, prigionieri di guerra, ebrei italiani (fra cui Primo Levi) e stranieri, civili, "sudditi" nemici oltre 5000* Ministero dell'Interno n\a 19421945
Scipione Parma, Emilia-Romagna Lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), ebrei stranieri, "sudditi" nemici 173 Ministero dell'Interno n\a Il campo era sorvegliato adi carabinieri luglio 1940 - settembre 1940
Risiera di San Sabba Trieste, Friuli-Venezia Giulia lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), ebrei italiani e stranieri, "sudditi" nemici, jugoslavi, civili rastrellati, prigionieri di guerra, circa 25000* III Reich Commissario austriaco Friedrich Rainer 20 ottobre 1943 – 29 aprile 1945
Bolzano[17] Bolzano, Trentino-Alto Adige lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), ebrei italiani e stranieri, "sudditi" nemici, zingari, civili rastrellati 11.116* Ministero dell'Interno Tenente Titho, Maresciallo Haage maggio 1944 – maggio 1945

I campi di concentramento di Gonars e Rab

«(...)non hanno mai sentito parlare dei lager in cui i fascisti, prima e dopo l'armistizio, hanno chiuso decine di migliaia di cittadini colpevoli unicamente di essere di etnia slovena

(Giorgio Bocca[18])

Di particolare rilievo fra i campi riservati agli slavi, furono il Campo di concentramento di Arbe[19] e quello di Gonars.

Bibliografia


Saggi e altri testi

Articoli da La Repubblica

Documentari

Note


  1. ^ LE LEGGI RAZZIALI IN ITALIA APPUNTI PER UNA RIFLESSIONE_Nazionalismo ed etnocentrismo della Venezia Giulia , su interware.it. URL consultato il 18 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2008).
  2. ^ dalla presentazione di Carlo Spartaco Capogreco I campi del duce - L'internamento civile nell'Italia fascista (1940 - 1943)' (Einaudi, Torino 2004) brano scritto dallo stesso autore , su lintver.it. URL consultato il 26 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  3. ^ Arbe, un inferno italiano dimenticato , su gonarsmemorial.eu. URL consultato il 26 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2009).
  4. ^

    «Ad Arbe, per esempio, erano imprigionati sloveni, croati ed ebrei. Stavano in tende all'interno di quattro campi distinti, più un cimitero, dove i tanti che morivano per la fame o il freddo, venivano seppelliti alla bell'e meglio. Creato nel luglio del '42, il lager arrivò a contenere sino a 10 mila internati sino allo smantellamento nel settembre del '43. E l'inverno fu letale per quasi un quinto di loro: almeno 1200 morirono, stando ai calcoli di Božidar Jezernik, storico e preside di lettere all'università di Lubiana»

    Quando gli italiani uccidevano parlano i superstiti del lager di Arbe tratto da articolo de La Repubblica Archiviato il 15 maggio 2011 in Internet Archive.
  5. ^ I Campi di concentramento per civili Archiviato l'8 marzo 2010 in Internet Archive. gestiti dalla II Armata; Supersloda - Slovenia Dalmazia

    «In un vertice tenuto a Fiume il 23 maggio 1942, Roatta annuncia l'appoggio di Mussolini alla linea dura dei generali: "Anche il Duce ha detto di ricordarsi che la miglior situazione si fa quando il nemico è morto. Occorre quindi poter disporre di numerosi ostaggi e di applicare la fucilazione tutte le volte che ciò sia necessario... Il Duce concorda nel concetto di internare molta gente - anche 20-30.000 persone.»

    Ai primi di giugno Roatta scrive al Duce di "giudicare necessari campi di concentramento per ventimila persone" e prospetta l'idea di "assegnare le case dei ribelli per costituire nuclei rurali tutti italiani di ex combattenti".;

  6. ^ Dalmazia italiana: insegnare o imparare? a cura di Giuseppe Aragno Archiviato il 27 settembre 2007 in Internet Archive.

    «Da un documento del consolato della NDH di Fiume, indirizzato al Ministero degli Esteri della NDH a Zagabria, del 20 dicembre '41, si apprende di quattro trasporti attraverso Fiume provenienti dalla Dalmazia e diretti verso l'interno dell'Italia, avvenuti dal 15 al 25 novembre '41, di circa 800 persone, tra le quali 60 donne e 40 bambini, ammanettati e legati con catene. Di loro si dice: « è triste vedere questa nostra gente ammanettata, legata con catene, andare verso l'incognito, sforzarsi di portare il loro bagaglio, coi visi sfatti dal dolore, trascinando le catene». Più oltre si legge : «gli italiani non sono intenzionati di smettere di arrestare e deportare in massa la nostra gente» .»

  7. ^

    «nel clima di repressione instauratosi con l'occupazione militare nel territorio jugoslavo, per il regime fascista nacque inevitabilmente l'esigenza di creare delle strutture per il concentramento di un gran numero di civili, deportati da quelle regioni; nei territori jugoslavi annessi le autorità italiane si servirono per l'internamento dei civili di diversi campi di concentramento. Le strutture principali furono tre: il campo di Arbe (Rab) per le esigenze del quadrante adriatico settentrionale (il Fiumano e la Slovenia); il campo di Melada (Molat) per l'area centrale (la Dalmazia); i campi integrati di Mamula e Prevlaka per il quadrante adriatico meridionale (principalmente le Bocche di Cattaro, territorio montenegrino che venne accorpato alla Dalmazia annessa all'Italia come «Governatorato civile» nel 1941);»

    da lavori camera deputati Archiviato il 22 maggio 2011 in Internet Archive. pag 13205
  8. ^ Renicci d’Anghiari, un campo di concentramento dimenticato nel cuore della Toscana [collegamento interrotto]
  9. ^

    «Tra il ' 42 e il ' 43 l'esercito di Mussolini ci rinchiuse i civili deportati dalla Jugoslavia. Non gente catturata con le armi in pugno (chi opponeva resistenza veniva fucilato sul posto) ma normali famiglie, con anziani e bambini, donne e uomini di ogni età strappati alla loro terra occupata dalle truppe italiane dopo l'aprile del 1941. Di Renicci non è rimasto niente, a parte qualche foto scattata dai soldati di guardia. Non un ricordo dei 160 che lì morirono nell'arco di soli 12 mesi, uccisi dalla fame, dalla dissenteria, dal freddo.»

    da Un lager a 3 chilometri da Anghiari articolo tratto da La Repubblica Archiviato il 2 ottobre 2015 in Internet Archive.
  10. ^ Campi per gli ex jugoslavi ovvero civili abitanti nei territori occupati militarmente dall’Esercito italiano e annessi all’Italia , su dalrifugioallinganno.it. URL consultato il 26 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2009).
  11. ^ Gonars Memorial , su gonarsmemorial.eu. URL consultato il 26 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2009).
  12. ^

    «Verso la fine del 1942 e l’inizio del 1943 il regime fascista - in seguito all’invasione della Jugoslavia – costruì a Visco (UD) un campo di concentramento per prigionieri civili, nel quale furono ben presto rinchiuse oltre 3.000 persone (tra cui oltre 100 bambini e molte donne) brutalmente rastrellate nei territori occupati dalla Slovenia al Montenegro»

    consiglio regione Friuli-Venezia Giulia Archiviato il 22 luglio 2011 in Internet Archive.
  13. ^ slavi ed ebrei nel campo di concentramento di Manfredonia di Maria Teresa Rauzino , su mondimedievali.net. URL consultato il 26 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2010).
  14. ^ da istituto Giovanni Palatucci , su istitutopalatucci.it. URL consultato il 26 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2010).
  15. ^ documenti Archiviato il 5 maggio 2009 in Internet Archive.
  16. ^ Fondazione ex campo Fossoli , su fondazionefossoli.org. URL consultato il 26 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 10 marzo 2010).
  17. ^ da ANED di Dario Venegoni Uomini, donne e bambini nel Lager di Bolzano - Una tragedia italiana in 7.982 storie individuali Archiviato il 12 giugno 2008 in Internet Archive.
  18. ^ il nuovo libro di giorgio bocca - Repubblica.it , su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 26 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2013).
  19. ^ Il campo di concentramento di Arbe , su sentieriepensieri.wordpress.com. URL consultato il 30 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2016).
  20. ^ dalla nota frase

    «Galli, [Capo di Stato Maggiore] chiarire bene il trattamento dei sospetti, perché mi pare che su 73 sospetti non trovar modo di dare neppure un esempio è un po' troppo. Cosa dicono le norme della 3 C e quelle successive ? Conclusione SI AMMAZZA TROPPO POCO !»

    proclama Mario Roatta Archiviato il 7 dicembre 2009 in Internet Archive.

Voci correlate


Collegamenti esterni










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Data: 21.05.2020 02:28:53 CEST

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