Giochi della XXII Olimpiade


Voce principale: Giochi olimpici estivi.

Giochi della XXII Olimpiade
Città ospitanteMosca, Unione Sovietica
Paesi partecipanti80 (vedi sotto)
Atleti partecipanti5.179
(4.064 - 1.115 )
Competizioni203 in 23 sport
Cerimonia apertura19 luglio 1980
Cerimonia chiusura3 agosto 1980
Aperti daLeonid Il'ič Brežnev
Giuramento atletiNikolaj Andrianov
Giuramento giudiciAleksandr Medved
Ultimo tedoforoSergej Belov
StadioStadio Lenin
Medagliere
Nazione
 Unione Sovietica806946195
 Germania Est473742126
 Bulgaria81617 41
Cronologia dei Giochi olimpici
Giochi precedentiGiochi successivi
Montréal 1976 Los Angeles 1984

I Giochi della XXII Olimpiade (in russo: Игры XXII Олимпиады?, Igry dvadcat' vtoroj Olimpiady), noti anche come Mosca 1980, si sono svolti a Mosca, allora capitale dell'Unione Sovietica, dal 19 luglio al 3 agosto 1980.

È nota per essere stata boicottata dall'USOC per protesta verso la invasione sovietica dell'Afghanistan. L'esempio statunitense fu seguito da altri Paesi (in tutto saranno 65, tra cui il Canada, la Germania Ovest, la Norvegia, il Kenya, il Giappone, la Cina e il blocco delle nazioni arabe); risultano quindi solo 80 le nazioni rappresentate (quindi per 5179 atleti). 15 paesi decisero di far partecipare i propri atleti, ma non sotto le proprie bandiere nazionali.

Indice

Selezione città ospitante


Solo due città si candidarono per ospitare i Giochi della XXII Olimpiade: Mosca e Los Angeles. Mosca ebbe la meglio sulla città americana il 23 ottobre 1974 alla 75ª sessione del CIO tenutasi a Vienna, in Austria.[1]

Risultati per l'assegnazione della XXII Olimpiade[2]
Città Nazione Votazione
Mosca  Unione Sovietica 39
Los Angeles  Stati Uniti 20

Organizzazione


La Cerimonia d'apertura

La cerimonia di apertura dei Giochi della XXII Olimpiade ebbe inizio dalle ore 16:00 circa (ora di Mosca) il 19 luglio 1980 nel Grande Stadio Lenin. Vi presero parte importanti personaggi dell'Unione Sovietica come il Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell'URSS, Leonid Il'ič Brežnev, che aprì di persona i Giochi. La cerimonia di apertura fu lunghissima: durò più di 5 ore ed ebbe inizio con i tradizionali rintocchi dell'Orologio del Cremlino. In seguito venne suonata la Fanfara di Mosca composta dal musicista e compositore sovietico A. Golovin. Al termine della musica entrò nello stadio il leader sovietico Brežnev, accompagnato dall'inno nazionale dell'Unione Sovietica. Seguì una parata di carri greci nello stadio, seguiti da bandiere rosse con il simbolo delle Olimpiadi di Mosca. Ebbe poi inizio la tradizionale sfilata delle nazioni, con la Grecia che da tradizione entrò per prima e l'Unione Sovietica per ultima (la sfilata delle nazioni seguì l'alfabeto cirillico). Dopo la parata vi fu un messaggio di benvenuto da parte del presidente del Comitato olimpico organizzatore Ignati Novikov. Seguì quindi un discorso del Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Lord Killanin; al termine di esso Brežnev annunciò ufficialmente l'apertura dei XXII Giochi Olimpici dell'Era Moderna.

Venne come da tradizione consegnata la bandiera del Canada, ospite della precedente olimpiade dal sindaco di Montreal, Jean Drapeau, al Presidente del CIO Killanin e poi al primo segretario del Gorkom di Mosca del PCUS, Viktor Grišin. Entrò poi la bandiera olimpica che venne innalzata mentre veniva nuovamente suonato l'inno olimpico russo. Entrò quindi l'ultimo tedoforo, Sergej Belov, membro della squadra nazionale di pallacanestro dell'Unione Sovietica, con in mano la fiaccola olimpica. Seguirono il giuramento olimpico - recitato dal ginnasta Nikolaj Andrianov - e il giuramento dei giudici, declamato dall'arbitro di lotta Aleksandr Medved. Dopo l'uscita degli atleti iniziarono le performance artistiche: s'iniziò con il balletto L'Amicizia dei Popoli - una serie di danze tradizionali delle 15 repubbliche sovietiche - e in seguito si ebbero esibizioni di ginnastica; vennero utilizzati gli strumenti classici di tale disciplina quali il nastro, la palla e il cavallo con maniglie. La festa raggiunse il suo culmine con lo spettacolo Dell'allegra danza di Misha: entrarono decine di artisti con indosso il costume dell'orsetto Misha, la mascotte delle Olimpiadi di Mosca, che eseguirono una serie di allegri balletti nello stadio. In seguito si ebbero dei saggi ginnici di bambini sovietici. Apparvero poi cinque pilastri umani nella configurazione degli anelli olimpici, come a voler significare l'umanità dello sport olimpico e non solo. Il finale vide gli artisti che si erano già esibiti durante la cerimonia di apertura rientrare nello stadio sul sottofondo della colonna sonora delle Olimpiadi di Mosca Moscow gives the start! (Старт даёт Москва, Mosca dà l'Avvio!). Vennero poi rilasciati dei palloncini colorati e il teleschermo mostrò in questo momento il logo olimpico di Mosca 1980.

La cerimonia di chiusura

La cerimonia di chiusura dei Giochi della XXII Olimpiade si tenne dalle ore 19:30 (ora di Mosca) del 3 agosto 1980 presso il Grande Stadio Lenin. Vi presero parte, come fecero anche per la cerimonia di apertura, il Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell'URSS Brežnev e il Presidente del CIO Killanin. Essa fu molto simile alla cerimonia di apertura e infatti iniziò nello stesso modo con i canonici rintocchi dell'orologio del Cremlino. In seguito venne suonata la Fanfara di Mosca, composta dal musicista e compositore sovietico Golovin. Entrarono poi delle bandiere rosse con l'emblema delle Olimpiadi di Mosca, insieme a marescialli e guardalinee. In seguito fu la volta degli atleti che si riunirono nello stadio, come anche i ginnasti e gli altri artisti interpreti delle cerimonie di chiusura e di apertura. Vennero poi suonati l'inno nazionale greco e l'inno nazionale sovietico. La bandiera della città di Los Angeles (e non la bandiera degli Stati Uniti) fu poi consegnata al presidente del CIO sul sottofondo dell'inno olimpico, non di quello statunitense: questi furono gli unici chiari riferimenti al boicottaggio durante tutta la durata dell'olimpiade. Si tenne poi il tradizionale discorso di chiusura del Presidente del CIO, Lord Killanin, in lingua inglese. Egli chiuse i giochi e raccomandò ai giovani del mondo «di tornare quattro anni dopo a Los Angeles». Vi fu poi l'abbassamento della bandiera olimpica e il canto dell'Inno olimpico (in greco) che furono entrambi eseguiti nella stessa disposizione della cerimonia di apertura di 15 giorni prima.

La bandiera olimpica uscì dallo stadio sulle note dell'Inno alla gioia di Beethoven e a accompagnata da fuochi d'artificio. Uscirono poi anche gli atleti, i marescialli, gli sbandieratori multicolori e i ginnasti, mentre entrò un pupazzo di Misha piangente per la fine dell'Olimpiade. Iniziarono poi le performance artistiche. Vi fu un piccolo concerto delle Bande militari del Distretto Militare di Mosca, delle Forze Armate dell'URSS, condotte dal direttore di Musica del Servizio della Banda delle Forze Armate, il generale Nikolaj Michajlov. Come di consueto ci furono anche le tradizionali prestazioni di ginnasti, acrobati e ballerini con il nastro, che formarono alla fine un gigantesco quadro umano (con le ginnaste disposte come il telaio, e gli acrobati e le ballerine al suo interno). Entrarono poi delle gigantesche matrioske, le classiche bambole russe di legno. Vi fu poi un balletto di artisti che rappresentavano alcuni dei gruppi etnici dei popoli dell'Unione Sovietica. Il gran finale fu sorprendente: la testa di Misha apparve sullo schermo dello stadio mentre la sua effigie gigante, montata su palloncini, entrò poi nello stadio accompagnata dalla canzone finale Addio, Mosca (in russo: До свиданья, Москва, Do svidan'ja, Moskva). L'effigie di Misha venne poi rilasciata nel cielo. In seguito, i fuochi d'artificio illuminarono il cielo notturno, e dei ballerini improvvisarono delle danze popolari accompagnati dalla canzone Stadio dei miei sogni (in russo: Стадион моей мечты, Stadion moej mečty); infine vi furono i definitivi saluti e l'uscita generale dallo stadio.

Misha, la mascotte delle Olimpiadi

Misha (in russo: Миша) è il nome dell'orsetto immaginario disegnato dall'illustratore Viktor Čižikov che fu scelto come mascotte per l'evento. In russo Misha è un diminutivo del nome maschile Michail. L'orso è inoltre una figura molto popolare in Russia, dove è presente in molte favole e leggende popolari. Misha fu la prima mascotte di un evento sportivo a diventare in breve tempo un fenomeno commerciale. Ad esso si ispirarono infatti bambolotti, peluche, tazze, souvenir, fumetti e persino una serie animata prodotta in Giappone. Possiamo quindi considerare Misha come la prima mascotte moderna a cui poi si ispireranno in seguito altre mascotte dei futuri eventi sportivi.

Nel 1977 il comitato organizzatore delle Olimpiadi indisse un concorso per scegliere un'idea che potesse rappresentare un'ipotetica mascotte olimpica. I giudici scelsero il lavoro del disegnatore Victor Čižikov: il disegno raffigurava un cucciolo di orso sorridente che indossava un completo blu-nero-giallo-verde-rosso (i colori degli anelli olimpici) e una cintura, con una fibbia dorata a forma dei cinque anelli. L'orsetto di nome Misha fu confermato come mascotte ufficiale il 19 dicembre 1977. Durante la cerimonia di chiusura dei XXII Giochi Olimpici, un pupazzetto di Misha apparve con una lacrima nel suo occhio; teneva in mano un paio di palloncini e alla fine fu liberato e volò via dallo stadio. Poche ore dopo atterrò su Vorobëvy Gory e in seguito fu esposto per qualche anno in vetrine e fiere.

Paesi partecipanti


Il boicottaggio

Nel dicembre del 1979 l'Unione Sovietica inviò le proprie truppe in Afghanistan per sostenere un governo filo-sovietico instauratosi pochi mesi prima con un colpo di Stato. Con l'invasione sovietica dell'Afghanistan, l'URSS intendeva probabilmente iniziare una sorta di salvaguardia delle sue repubbliche asiatiche contro il possibile pericolo di una espansione della rivoluzione islamica iniziata in Iran dall'ayatollah Khomeini.

Negli Stati Uniti intanto nell'autunno dello stesso anno si sarebbero svolte le elezioni presidenziali. Il presidente democratico Jimmy Carter, anche per riguadagnarsi un po' di popolarità, iniziò a promuovere un boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca e in poco tempo lanciò il suo messaggio: se l'URSS non avesse ritirato le sue truppe dall'Afghanistan entro giugno gli Stati Uniti non avrebbero partecipato alle imminenti Olimpiadi moscovite. La proposta di Carter non era del tutto originale: già da alcuni anni, alcune organizzazioni per i diritti umani avevano proposto un boicottaggio delle Olimpiadi per le gravi violazioni sovietiche dei diritti umani.[3] L'Unione Sovietica non pensò neanche lontanamente di ritirare i suoi carri armati dall'Afghanistan e così gli USA mantennero la loro promessa e non si presentarono ai Giochi. Il boicottaggio statunitense, oltre a gravare sugli atleti, si rivelerà inutile anche per il suo ideatore: Carter verrà infatti sconfitto alle presidenziali dal repubblicano Ronald Reagan.

Il boicottaggio statunitense fu per le Olimpiadi un brutto colpo. A Mosca si registrò l'assenza di molte nazioni, compresa anche la Cina comunista appena riammessa dal CIO. In Europa vi furono paesi che aderirono al boicottaggio e non si presentarono, come la Germania Ovest, e chi, come Francia, Belgio, Italia e Gran Bretagna, parteciparono ai Giochi ma senza bandiera né inno nazionale, presentandosi invece sotto le insegne del CIO.

I più penalizzati furono gli atleti e in particolare i non pochi appartenenti a gruppi militari, i quali, essendo alle dirette dipendenze di uno Stato fedele alle scelte dell'Alleanza Atlantica, non poterono partecipare ai Giochi; l'Italia risentì parzialmente di questa scelta. Per quanto riguarda i civili, essi parteciparono ai Giochi a titolo individuale, come specificato nell'articolo 24 del regolamento olimpico.

Ecco di seguito l'elenco delle 65 nazioni che non presero parte ai Giochi Olimpici di Mosca. La maggior parte di esse seguì il boicottaggio degli Stati Uniti (molte di queste parteciparono al Liberty Bell Classic), mentre altre (come lo Zaire) giustificarono la loro assenza per motivi economici.[4]

80 nazioni gareggiarono quindi ai Giochi di Mosca. All'inizio furono 81 ma la Liberia abbandonò l'Olimpiade dopo aver sfilato durante la cerimonia d'apertura. 13 nazioni, pur non aderendo al boicottaggio, in segno di protesta gareggiarono sotto la bandiera olimpica. Sei nazioni fecero il loro debutto proprio in questa edizione dei Giochi Olimpici: Angola, Botswana, Giordania, Laos, Mozambico e le Seychelles. Tre paesi si presentarono per la prima volta con un nuovo nome: lo Sri Lanka (prima si chiamava Ceylon), il Benin (aveva partecipato a Monaco di Baviera 1972 con il nome di Dahomey) e lo Zimbabwe (prima era invece Rhodesia). Ecco di seguito l'elenco delle nazioni partecipanti (fra parentesi il numero degli atleti iscritti).

I vincitori


Dal punto di vista sportivo gli effetti del boicottaggio americano si rivelarono pesanti in sport come il nuoto maschile, che da sempre aveva avuto tra i suoi vincitori campioni statunitensi. Di seguito ecco un elenco delle vittorie più significative di questa Olimpiade:

Luoghi


1 Nuovi luoghi costruiti in occasione dell'olimpiade.
2 Luoghi modificati o ristrutturati in occasione dell'olimpiade.

Medagliere


Nel medagliere il trionfo fu dell'URSS che favorita anche dall'assenza degli USA conquistò ben 80 medaglie d'oro, 69 d'argento, 46 di bronzo. Seconda fu la Germania Est: 47 medaglie d'oro, 37 d'argento, 42 di bronzo. L'Italia, che si presentò con una squadra incompleta per la forzata assenza degli atleti militari, si aggiudicò 8 medaglie d'oro, 3 d'argento, 4 di bronzo, passando quindi dal 14º posto di Montreal 1976 al 5º posto, prima tra le nazioni del blocco occidentale.

      Nazione ospitante

Squadra Tot.
 Unione Sovietica 80 69 46 195
 Germania Est 47 37 42 126
 Bulgaria 8 16 17 41
 Cuba 8 7 5 20
Italia 8 3 4 15
 Ungheria 7 10 15 32
 Romania 6 6 13 25
Francia 6 5 3 14
Regno Unito 5 7 9 21
 Polonia 3 14 15 32
 Svezia 3 3 6 12
 Finlandia 3 1 4 8
 Cecoslovacchia 2 3 9 14
 Jugoslavia 2 3 4 9
Australia 2 2 5 9
Danimarca 2 1 2 5
 Brasile 2 0 2 4
 Etiopia 2 0 2 4
Svizzera 2 0 0 2
Spagna 1 3 2 6
 Austria 1 2 1 4
 Grecia 1 0 2 3
Belgio 1 0 0 1
 India 1 0 0 1
 Zimbabwe 1 0 0 1
 Corea del Nord 0 3 2 5
 Mongolia 0 2 2 4
 Tanzania 0 2 0 2
 Messico 0 1 3 4
Paesi Bassi 0 1 2 3
Irlanda 0 1 1 2
 Uganda 0 1 0 1
 Venezuela 0 1 0 1
 Giamaica 0 0 3 3
 Guyana 0 0 1 1
 Libano 0 0 1 1

Medaglie per sport


I vincitori di medaglie nei diversi sport:

Curiosità



Note


  1. ^ IOC Vote History , Aldaver.com. URL consultato il 14 agosto 2012.
  2. ^ Past Olympic host city election results , GamesBids. URL consultato il 17 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2011).
  3. ^ Umberto Tulli, Bringing Human Rights In: The Campaign Against the 1980 Moscow Olympic Games and the Origins of the Nexus Between Human Rights and the Olympic Games , in The International Journal of the History of Sport, vol. 33, n. 16, 1º novembre 2016, pp. 2026–2045, DOI:10.1080/09523367.2017.1315104 . URL consultato l'8 novembre 2017.
  4. ^ Partial Boycott – New IOC President, in Keesing's Record of World Events, vol. 26, dicembre 1980, p. 30599.

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