Nazionale di calcio della Danimarca


Danimarca
Uniformi di gara
Casa
Trasferta
Sport Calcio
Federazione DBU
Dansk Boldspil Union
Confederazione UEFA
Codice FIFA DEN
Soprannome De rød-hvide
(Biancorossi)

Danske Dynamite
(Dinamite Danese)

Selezionatore Kasper Hjulmand
Record presenze Peter Schmeichel (129)
Capocannoniere Poul Nielsen e Jon Dahl Tomasson (52)
Ranking FIFA 10º (7 aprile 2021)[1]
Esordio internazionale
Danimarca 9 - 0 Francia B
Londra, Regno Unito; 19 ottobre 1908
Migliore vittoria
Danimarca 17 - 1 Francia
Londra, Regno Unito; 22 ottobre 1908
Peggiore sconfitta
 Germania 8 - 0 Danimarca
Breslavia, Germania; 16 maggio 1937
Campionato del mondo
Partecipazioni 5 (esordio: 1986)
Miglior risultato Quarti di finale nel 1998
Campionato d'Europa
Partecipazioni 9 (esordio: 1964)
Miglior risultato Campioni nel 1992
Confederations Cup
Partecipazioni 1 (esordio: 1995)
Miglior risultato Campioni nel 1995
Torneo Olimpico
Partecipazioni 4[2] (esordio: 1908)
Miglior risultato Argento nel 1908, 1912
Nations League
Partecipazioni 2 (esordio: 2018-2019)
Miglior risultato 7º posto nella Lega A 2020-2021

La nazionale di calcio della Danimarca (in danese Danmarks fodboldlandshold) è la rappresentativa calcistica della Danimarca e ha come colori il bianco e il rosso, che si richiamano al cromatismo della bandiera nazionale.

Nella sua bacheca spiccano la vittoria del campionato d'Europa nel 1992 e della seconda edizione della FIFA Confederations Cup nel 1995. Al campionato del mondo il migliore risultato ottenuto dai danesi sono i quarti di finale nel 1998. La nazionale danese degli anni ottanta fu una delle squadre più ammirate nella storia del calcio mondiale, pur non avendo vinto né un europeo né un mondiale.[3]

Fra i giocatori più importanti nella storia della nazionale danese figurano John Hansen, Karl Aage Præst, Harald Nielsen, Allan Simonsen (Pallone d'oro 1977), Morten Olsen, Frank Arnesen, Peter Schmeichel, Preben Elkjær Larsen, Michael Laudrup, Brian Laudrup, Martin Jørgensen, Thomas Helveg, Jon Dahl Tomasson e Christian Eriksen.

Nella classifica mondiale della FIFA, istituita nell'agosto 1993, la Danimarca ha ottenuto come miglior piazzamento il 3º posto del maggio 1997, mentre la posizione peggiore è il 51º posto dell'aprile 2017. Occupa il 10º posto della graduatoria.[1]

Indice

Storia


Gli inizi

Le prime partite ufficiali della Nazionale risalgono al 1908, alle Olimpiadi di Londra: il 19 ottobre vi fu l'esordio contro la Francia B, sconfitta per 9-0. Il 22 ottobre fu poi sconfitta la Francia A con il clamoroso risultato di 17-1, rimasto negli annali come la vittoria con il maggiore scarto di tutti i tempi per i danesi. Nell'incontro, Sophus Nielsen realizzò ben 10 reti che gli permisero, insieme a quella messa a segno nella prima gara, di laurearsi capocannoniere del torneo. I danesi furono poi sconfitti per 2-0 dal Regno Unito in finale.

Quattro anni dopo, ai Giochi di Stoccolma, la Danimarca sconfisse prima la Norvegia per 7-0, quindi per 4-1 i Paesi Bassi in semifinale, e dovette accontentarsi del secondo argento consecutivo perdendo nuovamente con la Gran Bretagna, questa volta per 4-2. Dopo l'eliminazione subita al primo turno dalla Spagna ai Giochi di Anversa, la Federazione danese iscrisse la Nazionale solo a tornei minori fino al 1948, oltre a farle disputare incontri amichevoli. La squadra vinse la Nordisk Mesterskap 1924-1928, prima edizione dei Campionati nordici, battendo Svezia e Norvegia. Si sarebbe aggiudicata il trofeo anche nelle edizioni 1978-80 e 1981-85.

Il mantenimento del dilettantismo

Rientrò in una competizione di alto livello alle Olimpiadi del 1948, tenutesi per la seconda volta a Londra, dove conquistò la medaglia di bronzo imponendosi sulla Gran Bretagna nella finale per il terzo posto, dopo la sconfitta con la Svezia in semifinale. Ebbe grande risonanza la vittoria nei quarti contro i campioni uscenti dell'Italia, e negli anni successivi si trasferirono in club di Serie A alcuni dei membri della squadra,[4] tra i quali John Hansen, Præst e Jørgen Sørensen.

Nonostante il calcio professionistico si stesse affermando in molti Paesi, la Federazione danese scelse di conservare il dilettantismo e gestire la Nazionale con un budget limitato. Continuò a disertare i Campionati mondiali e proibì ai professionisti di giocare in Nazionale, rinunciando ai successi che una generazione di grandi giocatori avrebbe probabilmente conseguito. I migliori talenti danesi avevano iniziato a giocare in club professionistici stranieri e divenne sempre più difficile mettere insieme una buona squadra con i dilettanti rimasti in patria.[4]

Nel 1952, la Danimarca fu eliminata ai quarti del torneo olimpico di Helsinki dalla Jugoslavia, che si sarebbe poi aggiudicata la medaglia d'argento. Dopo aver saltato i Giochi olimpici del 1956, la Nazionale dei dilettanti danesi fu iscritta per la prima volta a un Mondiale nell'edizione del 1958, venendo eliminata con 4 sconfitte contro Irlanda e Inghilterra nelle qualificazioni. Si ripresentò alle Olimpiadi nell'edizione romana del 1960 ed ottenne una sorprendente medaglia d'argento, sconfitta in finale dalla Jugoslavia. Nella squadra si distinse il diciottenne Harald Nielsen, vice-capocannoniere del torneo, che l'anno dopo si trasferì in Italia e, in qualità di professionista, dovette abbandonare la Nazionale.[4]

Non fu iscritta al campionato del mondo 1962, e due anni dopo approfittò dei facili accoppiamenti nei turni preliminari per qualificarsi alla fase finale a 4 squadre del campionato d'Europa 1964, all'esordio nella manifestazione. Non potendo schierare i professionisti chiuse al quarto posto, sconfitta in semifinale dall'Unione Sovietica e nella finale per il terzo posto dall'Ungheria. Quello stesso anno non riuscì ad accedere al torneo olimpico di Tokyo, sconfitta nelle qualificazioni dalla Romania. Giunse quindi ultima sia nel girone di qualificazione per il Mondiale del 1966 che a quello per il campionato d'Europa 1968, mentre non fu iscritta al torneo olimpico del 1968. La parentesi dilettantistica ebbe fine dopo che la Danimarca chiuse al terzo posto su 4 squadre il girone di qualificazione vinto dalla Cecoslovacchia per il campionato del mondo 1970.

Apertura al professionismo

Fu solo nel 1971 che la Federazione diede l'assenso a schierare anche i professionisti in Nazionale.[4] Nel frattempo la squadra non riuscì ad evitare l'ultimo posto nel girone di qualificazione al campionato d'Europa 1972, ma quello stesso anno riuscì a entrare nel torneo olimpico di Monaco, dove fu eliminata nella fase a gruppi che dava accesso alle semifinali. Il processo di allineamento alle maggiori realtà calcistiche continentali avrebbe portato nel 1978 all'introduzione del professionismo anche nei campionati nazionali danesi.[4]

Il primo banco di prova per la Nazionale dei professionisti furono le qualificazioni al campionato del mondo 1974 e si rivelò un fallimento, la Danimarca chiuse all'ultimo posto con un solo punto in 4 partite il girone vinto dalla Scozia. Non ebbero sorte migliore le qualificazioni al campionato d'Europa 1976, nelle quali fu nuovamente ultima con 1 punto in 6 partite. La squadra non riuscì a disputare neanche il campionato del mondo 1978, fermata nelle qualificazioni da Polonia e Portogallo. Un'altra delusione fu la mancata partecipazione a Italia 1980, finendo ultima nel girone di qualificazione vinto dall'Inghilterra.

In quegli anni si formarono comunque dei giovani calciatori di livello internazionale, che avrebbero portato la squadra ai successi degli anni ottanta e novanta. Uno dei primi fu Allan Simonsen, attaccante del 1952 a cui fu assegnato il Pallone d'oro 1977 e che trascinò con le sue reti il Borussia Mönchengladbach a tre titoli di Germania tra il 1975 ed il 1977. Un altro importante giocatore fu Morten Olsen, centrale difensivo classe 1949 diventato il regista arretrato della Nazionale.[3]

Periodo d'oro

Dopo le molte delusioni patite, fu negli anni ottanta che la Danimarca mise in mostra un calcio moderno, atletico e di alto livello tecnico. Tra i protagonisti vi furono Frank Arnesen, Søren Lerby, Jesper Olsen e Jan Mølby, maturati nell'Ajax sotto l'influenza di Johan Cruijff, nonché Preben Elkjær Larsen, potente attaccante formatosi in Belgio, e Michael Laudrup, raffinata punta diventato famoso in Italia. Molti dei membri della squadra non avevano il senso della disciplina né prendevano con serietà l'impegno calcistico; preferivano darsi agli eccessi notturni, bevendo spesso alcolici fino a tarda notte. Trassero giovamento dall'arrivo nel 1979 del CT tedesco Sepp Piontek, la cui rigidità li spronò a una maggiore professionalità.[3] Fu il primo allenatore professionista della Nazionale, arrivato grazie alla sponsorizzazione della Carlsberg. Piontek cercò di sfruttare al meglio le grandi doti offensive dei suoi giocatori, proponendo un martellante e spettacolare gioco d'attacco che avrebbe caratterizzato tutta la sua gestione tecnica.[3]

Tra le caratteristiche che fecero grande il gioco d'attacco di quella Danimarca, ribattezzata dai suoi entusiasti tifosi "Danish Dyanamite" (dinamite danese), vi fu un eccezionale dinamismo, lo spirito di gruppo e l'eccezionale cambio di passo nel dribbling di giocatori come Arnesen, Elkjær, Laudrup e i due Olsen, in grado di creare continuamente superiorità numerica. I primi segnali del nuovo corso si ebbero nelle qualificazioni ai Mondiali di Spagna 1982, dove la Danimarca, pur eliminata da Italia e Jugoslavia, fu l'unica Nazionale in grado di sconfiggere gli Azzurri nelle partite ufficiali che li portarono alla trionfale vittoria nella finale di Madrid.[3]

Danish Dynamite

«We are red, we are white, we are Danish dynamite!»

(Canto di incitamento dei tifosi danesi per la loro nazionale negli anni '80[3])

Il primo successo dell'era Piontek fu al campionato nordico, torneo che la Danimarca vinse per la seconda volta nell'edizione 1978-1980, dopo che dal 1933 la vittoria era stata appannaggio esclusivo della Svezia. I biancorossi ripeterono il successo anche nella successiva edizione, quella del 1981-1985. La prima consacrazione a livello internazionale per la Danimarca di Piontek arrivò, tuttavia, al campionato d'Europa 1984 disputato in Francia. Nel girone di qualificazione i danesi eliminarono l'Inghilterra di Bobby Robson, sconfitta per 1-0 a Wembley con un rigore trasformato da Simonsen. La squadra danese si confermarò nella fase finale, dopo aver perso la gara di esordio con i padroni di casa francesi, partita in cui lo stesso Simonsen subì un grave incidente a una gamba che lo tenne lontano dai campi di gioco alcuni mesi. Il torneo degli scandinavi proseguì con una netta vittoria per 5-0 contro la Jugoslavia e una vittoria per 3-2 in rimonta contro il Belgio, che conduceva per 2-0. La semifinale vide soccombere gli uomini di Piontek ai tiri di rigore contro la Spagna, con Elkjær che fallì l'ultimo calcio dal dischetto, al termine di un incontro molto spettacolare e ricco di tensione emotiva.[3]

La conferma del valore della squadra danese si ebbe nel successivo campionato del mondo 1986, in cui la nazionale, al suo esordio nella fase finale della manifestazione, raccolse unanimi consensi per l'ottimo gioco espresso, il migliore mai esibito da una squadra danese. Gli scandinavi vinsero il girone di qualificazione con autorità, nel corso del quale sconfissero per 4-2 a Copenaghen l'Unione Sovietica al termine di un incontro molto aperto. Nella prima fase a gruppi della rassegna iridata messicana, dopo una difficile vittoria per 1-0 sulla Scozia nella partita d'esordio, la Danimarca inflisse un pesante 6-1 all'Uruguay, campione uscente del Sudamerica. Già qualificati agli ottavi, i danesi avrebbero affrontato il Marocco in caso di sconfitta nell'ultima gara del girone contro la Germania Ovest. La filosofia di Piontek impose la vittoria: i tedeschi furono superati per 2-0 e l'avversaria agli ottavi fu l'ostica Spagna, in una sorta di rivincita dalla semifinale europea di due anni prima. A pochi minuti dalla fine della gara con i tedeschi era giunta l'espulsione di Arnesen, che fu squalificato e privò la squadra di una pedina fondamentale.[3]

Al termine della fase a gruppi, molti inserirono i danesi nel lotto dei favoriti alla vittoria finale, in virtù del convincente gioco mostrato e dei risultati sino a lì conseguiti. Dopo essere passata in vantaggio su calcio di rigore, la squadra controllò la partita degli ottavi contro la Spagna fino agli ultimi minuti del primo tempo, quando un errato retropassaggio di Jesper Olsen liberò Emilio Butragueño, che, solo davanti al portiere, segnò facilmente. Nella ripresa i danesi si gettarono con rabbia all'attacco e andarono vicini al raddoppio, ma furono sorpresi nuovamente da Butragueño, che portò la propria squadra in vantaggio. Con la Danimarca totalmente sbilanciata in avanti, la Spagna completò l'opera in contropiede, aggiudicandosi l'incontro per 5-1. La stampa accusò Piontek di non aver saputo gestire gli enormi sforzi profusi dai suoi giocatori alle temperature elevate del Messico, mentre questi imputò la sconfitta al senso di appagamento provato dai danesi per l'ottimo torneo fino ad allora disputato.[3]

Malgrado il pesante passivo, in un sondaggio del 2007 condotto tra giornalisti sportivi, la Danimarca del 1986 fu inserita dalla rivista sportiva britannica World Soccer al sedicesimo posto tra le migliori squadre calcistiche di tutti i tempi.[5] Fu la sola formazione ad essere paragonata da molti alla grande Olanda di Johan Cruijff e ritenuta anche migliore di quest'ultima sotto il profilo del dribbling, con un numero maggiore di uomini in grado di saltare l'uomo.[3] In un servizio di ESPN, fu presentata come la quinta nazionale più forte tra quelle che non hanno vinto il Mondiale, alle spalle del Brasile del 1950, dell'Ungheria del 1954, dell'Olanda del 1974 e del Brasile del 1982.[6] La nazionale danese del 1986 attirò la simpatia degli sportivi di varie generazioni e nazionalità, tanto che il noto allenatore scozzese Alex Ferguson la riteneva a quel tempo la più grande squadra europea.[7]

La vittoria all'Europeo del 1992

Il periodo che seguì fu di transizione, la Danimarca si qualificò agli Europei di Germania Ovest 1988 eliminando la pericolosa Cecoslovacchia, ma non ripeté le prestazioni degli ultimi anni nella fase finale, perdendo tutte e tre le partite del suo gruppo. La prima sconfitta fu per 3-2, nuovamente ad opera della Spagna, mentre le successive furono entrambe per 2-0 rispettivamente contro Germania Ovest e Italia. Con i migliori giocatori arrivati a fine carriera, la squadra tornò nell'anonimato e non riuscì a qualificarsi per i Mondiali di Italia 1990, eliminata dall'emergente Romania di Gheorghe Hagi. I deludenti risultati portarono alla fine della gestione Piontek, che in quel periodo fu anche accusato di aver depositato fondi neri in un conto bancario in Liechtenstein. Il tecnico tedesco diede le dimissioni e accettò l'offerta di allenare la Turchia.[3]

Il risultato più prestigioso della nazionale danese fu l'inattesa vittoria all'Europeo di Svezia 1992 sotto la guida tecnica di Richard Møller Nielsen, subentrato a Piontek del quale era assistente. Il nuovo allenatore dovette far fronte al declino dei protagonisti del decennio precedente e assegnò la maglia titolare a giovani emergenti, fra i quali si distinsero il portiere Peter Schmeichel, i centrocampisti Kim Vilfort e John Jensen e gli attaccanti Brian Laudrup (fratello di Michael) e Flemming Povlsen. La spina dorsale della squadra era composta da giocatori del Brøndby, in quel periodo la più forte squadra danese, e della nazionale Under-21. Furono i primi professionisti veri e propri nella storia del calcio nazionale, al contrario dei loro predecessori, che avevano continuato ad interpretare la disciplina con una mentalità amatoriale.[8]

Dopo essere giunta seconda nel gruppo di qualificazione, la nazionale fu ripescata per l'esclusione della capolista Jugoslavia in seguito alla risoluzione ONU relativa ai conflitti in corso nei Paesi balcanici.[9] La tattica difensivistica imposta da Nielsen era stata oggetto di aspre critiche: gli stessi fratelli Laudrup e Mølby avevano abbandonato la nazionale durante le qualificazioni, in disaccordo con l'atteggiamento tattico del selezionatore, anche se Brian sarebbe rientrato nell'organico per la rassegna europea.[10] L'annuncio del ripescaggio fu dato solo dieci giorni prima dell'inizio della manifestazione e la squadra si fece trovare pronta perché stava preparando un'amichevole contro la Comunità degli Stati Indipendenti, che era già qualificata.[8]

L'incredibile trionfo fu ottenuto con un crescendo di prestazioni; dopo il pareggio per 0-0 all'esordio contro l'Inghilterra, arrivò la sconfitta per 2-1 contro i tradizionali rivali della Svezia. Il turno fu superato battendo per 2-1 la Francia allenata da Platini. In semifinale furono battuti ai rigori i campioni uscenti dei Paesi Bassi, dopo che i supplementari si erano chiusi sul 2-2. Decisiva fu la parata di Schmeichel sul tiro dal dischetto di Marco van Basten, il protagonista della precedente edizione dell'Europeo. Nella finale, disputata il 26 giugno a Göteborg, i danesi sconfissero per 2-0 la Germania grazie anche alle grandi parate di Schmeichel.[10] Oltre alle ottime prestazioni del portiere del Manchester Utd durante il torneo, furono determinanti per la vittoria il solido impianto difensivo, lo spirito di sacrificio collettivo e il grande impegno professionale della squadra,[11] che comunque mai si avvicinò ai livelli tecnici e di spettacolo offerti dall'undici di Piontek.[3]

Risultati altalenanti tra il 1992 e il 2000

Dopo il trionfo europeo ebbe inizio un lungo periodo caratterizzato da risultati altalenanti. La prima delusione arrivò con la mancata partecipazione alla fase finale del campionato del mondo 1994 malgrado il ritorno in squadra di Michael Laudrup, che finì per accettare le direttive del CT. La nazionale danese fu eliminata dopo un serrato testa a testa con Spagna e Irlanda, giunte prima e seconda nel gruppo di qualificazione. Chiuse con gli stessi punti e la stessa differenza reti degli irlandesi, che si qualificarono in virtù dei 19 gol segnati contro i 15 dei danesi. Nel 1995 la Danimarca si aggiudicò la Confederations Cup svoltasi in Arabia Saudita, a cui partecipò in veste di campione d'Europa. Con il successo per 2-0 in finale sui campioni del Sudamerica dell'Argentina, divenne la prima nazionale europea a vincere una competizione ufficiale disputata in un altro continente. Fu questo l'ultimo trofeo vinto dalla Danimarca.

La squadra si qualificò per l'Europeo 1996 giungendo seconda nel gruppo di qualificazione vinto dalla Spagna, che si confermò per l'ennesima volta la bestia nera dei danesi. Nella fase finale del torneo, in Inghilterra, i danesi furono eliminati a causa della sconfitta subita contro la Croazia, avendo chiuso il girone con 4 punti e al terzo posto, dietro al Portogallo e alla Croazia e davanti alla Turchia. Le critiche e la discontinuità di risultati portarono alle dimissioni di Møller Nielsen, che divenne il CT della Finlandia. Il suo posto fu preso dallo svedese Bo Johansson,[10] che due anni prima aveva guidato al titolo nazionale il piccolo club danese del Silkeborg. Il nuovo CT avrebbe conquistato la fiducia dei giocatori e dell'opinione pubblica, rivitalizzando la nazionale e restituendole la mentalità offensiva offuscata nel periodo precedente.[12]

La Danimarca partecipò per la seconda volta alla fase finale del Mondiale nell'edizione di Francia 1998. Vinto il girone di qualificazione davanti alla Croazia, costringendola agli spareggi, in Francia la selezione danese stentò nella prima fase, vincendo per 1-0 all'esordio contro l'Arabia Saudita, pareggiando per 1-1 con il Sudafrica e perdendo contro i padroni di casa per 2-1. Questi risultati, seppur incostanti, le permisero di accedere alla fase a eliminazione diretta, dove la squadra si trasformò e cambiò passo. La vittoria per 4-1 agli ottavi contro la Nigeria, ottenuta con una convincente prestazione, permise alla Danimarca di giocare per la prima volta un quarto di finale del Mondiale. Avversario fu il favorito Brasile, campione uscente, contro il quale i danesi disputarono una grande gara, senza alcun timore reverenziale. I sudamericani dovettero dare il meglio di sé per vincere con il risultato di 3-2 una delle più spettacolari partite del torneo.[13]

Dopo la qualificazione ottenuta sul filo di lana a spese della Svizzera, l'esperienza all'Europeo 2000 della nazionale danese si rivelò disastrosa: la compagine allenata da Johansson perse tutti e tre gli incontri del proprio girone, subendo 8 gol e non segnandone alcuno e ritrovandosi ultima nella classifica generale del torneo. La delusione fu grande e provocò un cambio di guida tecnica: al timone della nazionale venne chiamato Morten Olsen, il capitano dei Danish Dynamite degli anni ottanta.

La gestione di Morten Olsen

La Danimarca qualificò al Mondiale 2002 vincendo il proprio gruppo. Nella fase finale fu battuta per 3-0 agli ottavi dall'Inghilterra, dopo aver eliminato nella fase a gruppi la Francia campione del mondo in carica. Nella fase finale dell'Europeo 2004 ottenne il secondo posto nel girone alle spalle della Svezia, grazie al pareggio per 2-2 nell'ultimo incontro con la stessa Svezia, risultato che qualificava entrambe le compagini. Il risultato fu contestato invano dagli italiani, la cui contemporanea vittoria sulla Bulgaria divenne inutile, dal momento che il pari tra gli scandinavi eliminò la squadra di Giovanni Trapattoni per aver segnato meno dei danesi. Nei successivi quarti di finale, la Danimarca fu sconfitta con un netto 3-0 dalla Rep. Ceca.

I danesi non riuscirono poi a qualificarsi né per la fase finale del Mondiale 2006, classificandosi terzi nel girone vinto dall'Ucraina, né per quella dell'Europeo 2008, inseriti nel girone con Spagna e Svezia, qualificatesi grazie rispettivamente al primo e al secondo posto. Le critiche suscitate da tali risultati furono messe a tacere dagli ottimi risultati nel girone di qualificazione al campionato del mondo 2010. Sorteggiata nel difficile girone con le favorite Portogallo e Svezia, contro le quali ottenne tre vittorie e un pareggio, la Danimarca si qualificò con un turno di anticipo, battendo la Svezia.

Il Mondiale in Sudafrica si rivelò amaro, malgrado la squadra schierasse buoni giocatori come i difensori Daniel Agger e Simon Kjær, Martin Jørgensen a centrocampo e in attacco Dennis Rommedahl ed il veterano Jon Dahl Tomasson. Sconfitta all'esordio dai Paesi Bassi, che sarebbero arrivati alla finale con la Spagna, la formazione di Olsen vinse in rimonta per 2-1 con il Camerun. Costretta a vincere contro il Giappone, in vantaggio nella differenza reti, fu invece sconfitta con un netto 3-1 ed eliminata.

La squadra si riscattò ottenendo il primo posto nel raggruppamento di qualificazione a Polonia-Ucraina 2012, grazie e sei vittorie, un pareggio e una sconfitta. Si assicurò l'accesso alla fase finale all'ultima partita battendo per 2-1 il Portogallo, che si classificò secondo. Inserita in un girone proibitivo, nel primo incontro dell'Europeo sconfisse a sorpresa gli olandesi vice-campioni del mondo per 1-0 e nel secondo fu battuta dal Portogallo per 3-2, subendo il gol decisivo negli ultimi minuti. Nella terza partita la Danimarca venne eliminata dalla Germania, che la sconfisse per 2-1.

Un'altra delusione arrivò nelle qualificazioni al campionato del mondo 2014, quando la squadra riuscì a piazzarsi al secondo posto dietro all'Italia, ma i negativi risultati conseguiti all'inizio del girone le impedirono di qualificarsi agli spareggi tra le migliori seconde. Nelle qualificazioni al campionato d'Europa 2016 la Danimarca giunse terza dietro Portogallo e Albania e mancò l'accesso alla fase finale.

La gestione Hareide

Dopo l'amarezza derivante dalla mancata partecipazione ad Euro 2016, il CT Morten Olsen, da quindici anni alla guida della nazionale, si dimise di comune accordo con la federazione. Fu ingaggiato al suo posto il norvegese Åge Hareide, già allenatore della Norvegia e di alcune quotate squadre di club scandinave, allo scopo di portare la squadra alla qualificazione al Mondiale 2018 in Russia.

Nel girone di qualificazione a Russia 2018 la Danimarca fu inserita con la favorita Polonia, la Romania, Montenegro, l'Armenia e il Kazakistan. Dopo un avvio stentato, la squadra inanellò una serie di vittorie consecutive che la portarono al secondo posto finale dietro alla Polonia e quindi agli spareggi con un'altra seconda qualificata per giocarsi un posto al Mondiale. Qui la Danimarca riuscì a ottenere la qualificazione dopo aver battuto l'Irlanda agli spareggi (pareggio per 0-0 in casa e vittoria per 5-1 in trasferta con tripletta di Christian Eriksen). Al Mondiale la Danimarca, inserita nel gruppo con Francia, Australia e Perù, superò il girone da imbattuta e al secondo posto con 5 punti, vincendo per 1-0 con il Perù e pareggiando con Francia ed Australia. Agli ottavi di finale fu eliminata dalla Croazia per 4-3 dopo i tiri di rigore, nonostante una buona prova e il rigore parato nei tempi supplementari da Kasper Schmeichel.

Dopo il Mondiale russo, la Danimarca si preparò per la partecipazione all'edizione inaugurale della UEFA Nations League, ma, a causa di una disputa con il sindacato dei giocatori, la federazione danese convocò una squadra interamente dilettante, composta da una combinazione di giocatori di calcio a 5 e provenienti dalle serie inferiori del campionato danese, in vista sia dell'amichevole contro la Slovacchia sia della gara ufficiale contro il Galles. La controversia sorse a causa dei diritti di immagine dei giocatori, con Hummel International che deteneva i diritti esclusivi di produzione e commercializzazione di kit danesi e la DBU che voleva impedire ai calciatori di stipulare accordi individuali con società e marchi in concorrenza con la stessa; lo stesso allenatore, Åge Hareide, fu temporaneamente sostituito da John Jensen[14]. Alla fine lo sciopero rientrò e la sola gara contro la Slovacchia fu giocata dai dilettanti. La gestione dell'allenatore norvegese avrebbe dovuto concludersi al termine dell'Europeo 2020, ma, a causa del rinvio per la pandemia di COVID-19, egli terminò la propria gestione anticipatamente. Nei suoi quattro anni da commissario tecnico, Hareide riuscì a far qualificare la nazionale sia al Mondiale sia all'Europeo e nel 2019 portò la squadra alla promozione nella Lega A di UEFA Nations League. Hareide terminò la propria esperienza come CT della Danimarca con la partita contro l'Irlanda, che consentì ai danesi di qualificarsi all'Europeo; questa fu, inoltre, la trentaquattresima partita da imbattuta per la Danimarca di Hareide.

La gestione di Hjulmand

Nel 2019 la federcalcio danese aveva già scelto il successore di Hareide, che avrebbe dovuto guidare la nazionale a Euro 2020 e poi lasciare il posto a Kasper Hjulmand. A causa del rinvio della rassegna europea, sarà questi a dirigere i danesi all'Europeo, posticipati al 2021. Approdato sulla panchina danese nel luglio 2020, Hjulmand chiuse al secondo posto il girone di Lega A della UEFA Nations League 2020-2021, dove la Danimarca fu nserita nel raggruppamento di Belgio, Inghilterra e Islanda. Grazie al piazzamento, la squadra è testa di serie per le qualificazioni al campionato del mondo 2022, dove viene sorteggiata nel girone con Austria, Scozia, Israele, Fær Øer e Moldavia.

Rivalità


Svezia

La rivalità più forte della Danimarca è con la vicina Svezia. Considerata una delle contrapposizioni più sentite nel mondo del calcio, ha origini prevalentemente politiche, date le numerose guerre tra i due paesi in passato. Tra le partite più memorabili per i danesi vi è sicuramente la doppia vittoria nelle qualificazioni al Mondiale di Sudafrica 2010, entrambe per 1-0, nonché il pareggio per 2-2 a Euro 2004, andato a discapito dell'Italia. Un'altra pagina storica di questa rivalità include la sfida giocata in casa della Danimarca nelle qualificazioni a Euro 2008, che sfociò in violenza: dopo lo 0-3 degli svedesi, i danesi riuscirono a ribaltare lo svantaggio andando sul 3-3, ma, dopo la concessione di un rigore per gli ospiti e la conseguente aggressione dell'arbitro da parte di un tifoso di casa, la partita venne sospesa e la vittoria fu assegnata alla Svezia per 3-0 a tavolino. Le due squadre si incrociarono, inoltre, all'Europeo del 1992, dove i padroni di casa svedesi vinsero per 1-0, e nello spareggio per Euro 2016, vinto dai padroni di casa svedesi per 2-1 a Solna e terminato 2-2 a Copenaghen.

Paesi Bassi

Un'altra rivalità parecchio sentita, seppure in misura minore di quella con la Svezia, è con i Paesi Bassi. I danesi sconfissero gli olandesi nella semifinale di Euro 1992 ai tiri di rigore, dopo il 2-2 dei tempi supplementari, raggiungendo così la finale del torneo, vinta contro la Germania. Otto anni dopo, le due squadre si ritrovarono nella fase a gironi di Euro 2000, rassegna ospitata congiuntamente dal Belgio e dagli stessi Paesi Bassi, che si imposero per 3-0, condannando i danesi alla matematica eliminazione. Stessa sorte toccò ai danesi nella fase finale del Mondiale di Sudafrica 2010, nella cui fase a gironi la Danimarca perse per 0-2 contro i futuri finalisti della competizione. Nel 2012, tuttavia, in occasione dell'Europeo di Polonia e Ucraina, grazie ad un gol di Michael Krohn-Dehli, i danesi si imposero per 1-0 e ottennero i tre punti, che non furono, tuttavia, sufficienti per accedere ai quarti di finale della manifestazione.

Germania

Anche le partite contro la Germania sono piuttosto sentite. La rivalità si è accesa soprattutto nel periodo a cavallo degli anni '80, nonché gli anni della Danish Dynamite, e dei primi anni '90. Il primo incontro competitivo tra le due nazionali risale al Mondiale 1986, quando le due squadre si incontrarono ai gironi e la Danimarca prevalse per 2-0. Due anni dopo, all'Europeo in Germania, i padroni di casa vinsero con lo stesso risultato, continuando la striscia positiva di vittorie tra amichevoli e partite competitive. All'Europeo 1992 le due compagini si ritrovarono di fronte nella finale del torneo, vinta dai danesi per 2-0. Da lì in poi vu furono prevalentemente amichevoli tra le due squadre: spiccano, tra queste, due vittorie danesi per 2-1 e 1-0. All'Europeo di Polonia e Ucraina 2012, per l'ultima giornata della fase a gironi, i tedeschi batterono per 2-1 i danesi, condannandoli all'eliminazione.

Divise della Nsi


1992
2006
2008
2010

Palmarès


Svezia 1992
Arabia Saudita 1995

Partecipazioni ai tornei internazionali


Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Non partecipante
1938 Non partecipante
1950 Non partecipante
1954 Non partecipante
1958 Non qualificata
1962 Non partecipante
1966 Non qualificata
1970 Non qualificata
1974 Non qualificata
1978 Non qualificata
1982 Non qualificata
1986 Ottavi di finale
1990 Non qualificata
1994 Non qualificata
1998 Quarti di finale
2002 Ottavi di finale
2006 Non qualificata
2010 Primo turno
2014 Non qualificata
2018 Ottavi di finale
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non qualificata
1964 Quarto posto
1968 Non qualificata
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Non qualificata
1984 Semifinali
1988 Primo turno
1992 Campione
1996 Primo turno
2000 Primo turno
2004 Quarti di finale
2008 Non qualificata
2012 Primo turno
2016 Non qualificata
Giochi olimpici[15]
Edizione Risultato
1908 Argento
1912 Argento
1920 Turno di qualificazione
1924 Non partecipante
1928 Non partecipante
1936 Non partecipante
1948 Bronzo
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Rinuncia
1995 Campione
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionali


Nota bene: come previsto dai regolamenti FIFA, le partite terminate ai tiri di rigore dopo i tempi supplementari sono considerate pareggi.

Mondiali

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930  Uruguay Non partecipante - - - -
1934  Italia Non partecipante - - - -
1938  Francia Non partecipante - - - -
1950  Brasile Non partecipante - - - -
1954  Svizzera Non partecipante - - - -
1958  Svezia Non qualificata - - - -
1962  Cile Non partecipante - - - -
1966  Inghilterra Non qualificata - - - -
1970  Messico Non qualificata - - - -
1974 Germania Ovest Non qualificata - - - -
1978  Argentina Non qualificata - - - -
1982  Spagna Non qualificata - - - -
1986  Messico Ottavi di finale 3 0 1 10:6
1990  Italia Non qualificata - - - -
1994  Stati Uniti Non qualificata - - - -
1998  Francia Quarti di finale 2 1 2 9:7
2002  Corea del Sud /  Giappone Ottavi di finale 2 1 1 5:5
2006  Germania Non qualificata - - - -
2010  Sudafrica Primo turno 1 0 2 3:6
2014  Brasile Non qualificata - - - -
2018  Russia Ottavi di finale 1 3 0 3:2

Europei

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960  Francia Non qualificata - - - -
1964  Spagna Quarto posto 0 0 2 1:6
1968  Italia Non qualificata - - - -
1972  Belgio Non qualificata - - - -
1976  Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980  Italia Non qualificata - - - -
1984  Francia Semifinali 2 1 1 9:4
1988 Germania Ovest Primo turno 0 0 3 2:7
1992  Svezia Campione 2 2 1 6:4
1996  Inghilterra Primo turno 1 1 1 4:4
2000  Belgio /  Paesi Bassi Primo turno 0 0 3 0:8
2004  Portogallo Quarti di finale 1 2 1 4:5
2008  Austria /  Svizzera Non qualificata - - - -
2012  Polonia /  Ucraina Primo turno 1 0 2 4:5
2016  Francia Non qualificata - - - -
2020[16]  Europa Qualificata 0 0 0 0:0

Confederations Cup

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1992  Arabia Saudita Rinuncia - - - -
1995  Arabia Saudita Campione 2 1 0 5:1
1997  Arabia Saudita Rinuncia - - - -
1999  Messico Non qualificata - - - -
2001  Corea del Sud /  Giappone Non qualificata - - - -
2003  Francia Non qualificata - - - -
2005  Germania Non qualificata - - - -
2009  Sudafrica Non qualificata - - - -
2013  Brasile Non qualificata - - - -
2017  Russia Non qualificata - - - -

Nations League

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
2018-2019  Portogallo 3° in Lega B[17] 2 2 0 4:1
2020-2021  Italia 7° in Lega A 3 1 2 8:7

Olimpiadi

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1908 Londra Argento 2 0 1 26:3
1912 Stoccolma Argento 2 0 1 13:5
1920 Anversa Turno di qualificazione 0 0 1 0:1
1924 Parigi Non partecipante - - - -
1928 Amsterdam Non partecipante - - - -
1936 Berlino Non partecipante - - - -
1948 Londra Bronzo 3 0 1 15:11

Confronti con altre Nazionali


Tra gli avversari nazionali contro cui sono stati disputati almeno 10 incontri, la Danimarca presenta i seguenti saldi:

Saldo positivo

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
 Norvegia 87 53 14 20 224 101 +123 6 settembre 2011 26 marzo 2011 22 aprile 1998
 Finlandia 59 39 10 10 153 58 +95 15 novembre 2011 20 agosto 2003 18 settembre 1966
 Islanda 19 16 3 0 63 10 +53 4 giugno 2011 4 settembre 1991 -
 Polonia 17 9 2 6 34 30 +4 17 gennaio 2010 1º giugno 2008 21 settembre 1977
 Belgio 16 6 3 4 23 21 +2 6 settembre 1995 3 giugno 2000 23 agosto 1989
 Grecia 15 8 4 3 32 17 +15 8 ottobre 2005 11 febbraio 2011 9 febbraio 2005
 Irlanda del Nord 11 4 5 2 14 9 +5 13 ottobre 1993 7 ottobre 2006 17 novembre 2011
 Lussemburgo 10 8 2 0 29 8 +21 11 giugno 2003 10 dicembre 1963 -
 Svizzera 10 3 5 2 13 11 +2 4 settembre 1999 14 ottobre 1998 17 ottobre 1984

Saldo negativo

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
 Svezia 104 40 18 46 169 183 −14 28 maggio 2014 8 settembre 2007 2 giugno 2007
 Paesi Bassi 30 8 10 12 43 59 -16 9 giugno 2012 29 maggio 2008 14 giugno 2010
 Germania 26 8 3 15 36 53 −17 28 marzo 2007 11 agosto 2010 17 giugno 2012
 Inghilterra 18 3 4 11 19 35 -16 17 agosto 2005 11 giugno 1992 9 febbraio 2011
 Spagna 17 2 3 12 15 34 -19 31 marzo 1993 11 ottobre 1995 20 agosto 2008
 Bulgaria 15 3 8 4 17 20 -3 18 giugno 2004 26 marzo 2013 9 aprile 1986
 Scozia 15 6 0 9 12 19 -7 28 aprile 2004 - 10 agosto 2011
 Cecoslovacchia 14 0 5 9 8 31 -23 - 3 giugno 1987 1º giugno 1988
 Ungheria 14 3 3 8 14 36 -22 20 aprile 1994 6 settembre 2008 14 ottobre 2009
 Portogallo 14 3 2 9 18 30 -12 11 ottobre 2011 5 settembre 2009 13 giugno 2012
 Francia 12 5 1 6 27 16 +11 11 giugno 2002 1º settembre 1976 31 maggio 2006
 Italia 12 3 1 8 14 22 -8 8 settembre 1999 14 giugno 2004 16 ottobre 2012
 Irlanda 12 3 4 5 15 19 -4 13 novembre 1985 28 aprile 1993 22 agosto 2007
 Rep. Ceca 10 2 5 3 7 9 -2 22 marzo 2013 8 giugno 2012 27 giugno 2004

NB: Come da regolamento FIFA le gare terminate ai rigori sono considerate partite pareggiate.

Tutte le rose


Mondiali

Coppa del Mondo FIFA 1986
Rasmussen, 2 Sivebæk, 3 Busk, 4 M. Olsen, 5 I. Nielsen, 6 Lerby, 7 Mølby, 8 J. Olsen, 9 Berggreen, 10 Elkjær, 11 Laudrup, 12 Bertelsen, 13 Frimann, 14 Simonsen, 15 Arnesen, 16 Qvist, 17 K. Nielsen, 18 Christensen, 19 Eriksen, 20 Bartram, 21 Andersen, 22 Høgh, CT: Piontek
Coppa del Mondo FIFA 1998
Schmeichel, 2 Schjønberg, 3 Rieper, 4 Høgh, 5 Heintze, 6 Helveg, 7 Nielsen, 8 Frandsen, 9 Molnar, 10 M. Laudrup, 11 B. Laudrup, 12 Colding, 13 Laursen, 14 Wieghorst, 15 Tøfting, 16 Krogh, 17 Goldbæk, 18 Møller, 19 Sand, 20 Henriksen, 21 Jørgensen, 22 Kjær, CT: Johansson
Coppa del Mondo FIFA 2002
Sørensen, 2 Tøfting, 3 Henriksen, 4 Laursen, 5 Heintze, 6 Helveg, 7 Gravesen, 8 Grønkjær, 9 Tomasson, 10 Jørgensen, 11 Sand, 12 N. Jensen, 13 Lustü, 14 C. Jensen, 15 Michaelsen, 16 Kjær, 17 Poulsen, 18 Løvenkrands, 19 Rommedahl, 20 Bøgelund, 21 Madsen, 22 Christiansen, 23 Nielsen, CT: Olsen
Coppa del Mondo FIFA 2010
Sørensen, 2 C. Poulsen, 3 Kjær, 4 Agger, 5 Kvist, 6 Jacobsen, 7 Jensen, 8 Grønkjær, 9 Tomasson, 10 Jørgensen, 11 Bendtner, 12 Kahlenberg, 13 Krøldrup, 14 J. Poulsen, 15 S. Poulsen, 16 Andersen, 17 Beckmann, 18 Larsen, 19 Rommedahl, 20 Enevoldsen, 21 Eriksen, 22 Christiansen, 23 Mtiliga, CT: Olsen
Coppa del Mondo FIFA 2018
Schmeichel, 2 Krohn-Dehli, 3 Vestergaard, 4 Kjær, 5 Knudsen, 6 Christensen, 7 Kvist, 8 Delaney, 9 N. Jørgensen, 10 Eriksen, 11 Braithwaite, 12 Dolberg, 13 M. Jørgensen, 14 Dalsgaard, 15 Fischer, 16 Lössl, 17 Stryger Larsen, 18 Lerager, 19 Schöne, 20 Poulsen, 21 Cornelius, 22 Rønnow, 23 Sisto, CT: Hareide

Europei

Campionato d’Europa UEFA 1964
L. Nielsen, P Rask, D Amdisen, D B. Hansen, D J.J. Hansen, D K. Hansen, D Larsen, D Wolmar, C Bertelsen, C Jørgensen, C E. Nielsen, C Sørensen, A Danielsen, A Madsen, A Rasmussen, A Søndergaard, A Thorst, CT: Petersen
Campionato d’Europa UEFA 1984
Kjær, 2 O. Rasmussen, 3 Busk, 4 M. Olsen, 5 Nielsen, 6 Lerby, 7 Bertelsen, 8 J. Olsen, 9 Simonsen, 10 Elkjær, 11 Berggreen, 12 Mølby, 13 Lauridsen, 14 Laudrup, 15 Arnesen, 16 T. Rasmussen, 17 Thychosen, 18 Sivebæk, 19 Brylle, 20 Qvist, CT: Piontek
Campionato d’Europa UEFA 1988
Rasmussen, 2 Sivebæk, 3 Busk, 4 M. Olsen, 5 Nielsen, 6 Lerby, 7 Helt, 8 Frimann, 9 Heintze, 10 Elkjær, 11 Laudrup, 12 L. Olsen, 13 Jensen, 14 J. Olsen, 15 Povlsen, 16 Schmeichel, 17 Berggreen, 18 Eriksen, 19 Kristensen, 20 Vilfort, CT: Piontek
Campionato d’Europa UEFA 1992
Schmeichel, 2 Sivebæk, 3 K. Nielsen, 4 Olsen, 5 Andersen, 6 Christofte, 7 Jensen, 8 Mølby, 9 Povlsen, 10 Elstrup, 11 Laudrup, 12 Piechnik, 13 Larsen, 14 Frank, 15 Christensen Arensøe, 16 Krogh, 17 Christiansen, 18 Vilfort, 19 P. Nielsen, 20 Bruun, CT: Møller Nielsen
Campionato d’Europa UEFA 1996
Schmeichel, 2 Helveg, 3 Rieper, 4 Olsen, 5 J. Høgh, 6 Schjønberg, 7 B.S. Nielsen, 8 Thomsen, 9 Beck, 10 M. Laudrup, 11 B. Laudrup, 12 Piechnik, 13 Larsen, 14 Risager, 15 E.B. Andersen, 16 L. Høgh, 17 A. Nielsen, 18 Vilfort, 19 Tøfting, 20 Laursen, 21 S. Andersen, 22 Krogh, CT: Møller Nielsen
Campionato d'Europa UEFA 2000
Schmeichel, 2 Schjønberg, 3 Henriksen, 4 Høgh, 5 Heintze, 6 Helveg, 7 A. Nielsen, 8 Grønkjær, 9 Tomasson, 10 Jørgensen, 11 Sand, 12 Colding, 13 Laursen, 14 B.S. Nielsen, 15 Tøfting, 16 Sørensen, 17 Goldbæk, 18 Molnar, 19 Bisgaard, 20 Gravesen, 21 Beck, 22 Kjær, CT: Johansson
Campionato d'Europa UEFA 2004
Sørensen, 2 Bøgelund, 3 Henriksen, 4 Laursen, 5 N. Jensen, 6 Helveg, 7 Gravesen, 8 Grønkjær, 9 Tomasson, 10 Jørgensen, 11 Sand, 12 Kahlenberg, 13 Krøldrup, 14 C. Jensen, 15 D. Jensen, 16 Skov-Jensen, 17 Poulsen, 18 Priske, 19 Rommedahl, 20 Perez, 21 Madsen, 22 Andersen, 23 Løvenkrands, CT: Olsen
Campionato d'Europa UEFA 2012
Andersen, 2 C. Poulsen, 3 Kjær, 4 Agger, 5 S. Poulsen, 6 Jacobsen, 7 Kvist, 8 Eriksen, 9 Krohn-Dehli, 10 Rommedahl, 11 Bendtner, 12 Bjelland, 13 Okore, 14 Schöne, 15 Silberbauer, 16 Lindegaard, 17 Pedersen, 18 Wass, 19 J. Poulsen, 20  Kahlenberg, 21 Zimling, 22 Schmeichel, 23 Mikkelsen, CT: Olsen
Campionato d'Europa UEFA 2020
Schmeichel, 2 Andersen, 3 Vestergaard, 4 Kjær, 5 Mæhle, 6 Christensen, 7 Skov, 8 Delaney, 9 Braithwaite, 10 Eriksen, 11 Skov Olsen, 12 Dolberg, 13 Jørgensen, 14 Damsgaard, 15 Nørgaard, 16 Lössl, 17 Stryger Larsen, 18 Wass, 19 Wind, 20 Poulsen, 21 Cornelius, 22 Rønnow, 23 Højbjerg, 24 Jensen, 25 Christiansen, 26 Boilesen, CT: Hjulmand

Confederations Cup

Coppa re Fahd 1995
Kjær, 2 Friis-Hansen, 3 Rieper, 4 J. Høgh, 5 Risager, 6 Schjønberg, 7 Steen Nielsen, 8 J. Hansen, 9 Strudal, 10 M. Laudrup, 11 B. Laudrup, 12 Laursen, 13 Kristensen, 14 Wieghorst, 15 Hemmingsen, 16 L. Høgh, 17 Rasmussen, 18 B. Hansen, 20 Krogh, CT: Møller Nielsen

Giochi olimpici

Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1908
Drescher, D Buchwald, D H. Hansen, C Bohr, C K. Hansen, C K. Middelboe, C N. Middelboe, A Andersen, A Beck, A Bjarnholt, A Gandil, A Lindgren, A E. Middelboe, A S. Nielsen, A O. Nielsen, A Rasmussen, A Wolfhagen, CT: Williams
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1912
Drescher, P S. Hansen, D Buchwald, D Castella, D H. Hansen, C Berth, C Dyrberg, C Jørgensen, C Lykke, C Malmqvist, C Middelboe, A Christoffersen, A Morville, A P. Nielsen, A S. Nielsen, A O. Nielsen, A Olsen, A Petersen, A Thufason, A Wolfhagen, CT: Østrup
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1920
Graae, P S. Hansen, D Blicher, D Vil. Jørgensen, D N. Middelboe, D Ringsted, D Tarp, C Aaby, C Berth, C Grøthan, C Jensen, C Lykke, C K. Middelboe, C Thorsteinsson, A Andersen, A Dannin, A Forchhammer, A C. Hansen, A Vig. Jørgensen, A Nielsen, A Olsen, A Rohde, CT: Carr
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1948
O. Jensen, P Nielsen, D Bastrup-Birk, D Colberg, D V. Jensen, D Knudsen, D Overgaard, D Petersen, C E. Hansen, C E. K. Jensen, C I. Jensen, C Ørnvold, C Pilmark, A K. A. Hansen, A J. Hansen, A J. W. Hansen, A Lundberg, A Præst, A Pløger, A Seebach, A E. Sørensen, A J. Sørensen, CT: Mountford

NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Commissari tecnici


Rosa attuale


Lista dei giocatori convocati per il Campionato europeo di calcio 2020.

Presenze e reti aggiornate al 21 giugno 2021.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Kasper Schmeichel 5 novembre 1986 (34 anni) 68 0 Leicester City
22 P Frederik Rønnow 4 agosto 1992 (28 anni) 8 0 Schalke 04
16 P Jonas Lössl 1º febbraio 1989 (32 anni) 1 0 Midtjylland
4 D Simon Kjær 26 marzo 1989 (32 anni) 110 3 Milan (Capitano)
6 D Andreas Christensen 10 aprile 1996 (25 anni) 45 2 Chelsea
17 D Jens Stryger Larsen 21 febbraio 1991 (30 anni) 39 2 Udinese
14 D Mathias Jørgensen 28 marzo 1990 (31 anni) 35 2 Copenhagen
18 D Daniel Wass 31 maggio 1989 (32 anni) 33 0 Valencia
3 D Jannik Vestergaard 3 agosto 1992 (28 anni) 25 1 Southampton
26 D Nicolai Boilesen 16 febbraio 1992 (29 anni) 20 1 Copenhagen
5 D Joakim Mæhle 20 maggio 1997 (24 anni) 13 3 Atalanta
2 D Joachim Andersen 31 maggio 1996 (25 anni) 5 0 Fulham
10 C Christian Eriksen 14 febbraio 1992 (29 anni) 109 36 Inter
8 C Thomas Delaney 3 settembre 1991 (29 anni) 57 5 Borussia Dortmund
23 C Pierre-Emile Højbjerg 5 agosto 1995 (25 anni) 44 4 Tottenham Hotspur
7 C Robert Skov 20 maggio 1996 (25 anni) 10 5 1899 Hoffenheim
24 C Mathias Jensen 1º gennaio 1996 (25 anni) 9 1 Brentford
15 C Christian Nørgaard 10 marzo 1994 (27 anni) 6 0 Brentford
25 C Anders Christiansen 8 giugno 1990 (31 anni) 3 0 Malmö
20 A Yussuf Poulsen 15 giugno 1994 (27 anni) 58 10 RB Lipsia
9 A Martin Braithwaite 5 giugno 1991 (30 anni) 53 9 Barcellona
21 A Andreas Cornelius 16 marzo 1993 (28 anni) 52 9 Parma
12 A Kasper Dolberg 6 ottobre 1997 (23 anni) 27 7 Nizza
19 A Jonas Wind 7 febbraio 1999 (22 anni) 8 3 Copenhagen
11 A Andreas Skov Olsen 29 dicembre 1999 (21 anni) 8 3 Bologna
14 A Mikkel Damsgaard 3 luglio 2000 (20 anni) 5 3 Sampdoria

Record individuali


Dati aggiornati al 21 giugno 2021.

I giocatori in grassetto sono ancora in attività con la maglia della nazionale.

Record presenze

Posizione Giocatore Presenze Reti Periodo
1 Peter Schmeichel 129 1 1987-2001
2 Dennis Rommedahl 126 21 2000-2013
3 Jon Dahl Tomasson 112 52 1997-2010
4 Simon Kjær 110 3 2009-
5 Christian Eriksen 109 36 2010-
6 Thomas Helveg 108 2 1994-2007
7 Michael Laudrup 104 37 1982-1998
8 Martin Jørgensen 102 12 1998-2010
Morten Olsen 4 1970-1989
10 Thomas Sørensen 101 0 1999-2012

Record reti

Posizione Giocatore Reti Presenze Periodo
1 Jon Dahl Tomasson 52 112 1997-2010
Poul Nielsen 38 1910-1925
3 Pauli Jørgensen 44 47 1925-1939
4 Ole Madsen 42 50 1958-1969
5 Preben Elkjær Larsen 38 69 1977-1988
6 Michael Laudrup 37 104 1982-1998
7 Christian Eriksen 36 109 2010-
8 Nicklas Bendtner 30 81 2006-2018
9 Henning Enoksen 29 54 1958-1966
10 Michael Rohde 22 40 1915-1931

Note


  1. ^ a b (EN) Classifica mondiale della FIFA , su FIFA.com. URL consultato il 21 novembre 2019.
  2. ^ Valido per le Nazionali che hanno partecipato tra il 1908 e il 1948. A partire dal 1952 si fa riferimento alla nazionale olimpica.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l (EN) Rob Smyth e Lars Eriksen, The forgotten story of ... Danish Dynamite, the Denmark side of the mid-80s , theguardian.com, 13 ottobre 2009. URL consultato il 20 luglio 2014.
  4. ^ a b c d e (EN) Bonde, Hans, The Politics of the Male Body in Global Sport: The Danish Involvement , Routledge, 2013, pp. 268-270, ISBN 1-317-96602-3.
  5. ^ (EN) The greatest teams of all time , telegraph.co.uk, 4 luglio 2007. URL consultato il 21 luglio 2014.
  6. ^ (EN) Best teams never to win a World Cup: Denmark 1986 , espnfc.com. URL consultato il 21 luglio 2014.
  7. ^ (EN) Why the 80s Denmark football side is the world's great cult team , telegraph.co.uk. URL consultato il 21 luglio 2014.
  8. ^ a b (EN) Schmeichel steps back in time to EURO '92 , uefa.com, 15 maggio 2012. URL consultato il 22 luglio 2014.
  9. ^ (EN) United Nations Security Council Resolution 757 (Implementing Trade Embargo on Yugoslavia) (1992) , umn.edu
  10. ^ a b c (EN) Shaw, Phil, Richard Moller Nielsen: Coach who led unfancied Denmark to unexpected victory in the European Championships of 1992 , independent.co.uk, 12 maggio 2014. URL consultato il 22 luglio 2014.
  11. ^ (EN) Saj Chowdhury, Euro 1992: Denmark's fairytale , bbc.com. URL consultato il 22 luglio 2014.
  12. ^ (EN) Bo Johansson - Denmark manager , news.bbc.co.uk, 3 maggio 1998
  13. ^ (EN) Rivaldo scores two, Brazil escapes resilient Denmark side 2-1 Archiviato il 6 maggio 2015 in Internet Archive., soccertimes.com, 3 luglio 1998
  14. ^ La nazionale danese di calcio ha convocato quattro giocatori di calcio a 5 , su Il Post.
  15. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.
  16. ^ Originariamente previsto per il 2020, fu posticipato al 2021 in seguito alla pandemia di COVID-19 del 2019-2021
  17. ^ Promossa in Lega A

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Categorie: Nazionali di calcio della Danimarca




Data: 22.06.2021 02:47:24 CEST

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