Intestino tenue


Intestino tenue
Apparato digerente, si nota l'intestino tenue e il duodeno
Anatomia del Gray(EN) Pagina 1168
SistemaSistema digerente
Localizzazione anatomicacavità addominale
Arteriaarteria mesenterica superiore
Venavena porta
Nervonervo vago
Linfaticiintestinal lymph trunk
Identificatori
MeSHA03.556.124.684
TAA05.6.01.001
FMA7200

L'intestino tenue o piccolo intestino (lat. intestinum tenue) è la prima parte dell'intestino dove il chimo si trasforma in chilo. È l'organo più lungo di tutto l'apparato digerente. L'intestino tenue è lungo più di 7 m e il suo diametro è di 2,5 cm se ripiegato su sé stesso. Esso viene distinto in tre porzioni: duodeno, digiuno e ileo. In esso si completa la scomposizione chimica degli alimenti e avviene l'assorbimento di quasi tutte le sostanze nutritive.

Indice

Disposizione e rapporti


L'intestino tenue è un organo cavo di forma tubulare, con una lunghezza media di 6,5 metri, ma variabile dai 5 agli 8 m. Incomincia a partire dallo sfintere pilorico e termina con la valvola ileocecale nell'ileo terminale, connette perciò lo stomaco all'intestino crasso. È diviso in tre parti: duodeno, digiuno e infine ileo.

Sulle pareti interne dell'intestino tenue sono presenti delle piccole estroflessioni, i villi intestinali, costituiti da più cellule epiteliali, ciascuna delle quali possiede altre minuscole estroflessioni, i microvilli, che, nel loro insieme, formano l'orletto striato. Ogni cellula epiteliale possiede due tipi di cellule:

Nella prima parte del tenue (duodeno) vengono secreti alcuni enzimi (tra cui l'amilasi pancreatica, la chimotripsina, la tripsina, la maltasi, la saccarasi, l'amminopeptidasi, la nucleasi, ecc.) che idrolizzano i glucidi, i lipidi, gli acidi nucleici e i protidi. Alcuni enzimi vengono prodotti in apposite ghiandole (pancreas, fegato, cistifellea) e arrivano all'intestino per compiere la sintesi molecolare dei vari alimenti. Dal pancreas, per esempio, giungono il tripsinogeno (enzima inattivo della tripsina) e il chimotripsinogeno (enzima inattivo del chimotripsina) e, una volta giunti nel tenue, vengono attivati: se gli enzimi fossero attivati già a livello pancreatico, questi distruggerebbero la parete della ghiandola (provocando gravi danni); a causa di ciò, gli enzimi vengono attivati (energia di attivazione) negli 'organi bersaglio'.

Duodeno

Lo stesso argomento in dettaglio: Duodeno.

Il duodeno è il primo -nonché il più corto, spesso e fisso- tratto dell'intestino tenue; esso si sviluppa al di sopra dell'ombelico. È lungo circa 25 cm; la sua forma ricorda quella di una "C" con il tratto inferiore allungato, la cui convessità è rivolta a destra e la curva è antero-posteriore; questo fa sì che il terzo e il quarto tratto del duodeno si trovino posteriormente al primo e al secondo tratto. Sino alla metà del primo tratto (2,5–3 cm dal piloro) il duodeno è intraperitoneale; per il resto del suo decorso è retroperitoneale, con una piccola porzione intraperitoneale a livello dell'angolo duodeno-digiunale. Il duodeno è posteriore al lobo quadrato del fegato, al collo della cistifellea, all'arteria e alla vena mesenterica superiore, mentre è anteriore rispetto al mesocolon trasverso, al condotto biliare, alla vena porta, alla vena cava inferiore, all'aorta, agli ureteri, all'arteria gastroduodenale, ai due reni.

Digiuno

Lo stesso argomento in dettaglio: Digiuno (intestino).

Il digiuno è il secondo tratto dell'intestino tenue; la sua lunghezza media è di 2,5 metri. Qui l'assorbimento è massimo, di conseguenza rimane spesso vuoto; da qui la denominazione "digiuno", in quanto nei cadaveri si trova per massima parte privo di contenuto.

Ileo

Lo stesso argomento in dettaglio: Ileo (intestino).

L'intestino tenue mesenteriale è completamente avvolto dal peritoneo che lo tiene ancorato alla parete addominale posteriore mediante un meso a ventaglio (mesentere).

Nell'uomo misura dai 2 ai 4 metri.

Nell'intestino tenue si trovano i villi intestinali, piccolissime strutture molto utili al processo assimilativo, in quanto, essendo delle pieghe della parete interna dell'intestino tenue, aumentano di molte volte la superficie interna di questo organo massimizzando e accelerando il processo di assorbimento delle sostanze nutritive.

Se si osservano le cellule epiteliali di un villo al microscopio elettronico, si vedono molte altre minuscole estroflessioni della loro superficie, dette microvilli che si estendono verso l'interno dell'intestino.

Anatomia microscopica


La parete dell'intestino tenue si solleva in una serie di dispositivi intesi ad ampliare la superficie di assorbimento. Sono vistose le pieghe circolari (altezza di 1 cm) o valvole conniventi costituite dall'innalzamento di tonaca mucosa e sottomucosa. La tonaca mucosa è ulteriormente sollevata in estroflessioni, i villi intestinali. Infine la membrana apicale degli enterociti si solleva in microvilli. Nella lamina propria dell'intestino tenue mesenteriale si trovano molte ghiandole tubulari semplici. Sul fondo di tali ghiandole sono presenti piccole masse di tessuto linfoide sotto forma di noduli linfatici isolati o aggregati (MALT) la cui funzione è quella di limitare l'attacco di popolazioni batteriche presenti negli alimenti e intanto mantenere in equilibrio le popolazioni batteriche del microbiota umano. Nella tonaca sottomucosa del duodeno sono presenti ghiandole tubuloalveolari a secrezione mucosa (ghiandole di Brünner) che secernono liquido a pH alcalino per contrastare quello acido dello stomaco. Allontanandosi ancor di più dal lume dell'intestino si trova la tonaca muscolare, composta (come nella maggior parte delle altre tonache muscolari del sistema digestivo) da uno strato circolare interno e longitudinale esterno. I muscoli di entrambi gli strati sono lisci.

Funzionamento


La maggior parte della digestione chimica delle macromolecole che costituiscono il cibo avviene nell'intestino tenue, dal quale le sostanze nutritive vengono poi assorbite passando nel sangue. Nell'intestino tenue si completa la digestione delle proteine incominciata nello stomaco. A differenza dell'amido e delle proteine, quasi tutto il grasso contenuto nel cibo rimane completamente indigerito fino a quando raggiunge il duodeno.

Interazione sistemica

Al processo digestivo che avviene nell'intestino tenue contribuiscono due grandi ghiandole:

Altre sostanze sono il succo enterico e il succo pancreatico (prodotte rispettivamente dall'intestino tenue e dal pancreas) che completano la digestione di proteine (scomposte in amminoacidi), carboidrati (scomposti in zuccheri semplici) e grassi (scomposti in acidi grassi e glicerolo).

Bibliografia


Voci correlate


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Collegamenti esterni


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Categorie: Sistema digerente




Data: 05.10.2021 06:38:02 CEST

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