Nikos Kazantzakis


Disambiguazione – Se stai cercando il comune greco, vedi Nikos Kazantzakis (Grecia).

Nikos Kazantzakis (in greco: Νίκος Καζαντζάκης, AFI: [ˈnikos kazanˈd͡zacis]; Candia, 18 febbraio 1883Friburgo in Brisgovia, 26 ottobre 1957) è stato uno scrittore, poeta, saggista, drammaturgo, filosofo, giornalista e traduttore greco, uno dei maggiori del XX secolo.

Indice

Biografia


Kazantzakis nacque a Candia[1][2] (all'epoca conosciuta, in greco, come Chandakas, oggi Iraklio, dal greco antico Herakleion), una cittadina dell'isola di Creta, al secolo un vilayet (provincia) dell'Impero Ottomano, il 18 febbraio del 1883, figlio di Michalis Kazantzakis (1856-1932), un agricoltore originario di Varvaroi (odierna Myrtia, sede tra l'altro del Museo Nikos Kazantzakis), un paesino situato a circa 15 km a nord di Candia, e di Maria Christodoulakis (1862-1932), una casalinga originaria di Assyrotoi (odierna Kryoneri), un villaggio dell'unità periferica di Retimo, confluito nel comune di Mylopotamos nel 2001. Aveva due sorelle, Anastasia (n. 1884) ed Eleni (n. 1887), ed un fratello, Yorgos (n. 1890)[3][4]. L'isola all'epoca viveva un periodo caratterizzato da frequenti sommosse della popolazione nativa volte a conquistare l'indipendenza dall'Impero Ottomano e l'unione con la Grecia, sommosse a cui anche il padre era partecipe.

Nel 1902 si trasferisce ad Atene dove si laurea in legge e successivamente, nel 1907, a Parigi. Qui segue alcune lezioni di Bergson e viene a contatto con la filosofia di Nietzsche, da cui sarà fortemente influenzato, come il motto Nec spe nec metu (Né con speranza, né con timore), motto in lingua latina. Viaggerà anche in Italia ed in Germania.

Tornato in patria lavora alla traduzione di opere filosofiche e nel 1911 sposa la scrittrice Galatea Alexiou da cui divorzierà nel 1926. Nel 1914 entra in contatto con Angelos Sikelianos, poeta e drammaturgo, dal cui entusiasmo nazionalistico viene contagiato e col quale visita i monasteri del Monte Athos e diverse altre regioni della Grecia. Nel 1919, in qualità di direttore generale del ministero per gli affari sociali, organizza il trasferimento delle popolazioni greche originarie del Ponto, dal Caucaso in Macedonia e Tracia a seguito della Rivoluzione Russa del 1917. Da questo momento in poi Kazantzakis viaggia costantemente, soggiornando a Parigi, a Berlino, in Italia, in Unione Sovietica come corrispondente di un quotidiano ateniese, in Spagna e Italia dove intervista Miguel Primo de Rivera e Benito Mussolini, a Cipro, Egitto, sul Monte Sinai, in Cecoslovacchia e di nuovo in Russia e in Francia. Le impressioni di questi soggiorni confluiscono in una serie di volumi ora considerati classici della letteratura di viaggio greca.

Prima e durante la Seconda guerra mondiale vive sull'isola di Egina. Sposa nel 1945 Elena Samiou, sua compagna da molti anni. Lo stesso anno fa ritorno alla vita politica come ministro dell'educazione senza portafoglio del governo Sofoulis, carica che abbandonerà già nel 1946.

Lascia quindi la Grecia per non farvi più ritorno, anche a causa delle mutate condizioni politiche e si stabilisce in Francia, ad Antibes. Viene perseguitato dalla chiesa greca ortodossa a causa dei romanzi Capitan Michele e L'ultima tentazione, quest'ultimo posto all'indice anche dalla Chiesa cattolica romana.

Nel 1957, nonostante la leucemia diagnosticata qualche anno prima, inizia un nuovo viaggio in Cina e Giappone ma, a causa di un'infezione contratta a seguito di un vaccino, è costretto a tornare in Europa, dapprima a Copenaghen, poi a Friburgo in Brisgovia dove muore il 26 ottobre, all'età di settantaquattro anni. Viene sepolto a Candia. L'epitaffio sulla sua tomba recita:

Δεν ελπίζω τίποτα, δε φοβούμαι τίποτα, είμαι λέφτερος.
Non spero in nulla. Non temo nulla. Sono libero.

Opere


Il primo lavoro narrativo risale al 1906 e consiste del romanzo Όφις και Κρίνο pubblicato sotto lo pseudonimo di Karma Nirvami. Nel 1910, dopo gli studi parigini, scrive la tragedia Ο Πρωτομάστορας [Il capomastro], basata su un racconto popolare greco.

L'opera centrale nella produzione di Kazantzakis è il poema Odissea in 24 canti per un totale di 33.333 versi, pubblicata nel 1938 ma frutto di sette diverse stesure durante quattordici anni di lavoro. Una versione in inglese, curata da Kimon Friar, ha ricevuto l'apprezzamento dello stesso Kazantzakis. Oltre alle versioni in tedesco, francese, spagnolo e svedese, ci sono state traduzioni in italiano di singoli brani a cura di Vittorio Volpi e di Nicola Crocetti, fino alla recentissima pubblicazione della traduzione integrale ad opera di Nicola Crocetti.

Nel dopoguerra pubblica una serie di romanzi che rimangono tra le sue opere più famose. Questi includono Zorba il Greco (1946), Cristo di nuovo in croce (1948), Capitan Michele (1950), L'ultima tentazione (1951), pubblicato dapprima in Germania a causa della difficoltà a trovare un editore in Grecia e Il poverello di Dio, basato sulla vita di Francesco d'Assisi.

Le trasposizioni cinematografiche Colui che deve morire, 1957, tratto da Cristo di nuovo in croce per la regia di Jules Dassins ma soprattutto Zorba il Greco, 1964, di Michael Cacoyannis portano il lavoro di Kazantzakis all'attenzione del pubblico internazionale. Il film L'ultima tentazione di Cristo, diretto da Martin Scorsese, riesce ancora, nel 1988, a suscitare lo scandalo di alcuni gruppi religiosi in America.

Opere tradotte in italiano

Scarse sono state, fino a tempi recenti, le traduzioni in italiano dell'opera di Kazantzakis, spesso condotte sulle versioni inglesi o francesi:

Precedenti traduzioni parziali della Odissea:

Opere in greco

Tra parentesi quadre la traslitterazione e la traduzione letterale del titolo originale

Poesia e saggi

Narrativa

Teatro

Resoconti dei viaggi

Lettere

Traduzioni di Kazantzakis in greco moderno

Note


  1. ^ Νίκος Καζαντζάκης , su www.historical-museum.gr, Ιστορικό Μουσείο Κρήτης. URL consultato il 28 Νοεμβρίου 2015.
  2. ^ Λύθηκε το «αίνιγμα» σχετικά με την ακριβή ημερομηνία γέννησης του Νίκου Καζαντζάκη , in.gr, 15 Ιουν. 2007. URL consultato il 28 Νοεμβρίου 2015.
  3. ^ Διεθνής Εταιρεία Φίλων Νίκου Καζαντζάκη (ΔΕΦΝΚ) , su amis-kazantzakis.blogspot.gr. URL consultato il 28 Νοεμβρίου 2015.
  4. ^ Νίκος Καζαντζάκης e Παντελής Πρεβελάκης, Τετρακόσια γράμματα του Καζαντζάκη στον Πρεβελάκη , Αθήνα, Εκδόσεις Καζαντζάκη, 1984.

Bibliografia


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Data: 01.03.2021 09:29:24 CET

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