Licinio di Angers


San Licinio
Vetrata della chiesa di San Licinio a La Chapelle-Janson, raffigurante il santo vescovo di Angers
 

Vescovo di Angers

 
Morteinizio del VII secolo
Venerato daChiesa cattolica
Canonizzazionepre canonizzazione
Ricorrenza1º novembre

Licinio, in francese Lézin, (VI secoloAngers, VII secolo) è stato vescovo di Angers tra VI e VII secolo, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Indice

Note biografiche e agiografiche


Gli antichi cataloghi episcopali di Angers pongono il santo vescovo Licinio tra il 13º e il 15º posto, preceduto da Audoveo, documentato ancora nel 590 e seguito da Caidulfo, di cui non si conosce nulla; il successore di quest'ultimo, Magnobodo, divenne vescovo nel 610. È tra questi anni che si deve collocare l'episcopato di Licinio. Storicamente il santo è attestato in una sola occasione, quando ricevette nel 601 una lettera da Gregorio Magno, che gli raccomandava alcuni missionari che il papa inviava in Inghilterra. Il nome di Licinio è menzionato anche nel testamento di Bertrando di Le Mans, vescovo dal 586 ad oltre il 616.[1]

Di san Licinio esiste anche una Vita, documento ritenuto bien suspect da Duchesne, secondo la quale Licinio era stato conte della città, carica che abbandonò quando la sua fidanzata, prima del matrimonio, fu colpita dalla lebbra; entrato nel clero cittadino, fu scelto, suo malgrado, all'unanimità dal popolo come vescovo di Angers. La stessa biografia racconta che il santo fondò un monastero nei pressi della città, nel quale venne sepolto dopo la sua morte, che la Vita data al 1º novembre.

L'odierno Martirologio Romano, riformato a norma dei decreti del concilio Vaticano II, ricorda il santo vescovo con queste parole:[2]

«Ad Angers in Neustria, sempre in Francia, san Licinio, vescovo, al quale il papa san Gregorio Magno raccomandò alcuni monaci diretti in Inghilterra.»

Note


  1. ^ Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. II, p. 358.
  2. ^ Martirologio Romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II , Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2004, p. 846.

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Data: 14.10.2021 03:09:42 CEST

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