Lingua polacca


Polacco
Polski
Parlato inPolonia, Bielorussia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Israele, Lituania, Romania, Slovacchia, Ucraina
Locutori
TotaleOltre 50 milioni (1999); 39,7 sono madrelingua (Ethnologue, 2019)
Classifica34 (2021)
Altre informazioni
ScritturaAlfabeto latino modificato
TipoSVO flessiva (ordine libero)
Tassonomia
FilogenesiLingue indoeuropee
 Lingue slave
  Lingue slave occidentali
   Lingue lechitiche
    Lingua polacca
Statuto ufficiale
Ufficiale in Europa
 Polonia
Regolato daConsiglio della Lingua Polacca
Codici di classificazione
ISO 639-1pl
ISO 639-2pol
ISO 639-3pol (EN)
Glottologpoli1260 (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
Wszyscy ludzie rodzą się wolni i równi pod względem swej godności i swych praw. Są oni obdarzeni rozumem i sumieniem i powinni postępować wobec innych w duchu braterstwa.

La lingua polacca è una lingua slava occidentale parlata in Polonia e numerosi altri Stati.

Indice

Distribuzione geografica


Il polacco al 2019 è parlato come lingua madre da 39,7 milioni di persone in Polonia e in altri stati come: Australia, Austria, Azerbaigian, Bielorussia, Canada, Croazia, Emirati Arabi, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria, Israele, Kazakistan, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Stati Uniti d'America, Ucraina. Al 2011, era studiato come seconda lingua da 10.000 persone in tutto il mondo[1]; i parlanti di L2 comunque sono molti di più. I parlanti totali, nel 1999, erano oltre 50 milioni.

Numero di locutori
Paesi Persone
Polonia
Stati Uniti
Ucraina
Germania
Bielorussia
Lituania
Canada
Brasile
Israele
Russia
Kazakistan
Lettonia
Austria
Slovacchia
Rep. Ceca
Ungheria
Australia
Romania
Azerbaigian
Estonia
38.000.000
2.438.000
1.151.000
1.000.000
403.000
258.000
225.000
150.000
100.000
94.000
61.500
57.000
50.000
50.000
39.000
21.000
13.783
10.000
1.300
600

Lingua ufficiale

Il polacco è lingua ufficiale della Polonia.

Classificazione


Secondo Ethnologue,[2] la classificazione della lingua polacca è la seguente:

Storia


Il polacco come lingua letteraria sorse tra il Quattrocento e il Cinquecento. L'ortografia si sviluppò gradualmente, poiché molti autori ed editori proposero le proprie idee e le proprie modifiche in un arco di tempo molto dilatato. L'ortografia così inventata, con poche modifiche, viene usata ancora oggi.

Il polacco è sempre stato ed è ancora oggi influenzato dalle lingue straniere, soprattutto dal latino, dal greco, dal tedesco, dall'italiano, dal francese, dal russo e dall'inglese.

La base è slava, con buona parte del vocabolario e della fraseologia di origine latina o greca. I prestiti dall'italiano si possono trovare, come in altre lingue, in ambito culinario (es. makaron, "pasta") e musicale (es. sonet, "sonetto"; solista, "solista"). Più interessanti sono i prestiti dei nomi di alcune verdure (es. pomidor, "pomodoro"; cebula, "cipolla"; sałata, "lattuga, insalata"; por, "porro"; cukinia, "zucchina"), dovuti, pare, a Bona Sforza d'Aragona (1494-1557), figlia del duca di Milano Gian Galeazzo e regina di Polonia, che importò alcune verdure dall'Italia, oltre ad aver contribuito alla diffusione della cultura rinascimentale italiana.

Influenze come quelle sopra citate non sono un'eccezione, essendo tipiche di tante altre lingue, influenzate in passato dall'Impero romano, più tardi dalla Chiesa cattolica e ultimamente dalla globalizzazione e da internet.

Per comunicare, il locutore polacco medio usa in media circa 15.000 parole, sebbene ne conosca 30.000; alcuni locutori eccezionali, però, conoscono addirittura 100.000 parole[3]. Secondo alcuni studi dell'Università di Białystok, per parlare in polacco è sufficiente conoscerne solo 1.200[4].

Dialetti


Le differenze dialettali in polacco sono relativamente piccole. Tra quelli che maggiormente si distinguono ci sono il dialetto della Slesia e il dialetto montanaro, parlato nei rilievi montuosi dei Carpazi occidentali, detti anche Monti Tatra, nei pressi della nota località di Zakopane, vicino al confine slovacco.

Fonologia e pronuncia


Il polacco è una lingua ad accento fisso: l'accento tonico delle parole cade sempre sulla penultima sillaba (serwetka, "tovagliolo"; woda, "acqua"; zatrzymywać, "fermare"); esiste su alcune lettere un segno diacritico (Ćć, Ńń, Śś, Źź) simile al segno italiano dell'accento, che però non ha nulla a che vedere con l'accento tonico, bensì indica una modifica nella pronuncia della consonante. La fonologia polacca è molto più ricca rispetto a quella italiana.

Vocali

In polacco sono presenti ben nove lettere con funzione di vocali: Aa, Ee, Ii, Yy, Oo, Óó, Uu, Ąą ed Ęę. Questo è l'ordine con cui sono definite queste lettere, che differisce da quello alfabetico, in cui Y viene dopo O, Ó e U e in cui Ą ed Ę vengono rispettivamente dopo A ed E. La pronuncia delle nove vocali è relativamente facile per un parlante italiano.

kobieta [kɔ.ˈbʲɛː.ta] (donna)

jabłko ['jaː.blʷ.kɔ] (mela)

pies [pʲɛs] (cane)

internet [in.ˈtɛr.nɛt] (internet)

luty [ˈluː.tɨ] (febbraio)

kot [kɔt] (gatto)

telefon [tɛ.ˈlɛː.fɔn] (telefono)

góra [ˈguː.ra] (montagna)

lubić [ˈluː.bʲiʨ] (amare)

początek [pɔ.ˈʈʂɔ̃ː.tɛk] (inizio)

mężczyzna [mɛ̃ʂ.ˈʈʂɨz.na] (uomo)

ręka [ˈrɛ̃ː.ka] (mano)

Semivocali

Il polacco ha la semivocale [j], scritta Jj.

maj [maj] (maggio)

jeść [jɛɕʨ] (mangiare)

Consonanti

Il sistema consonantico è piuttosto complesso. Le lettere Qq, Vv e Xx vengono utilizzate solo nei prestiti o nelle parole di origine straniera; generalmente esse vengono rimpiazzate rispettivamente dalle lettere kw (es. kwarc, "quarzo"), w (es. weranda, "veranda") e ks (es. ekstra, "extra").

być [bɨʈʂ] (essere)

lipiec [ˈliː.pʲɛʦ] (luglio)

dwanaście [dva.ˈnaɕ.ʨɛ] (dodici)

pić [piʨ] (bere)

droga [ˈdrɔː.ga] (strada)

fabryka [fa.ˈbrɨː.ka] (fabbrica)

gitara [gʲi.ˈtaː.ra] (chitarra)

dach [dax] (tetto)

krokodyl [krɔ.ˈkɔː.dɨl] (coccodrillo)

lód [lud] (ghiaccio)

poniedziałek [pɔ.nʲɛ.ˈʥaː.wɛk] (lunedì)

łatwy [wat.vɨ] (facile)

mieć [mʲɛʨ] (avere)

oni [ˈɔː.nʲi] (loro)

nie [nʲɛ] (no)

koń [kɔnʲ] (cavallo)

niańka [ˈnʲanʲ.ka] (tata)

pojęcie [pɔ.ˈjɛ̃ː.ʈʂɛ] (concetto)

krowa [ˈkrɔː.va] (mucca)

sobota [sɔ.ˈbɔː.ta] (sabato)

sierpień [ˈɕɛr.pʲɛnʲ] (agosto)

środa [ˈɕrɔː.da] (mercoledì)

tak [tak] (sì)

Warszawa [var.ˈʂaː.wa] (Varsavia)

ząb [zɔ̃p] (dente)

zima [ˈʑiː.ma] (inverno)

październik [paʑ.ˈʥɛr.nʲik] (ottobre)

żyć [ʐɨʨ] (abitare, vivere)

Gruppi consonantici

In polacco sono presenti sette gruppi consonantici.

chomik [ˈxɔː.mʲik] (criceto)

Come la "c" di "certo" czas [ʈʂas] (tempo)

czwartek [ˈʈʂvar.tɛk] (giovedì)

dzwon [ʣvon] (campana)

niedziela [nʲɛ.ˈʥɛː.la] (domenica)

więk [ʥvʲɛ̃k] (suono)

em [ɖʐɛm] (marmellata)

Come la "j" francese in "je t'aime"

wrzesień [ˈvɹ̠ɛː.ɕɛnʲ] (settembre)

rzeka [ˈɹ̠ɛː.ka] (fiume)

kaszleć [ˈkaʂ.lɛʨ] (tossire)

szukać [ˈʂuː.kaʨ] (cercare)

Grammatica


Nella lingua polacca non ci sono articoli ("kapelusz" può significare "cappello", "un cappello" o "il cappello" a seconda del contesto). Ci sono due numeri (singolare, plurale) e tre generi (maschile, femminile, neutro). Per il plurale è rilevante la distinzione tra sostantivi animati indicanti persone (es. inżynier, "ingegnere"), sostantivi animati indicanti animali (es. kot, "gatto") e sostantivi inanimati (indicanti cose; es. czas, tempo). Ci sono sette casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, strumentale, locativo e vocativo. Nella coniugazione dei verbi ci sono tre tempi (presente, passato, futuro), cinque modi (indicativo, congiuntivo-condizionale, imperativo, infinito, participio) e tre aspetti (perfettivo, imperfettivo, iterativo); come nella maggior parte delle altre lingue slave e a differenza di altre lingue indoeuropee, anche in polacco si è conservato l'aspetto verbale.

Sostantivi

La classificazione suddetta per i sostantivi è più utile da un punto di vista strettamente grammaticale piuttosto che didattico. Didatticamente è molto più produttivo imparare le regole di derivazione della desinenza a seconda del caso, piuttosto che suddividere i nomi in classi. Il fatto che un nome sia personale o meno ha importanza in alcuni casi grammaticali mentre per altri è più importante che il suono consonantico finale (tema) sia duro o molle quindi si ricorderà la regola solo in tali casi; per altri si distingue tra esseri animati ed inanimati.

Più in generale per questa lingua, è più semplice imparare le regole caso per caso piuttosto che tentare di raggruppare le parole in classi (metodo invece molto utile in latino). Ad esempio si può riassumere lo strumentale con poche regole[5]:

Bisogna dire che non tutti i casi sono così semplici.

Nomi maschili

Nomi maschili animati di persona: inżynier, ingegnere

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) inżynier inżynierowie
Genitivo (dopełniacz) inżyniera inżynierów
Dativo (celownik) inżynierowi inżynierom
Accusativo (biernik) inżyniera inżynierów
Strumentale (narzędnik) inżynierem inżynierami
Locativo (miejscownik) inżynierze inżynierach
Vocativo (wołacz) inżynierze inżynierowie/inżynierzy

Nomi maschili animati di animale: kot, gatto

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) kot koty
Genitivo (dopełniacz) kota kotów
Dativo (celownik) kotu kotom
Accusativo (biernik) kota koty
Strumentale (narzędnik) kotem kotami
Locativo (miejscownik) kocie kotach
Vocativo (wołacz) kocie koty

Nomi maschili inanimati: czas, tempo

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) czas czasy
Genitivo (dopełniacz) czasu czasów
Dativo (celownik) czasowi czasom
Accusativo (biernik) czas czasy
Strumentale (narzędnik) czasem czasami
Locativo (miejscownik) czasie czasach
Vocativo (wołacz) czasie czasy

Nomi femminili inanimati

Nomi femminili inanimati in –a: firma, ditta

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) firma firmy
Genitivo (dopełniacz) firmy firm
Dativo (celownik) firmie firmom
Accusativo (biernik) firmę firmy
Strumentale (narzędnik) firmą firmami
Locativo (miejscownik) firmie firmach
Vocativo (wołacz) firmo firmy

Nomi femminili inanimati in consonante: wilgoć, umidità

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) wilgoć wilgocie
Genitivo (dopełniacz) wilgoci wilgoci
Dativo (celownik) wilgoci wilgociom
Accusativo (biernik) wilgoć wilgocie
Strumentale (narzędnik) wilgocią wilgociami
Locativo (miejscownik) wilgoci wilgociach
Vocativo (wołacz) wilgoć wilgocie

Nomi neutri

Nomi neutri in –o: wino, vino

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) wino wina
Genitivo (dopełniacz) wina win
Dativo (celownik) winu winom
Accusativo (biernik) wino wina
Strumentale (narzędnik) winem winami
Locativo (miejscownik) winie winach
Vocativo (wołacz) wino wina

Nome neutro in –e: czytanie, lettura

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) czytanie czytania
Genitivo (dopełniacz) czytania czytań
Dativo (celownik) czytaniu czytaniom
Accusativo (biernik) czytanie czytania
Strumentale (narzędnik) czytaniem czytaniami
Locativo (miejscownik) czytaniu czytaniach
Vocativo (wołacz) czytanie czytania

Aggettivi

Per quanto riguarda il singolare, i generi sono così disposti: maschile, femminile, neutro. Al plurale si distinguono i sostantivi animati di persona (męskoosobowy) da tutti gli altri (niemęskoosobowy). All'accusativo singolare maschile sono segnate tra parentesi le uscite per gli aggettivi che si riferiscono a nomi il cui accusativo è uguale al genitivo (v. kot, inżynier).

Nowy, nuovo

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
maschile femminile neutro sostantivi animati di persona altri sostantivi
Nominativo (mianownik) nowy nowa nowe nowi nowe
Genitivo (dopełniacz) nowego nowej nowego nowych nowych
Dativo (celownik) nowemu nowej nowemu nowym nowym
Accusativo (biernik) nowy/nowego nowa nowe nowych nowe
Strumentale (narzędnik) nowym nowa nowym nowymi nowymi
Locativo (miejscownik) nowym nowej nowym nowych nowych
Vocativo (wołacz) nowy nowa nowe nowi nowe

Ostatni, ultimo

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
maschile femminile neutro sostantivi animati di persona altri sostantivi
Nominativo (mianownik) ostatni ostatnia ostatnie ostatni ostatnie
Genitivo (dopełniacz) ostatniego ostatniej ostatniego ostatnich ostatnich
Dativo (celownik) ostatniemu ostatniej ostatniemu ostatnim ostatnim
Accusativo (biernik) ostatni/ostatniego ostatnia ostatnie ostatnich ostatnie
Strumentale (narzędnik) ostatnim ostatnia ostatnim ostatnimi ostatnimi
Locativo (miejscownik) ostatnim ostatniej ostatnim ostatnich ostatnich
Vocativo (wołacz) ostatni ostatnia ostatnie ostatni ostatnie

Sistema di scrittura


Lo stesso argomento in dettaglio: Alfabeto polacco.

L'alfabeto è costituito da 35 lettere che includono 9 vocali e 26 consonanti arricchite da segni diacritici come la codetta (Ąą, Ęę), l'accento acuto (Ćć, Ńń, Óó, Śś, Źź), la barra obliqua (Łł) e il punto sovrascritto (Żż). Fa inoltre uso di 7 digrammi (dwuznaki) e 1 trigramma (trójznak). Le lettere Q, V e X vengono utilizzate solo nei prestiti o nelle parole di origine straniera[6].

Premi Nobel per la letteratura di lingua polacca


Note


  1. ^ buwiwm.edu.pl Archiviato il 9 agosto 2011 in Internet Archive.
  2. ^ (EN) Lewis, M. Paul, Gary F. Simons, and Charles D. Fennig (eds), Polish , in Ethnologue: Languages of the World, Seventeenth edition , Dallas, Texas, SIL International, 2013. URL consultato il 2 maggio 2019 (archiviato il 19 gennaio 2018).
  3. ^ poradnia.pwn.pl . URL consultato il 2 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2012).
  4. ^ fakty.interia.pl Archiviato il 1º agosto 2011 in Internet Archive.
  5. ^ I casi della lingua polacca con delle spiegazioni per gli italiani (PDF), su parracomumangi.altervista.org. URL consultato il 28 novembre 2011 (archiviato il 17 gennaio 2012).
  6. ^ https://sjp.pwn.pl/poradnia/haslo/Q-V-X;10937.html

Bibliografia


Voci correlate


Altri progetti


Collegamenti esterni


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Categorie: Lingua polacca




Data: 12.05.2021 08:22:00 CEST

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