Consiglio Nazionale delle Ricerche


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Consiglio Nazionale delle Ricerche
Sede del CNR a Roma, piazzale Aldo Moro 7.
SiglaCNR
Stato Italia
TipoEnte pubblico di ricerca
Istituito18 novembre 1923
PresidenteMaria Chiara Carrozza
Direttore generaleGiambattista Brignone
Bilancio1 miliardo di euro [1]
Impiegati7 035 (31−08−2 014)
SedeRoma
IndirizzoPiazzale Aldo Moro, 7 - 00185 Roma
Sito webwww.cnr.it

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (in sigla CNR) è il principale ente pubblico di ricerca italiano.

Sottoposto alla vigilanza del Ministero dell'università e della ricerca,[2] ha il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca scientifica e tecnologica nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni, favorendo il progresso scientifico, tecnologico, economico e sociale.[3]

Secondo la rivista scientifica Nature, nel 2018 il CNR si è classificato al decimo posto tra gli enti pubblici di ricerca più innovativi al mondo per numero di articoli scientifici pubblicati su una ottantina di riviste monitorate dalla stessa rivista.[4]

Indice

Storia


Costituito il 18 novembre del 1923 e trasformato nel 1945 in organo dello Stato ha svolto prevalentemente attività di formazione, di promozione e di coordinamento della ricerca in tutti i settori scientifici e tecnologici.

Subito dopo lo scoppio della guerra in molti paesi europei gli scienziati cercarono di dar vita ad organismi in grado di aggregare tutte le attività relative alle invenzioni e alla ricerca. Nel 1916 venne costituito il Comitato nazionale scientifico tecnico per lo sviluppo e l'incremento dell'industria italiana[5] (CNST) con il compito di "stringere maggiormente i legami fra la Scienza e le sue applicazioni"; mentre nel 1917 venne autorizzata, con decreto del 25 novembre, una spesa straordinaria di 3 milioni di lire per "gli impianti e gli arredamenti degli Istituti Superiori di fisica, chimica e le loro applicazioni tecniche"; sempre nel 1917 venne costituito l'Ufficio invenzioni e ricerche.

Attraverso queste iniziative cominciava a farsi avanti una maggiore sensibilità verso il tema della scienza, confermata dalla costituzione nel novembre del 1918 di un Consiglio internazionale delle ricerche (CIR), al quale l'Italia prese parte con Vito Volterra[6] assieme a rappresentanti di Francia, Inghilterra, Stati Uniti e Belgio. Ma soprattutto da un decreto presidenziale del 17 febbraio 1919, che istituiva una commissione "con l'incarico di preparare un progetto di costituzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche", il quale in un articolo precisava che "il Consiglio Nazionale delle Ricerche deve avere per fine di organizzare e promuovere ricerche a scopo scientifico industriale e per la difesa nazionale". Con questo atto veniva sancito il punto d'inizio ufficiale del processo di costituzione del CNR, che si sarebbe concluso con l'emanazione del decreto del 18 novembre 1923.[7]

Il 23 dicembre 1987 il CNR registra il primo dominio internet italiano: cnr.it Archiviato il 27 ottobre 2013 in Internet Archive.[8]

Nel 1999, a seguito del decreto legislativo 30/01/1999 n. 19 ("Riordino del Consiglio nazionale delle ricerche") il CNR è divenuto "ente nazionale di ricerca con competenza scientifica generale e istituti scientifici distribuiti sul territorio, che svolge attività di prioritario interesse per l'avanzamento della scienza e per il progresso del paese".

Negli ultimi anni il CNR è stato oggetto di critiche per la preponderanza dell'apparato amministrativo di gestione rispetto all'attività di ricerca: infatti, secondo una relazione della Corte dei Conti, nel 2010 il 70% delle risorse di bilancio sono state destinate ad affitti, manutenzione della sede romana e retribuzioni del personale[9]. Una valutazione periodica dei risultati conseguiti, decisa nel 2011, è entrata però in vigore solo dal 2017[9]. Nel 2021, con l'insediatura di Maria Chiara Carrozza, per la prima volta una donna ottiene l'incarico di presidente del CNR, ruolo fino ad allora esercitato solamente da uomini.

Descrizione


Finalità

Svolgere attività di ricerca nei propri laboratori, sia promuovendo l'innovazione e la competitività del sistema industriale, sia fornendo tecnologie e soluzioni capaci di dare risposte ai bisogni emergenti, individuali e collettivi. Promuovere l'internazionalizzazione del sistema della ricerca; fornire attività di consulenza al Governo e ad altre istituzioni su temi strategici per il Paese e la collettività; contribuire alla qualificazione delle risorse umane. La cooperazione con le Università e il mondo industriale è la scelta sistematica che ha lo scopo di "creare valore per il paese attraverso le competenze della ricerca scientifica" dell'Ente.[10]

Onorificenze

Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del D.P.C.M. 19 dicembre 2008.

Le strutture


La rete scientifica del Consiglio Nazionale delle Ricerche è strutturata attualmente in sette Dipartimenti[8], con funzioni essenzialmente di programmazione, ai quali afferiscono gli Istituti; è in questi ultimi che si svolgono le attività di ricerca vere e proprie.

I dipartimenti

Gli istituti

Gli istituti del CNR sono oltre cento[8], di seguito elencati in ordine alfabetico secondo la sigla con la quale sono conosciuti.

  • Istituto per le applicazioni del calcolo "Mauro Picone" (IAC)
  • Istituto per lo studio degli impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino " (IAS)
  • Istituto di analisi dei sistemi ed informatica "Antonio Ruberti" (IASI)
  • Istituto di biostrutture e bioimmagini (IBB)
  • Istituto di biologia e biotecnologia agraria (IBBA)
  • Istituto per la BioEconomia (IBE)
  • Istituto di Biomembrane, Bioenergetica e Biotecnologie Molecolari (IBIOM)
  • Istituto di biofisica (IBF))
  • Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (IBFM)
  • Istituto di biomedicina e di immunologia molecolare "Alberto Monroy" (IBIM)
  • Istituto di biometeorologia (IBIMET)
  • Istituto di biochimica delle proteine (IBP)
  • Istituto di biologia e patologia molecolari (IBPM)
  • Istituto di cristallografia (IC)
  • Istituto di calcolo e reti ad alte prestazioni (ICAR)
  • Istituto di chimica biomolecolare (ICB)
  • Istituto di chimica dei composti organo metallici (ICCOM)
  • Istituto di cibernetica "Eduardo Caianiello" (ICIB)
  • Istituto di Chimica della Materia Condensata e di Tecnologie per l'Energia (ICMATE) (già Istituto per l'Energetica e le Interfasi - IENI)[15]
  • Istituto di chimica del riconoscimento molecolare (ICRM)
  • Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (ICTP)
  • Istituto per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali (ICVBC)
  • Istituto di acustica e sensoristica "Orso Mario Corbino" (IDASC)
  • Istituto per la dinamica dei processi ambientali (IDPA)
  • Istituto di elettronica e di ingegneria dell'informazione e delle telecomunicazioni (IEIIT)
  • Istituto per l'endocrinologia e l'oncologia "Gaetano Salvatore" (IEOS)
  • Istituto di fisica applicata "Nello Carrara" (IFAC)
  • Istituto di fisiologia clinica (IFC)
  • Istituto di fotonica e nanotecnologie (IFN)
  • Istituto di fisica del plasma "Piero Caldirola" (IFP)
  • Istituto di geologia ambientale e geoingegneria (IGAG)
  • Istituto di genetica e biofisica "Adriano Buzzati Traverso" (IGB)
  • Istituto di geochimica dei fluidi (IGF)
  • Istituto di geoscienze e georisorse (IGG)
  • Istituto gas ionizzati (IGI)
  • Istituto di genetica molecolare (IGM)
  • Istituto di genetica delle popolazioni (IGP)
  • Istituto di genetica vegetale (IGV)
  • Istituto sull'inquinamento atmosferico (IIA)
  • Istituto di Informatica e Telematica (IIT)
  • Istituto di linguistica computazionale (ILC)
  • Istituto per il lessico intellettuale europeo e storia delle idee (ILIESI)
  • Istituto motori (IM)
  • Istituto di metodologie per l'analisi ambientale (IMAA)
  • Istituto per le macchine agricole e movimento terra (IMAMOTER)
  • Istituto di matematica applicata e tecnologie informatiche (IMATI)
  • Istituto per i materiali compositi e biomedici (IMCB)
  • Istituto dei materiali per l'elettronica ed il magnetismo (IMEM)
  • Istituto di metodologie inorganiche e dei plasmi (IMIP)
  • Istituto per la microelettronica e microsistemi (IMM)
  • Istituto di neuroscienze (IN)
  • Istituto di iNgegneria del Mare (INM)
  • Istituto di neurobiologia e medicina molecolare (INMM)
  • Istituto di neurogenetica e neurofarmacologia (INN)
  • Istituto nazionale di Ottica (INO)
  • Istituto nazionale per studi ed esperienze di architettura navale (INSEAN)
  • Istituto officina dei materiali (IOM)
  • Istituto per i processi chimico-fisici (IPCF)
  • Istituto per la protezione delle piante (IPP)
  • Istituto di ricerche sulle attività terziarie (IRAT)
  • Istituto di ricerche sulla combustione (IRC)
  • Istituto di ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile (IRCrES)
  • Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente (IREA)
  • Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI)
  • Istituto di ricerca sulla popolazione e le politiche sociali (IRPPS)[16]
  • Istituto di ricerca sulle acque (IRSA)
  • Istituto di ricerca sui sistemi giudiziari (IRSIG)
  • Istituto di scienza dell'alimentazione (ISA)
  • Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (ISAC)
  • Istituto di scienze polari (ISP)
  • Istituto per i sistemi agricoli e forestali del mediterraneo (ISAFoM)[17]
  • Istituto per i sistemi biologici (ISB)
  • Istituto dei sistemi complessi (ISC)
  • Istituto per lo studio degli ecosistemi (ISE), unito all'Istituto di ricerca sulle acque nel 2018[18]
  • Istituto di storia dell'Europa mediterranea (ISEM)
  • Istituto di studi giuridici internazionali (ISGI)
  • Istituto di ingegneria biomedica (ISIB)
  • Istituto di struttura della materia (ISM)
  • Istituto di studi sul Mediterraneo antico (ISMA)
  • Istituto per lo studio delle macromolecole (ISMAC)
  • Istituto di scienze marine (ISMAR)
  • Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (ISMN)
  • Istituto di scienze neurologiche (ISN)
  • Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività (ISOF)
  • Istituto di scienze delle produzioni alimentari (ISPA)
  • Istituto per il sistema produzione animale in ambiente Mediterraneo (ISPAAM)
  • Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno (ISPF)
  • Istituto sperimentale di studi socio-economici sull'innovazione e le politiche della ricerca (ISPRI)
  • Istituto di studi sui sistemi intelligenti per l'automazione
  • Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie "Massimo Severo Giannini" (ISSIRFA)
  • Istituto di studi sulle società del mediterraneo (ISSM)
  • Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (ISTC)
  • Istituto di scienza e tecnologia dei materiali ceramici (ISTEC)
  • Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione "Alessandro Faedo" (ISTI)
  • Istituto di sistemi e tecnologie industriali intelligenti per il manifatturiero avanzato (STIIMA)
  • Istituto di scienze e tecnologie molecolari (ISTM)
  • Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (ITABC)
  • Istituto di tecnologie avanzate per l'energia "Nicola Giordano" (ITAE)
  • Istituto di tecnologie biomediche (ITB)
  • Istituto per le tecnologie della costruzione (ITC)
  • Istituto per le tecnologie didattiche (ITD)
  • Istituto per la tecnologia delle membrane (ITM)
  • Istituto per i trapianti d'organo e immunocitologia (ITOI)
  • Istituto di teoria e tecniche dell'informazione giuridica (ITTIG)
  • Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (IVALSA)
  • Istituto di virologia vegetale (IVV)
  • Istituto nanoscienze (NANO)[19]
  • Istituto di nanotecnologia (NANOTEC)[20]
  • Istituto opera del vocabolario italiano (OVI)
  • Istituto superconduttori, materiali innovativi e dispositivi (SPIN)

Le aree della ricerca

Le aree della ricerca sono aree territoriali che si caratterizzano come poli di aggregazione di Istituti dove alcuni servizi sono gestiti in maniera accentrata. Concepite nel 1979, la fase attuativa partì nella seconda metà degli anni ottanta con la realizzazione delle prime quattro aree di Montelibretti, Milano, Genova e Potenza.

Elenco dei presidenti


Risorse digitali


Dal 2012, la biblioteca del CNR-IRCrES e la funzione IT hanno sviluppato e gestito una serie di repository contenenti testi, immagini, file audio e video.[21] Byterfly è il maggiore di questi archivi digitali. Lanciato nel 2017 con architettura, contenuti e dati completamente open access, ha oltre un milione di file anche archivistici ad alta risoluzione, che sono consultabili e scaricabili liberamente in formato aperto.[22]

Note


  1. ^ [1]
  2. ^ Ministero dell'università e della ricerca, Enti di ricerca pubblici , su mur.gov.it. URL consultato il 19 maggio 2021.
  3. ^ CNR - Chi siamo , su cnr.it. URL consultato il 4 giugno 2017.
  4. ^ Davide Patitucci, Nature, Infn e Cnr fra i dieci enti pubblici più innovativi del mondo , su ansa.it, 23 agosto 2019. URL consultato il 23 agosto 2019.
  5. ^ Giuseppe Belluzzo. Tecnico e politico nella storia d'Italia 1876-1952 , su books.google.it.
  6. ^ Vita dura per la scienza , su ilsole24ore.com.
  7. ^ Storia CNR , su cnr.it.
  8. ^ a b c Il Cnr in numeri | Consiglio Nazionale delle Ricerche , su www.cnr.it. URL consultato il 30 agosto 2017.
  9. ^ a b settimanale "Panorama" del 30 ottobre 2013, articolo "I tagli dimenticati" di Stefano Vespa, pag. 56
  10. ^ Chi siamo , su cnr.it.
  11. ^ Scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente
  12. ^ Scienze chimiche e tecnologie dei materiali
  13. ^ Ingegneria, ICT e tecnologie per l'energia e i trasporti
  14. ^ Scienze Umane e Sociali Patrimonio culturale
  15. ^ Istituto di Chimica della Materia Condensata e di Tecnologie per l'Energia
  16. ^ Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali , su irpps.cnr.it.
  17. ^ ISAFOM CNR , su isafom.cnr.it.
  18. ^ Il CNR di Verbania diventa Istituto di Ricerca Sulle Acque , su Verbania Notizie, 27 settembre 2018.
  19. ^ Istituto nanoscienze , su nano.cnr.it.
  20. ^ Istituto di nanotecnologia , su nanotec.cnr.it.
  21. ^ Giancarlo Birello e Anna Perin, Nuove forme di fruizione del digitale. Il repository Byterfly: la conservazione e il riuso con l'open source, access e data (PDF), su garr.it, 5 (archiviato il 30 marzo 2020).
  22. ^ 'Byterfly' un repository aperto, un milione di pagine , su cnr.it, 5 aprile 2018 (archiviato il 30 marzo 2020).

Bibliografia


Voci correlate


Altri progetti


Collegamenti esterni


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Data: 19.06.2021 02:47:21 CEST

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