Palermo


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Palermo
comune
(dettagli)
Localizzazione
Stato Italia
Regione Sicilia
Città metropolitana Palermo
Amministrazione
SindacoLeoluca Orlando (PD) dal 22-5-2012 (2º mandato dal 22-6-2017)
Territorio
Coordinate
Altitudine14 m s.l.m.
Superficie160,59 km²
Abitanti639 959[3] (28-2-2021)
Densità3 985,05 ab./km²
Frazionivedi elenco circoscrizioni
Comuni confinantiAltofonte, Belmonte Mezzagno, Ficarazzi, Isola delle Femmine, Misilmeri, Monreale, Torretta, Villabate
Altre informazioni
Cod. postale90100, 90121-90151
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT082053
Cod. catastaleG273
TargaPA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[4]
Cl. climaticazona B, 751 GG[5]
Nome abitantipalermitani o panormiti[1]
Patronosanta Rosalia e Maria Immacolata[2]
Giorno festivo15 luglio e 8 dicembre
Cartografia
Posizione del comune di Palermo nell'omonima città metropolitana
Sito istituzionale

Palermo (AFI: [paˈlɛrmo][6] ascolta[?·info]; Palermu [paˈlɛmmʊ] in siciliano, Palièmmu o Palìaimmu in dialetto palermitano[7]) con 639 959 abitanti[3] è il quinto comune d'Italia per popolazione, capoluogo dell'omonima città metropolitana di oltre un milione di abitanti e della Regione Siciliana. La città si estende sulla pianura Conca d'Oro ed è bagnata dal mare e circondata dalla barriera dei Monti di Palermo.

Il sito è abitato sin dalla preistoria e la sua lunga storia e il succedersi di numerose civiltà e popoli hanno regalato alla città un notevole patrimonio artistico e architettonico. Il sito seriale Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, di cui fanno parte più beni monumentali è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2015[8][9]. Numerosi edifici, tra chiese e palazzi, sono riconosciuti monumenti nazionali.

A Palermo ha sede l'Assemblea regionale siciliana, nelle sue trasformazioni storiche la più antica assise parlamentare in attività del mondo[10][11], nonché un'università fondata nel 1806. Palermo ha mantenuto il ruolo di capitale del Regno di Sicilia dal 1130 al 1816. È stata protagonista delle rivoluzioni del Vespro nel 1282 e delle rivolte del 1848. Nominata capitale italiana dei giovani 2017, è stata inoltre capitale italiana della cultura per il 2018[12]. Fa parte della rete Eurocities delle più grandi città europee.

Indice

Geografia fisica


Territorio

Orografia

Lo stesso argomento in dettaglio: Conca d'Oro e Monti di Palermo.

Palermo sorge all'interno di una pianura di circa 100 km² (la Conca d'Oro) stretta tra il golfo e i monti calcarei, che prendono nome dalla città. Alcune conformazioni rocciose si spingono verso la costa creando una vera spaccatura fisica tra diversi quartieri.

Idrografia

L'idrografia della Conca d'Oro di Palermo è stata radicalmente modificata nel corso della storia. Il primo insediamento abitato venne costruito tra due fiumi, il Kemonia e il Papireto, non più visibili in superficie; sono evidenti le loro tracce nella toponomastica e nella conformazione delle vie. Il fiume Oreto (unico fiume a scorrere nel ventunesimo secolo tra le strade cittadine) si trovava ben oltre le mura cittadine.

Erano presenti anche molti torrenti stagionali, che contribuivano a creare zone paludose o comunque ricche di acqua come la zona San Lorenzo e l'area di Mondello. Sono presenti alle pendici del Monte Grifone delle gole chiamate valloni, quali il vallone di Croceverde e quello di Belmonte Chiavelli, che in caso di maltempo incanalano le discese alluvionali.

Clima

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, il clima di Palermo appartiene al gruppo denominato Csa: clima mediterraneo con la stagione estiva asciutta e calda e inverno tiepido e piovoso. Le stagioni intermedie hanno temperature molto gradevoli. L'estate è arida e calda, generalmente torrida, anche se frequentemente ventilata grazie alla presenza delle brezze marine.[13]

Non di rado il vento africano scirocco fa impennare la temperatura (picco storico di 45,6 °C registrati all'Osservatorio astronomico di Palermo), con tassi di umidità che scendono anche sotto il 15%; in inverno possono registrarsi massime superiori ai 20 °C (spiccano i picchi termici del febbraio 2010 e del novembre 2014, dove si sfiorarono i +30 °C per più giorni).

PALERMO BOCCADIFALCO[13] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 14,714,516,418,723,327,229,830,527,523,519,015,815,019,529,223,321,7
T. min. mediaC) 8,98,59,611,415,319,221,722,720,116,712,910,29,212,121,216,614,8
Precipitazioni (mm) 97,5109,978,265,136,217,96,731,865,3105,6117,5123,7331,1179,556,4288,4855,4
Giorni di pioggia 9,09,68,78,64,11,91,22,45,48,210,412,030,621,45,524,081,5
Umidità relativa media (%) 676562,560,561,059,057,058,061,064,065,067,066,361,358,063,362,3
Vento (direzione-m/s) S
6,2
S
6,3
S
5,9
W
5,6
NE
4,8
NE
4,5
NE
4,4
NE
4,5
NE
4,6
S
5,0
S
6,0
S
6,4
6,35,44,55,25,4

Il periodo più piovoso per la città è compreso fra ottobre e marzo. L'acme pluviometrica si ebbe durante l'alluvione del febbraio 1931 e ammontò a circa 395 mm in 39 ore[14]. In periodo autunnale improvvisi nubifragi possono abbattersi sulla città con anche 130 mm di pioggia in poche ore, come accadde il 16 settembre 2009[15], in cui si ebbero alluvioni nelle frazioni di Belmonte Chiavelli e Croceverde-Giardina.

Lo stesso argomento in dettaglio: Alluvione di Palermo del 15 luglio 2020.

I centri meteo d'informazione nazionale utilizzano i dati dell'aeroporto di Punta Raisi, per indicare la situazione di Palermo; ma l'aeroporto (diviso dalla città da alcuni rilievi) si trova a circa 22 km e registra di norma in inverno minime più alte e in estate massime più contenute.

Temperature minime negative ogni tanto sono registrate nelle zone periferiche pedemontane. Sono, invece, un fenomeno quasi sconosciuto in pieno centro cittadino, la zona più calda della città[16], in cui solo la stazione meteo dell'Osservatorio astronomico ha registrato minime negative durante le nevicate del febbraio 1895 ( -1.9 °C), dell'8 gennaio 1981 (-0,5 °C), e quelle del 30-31 gennaio e 1 febbraio 1999 (fino a -0,2 °C)[17]. Le altre stazioni hanno sempre registrato minime positive.

Le precipitazioni nevose sono rare ed effimere, in genere circoscritte alle zone pedemontane. Il maggiore evento nevoso dal dopoguerra fu quello dell'8 gennaio 1981.[18]

Storia


Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Palermo e Toponomastica di Palermo.

Origini del nome

La città di Palermo veniva chiamata Zyz (la "z" va pronunciata come "s" sonora) dai fenici (significa il fiore). Il nome attuale deriva dal Greco Panormos (παν-όρμος, tutto-porto), per la presenza dei due fiumi Kemonia e Papireto che creavano un enorme approdo naturale, e divenne Panormus con i Romani. Gli arabi pronunciavano il nome della città Balarm, dizione che venne parzialmente adottata nella forma ufficiale Balermus del periodo normanno. Palermo viene acquisito definitivamente in età moderna.

Età antica

La zona conserva resti di presenza umana sin dal paleolitico. Nelle grotte dell'Addaura ci sono alcune cavità abitate, che presentano tra gli altri ritrovamenti, incisioni e disegni databili tra l'epigravettiano finale e il mesolitico, raffiguranti figure antropomorfe e zoomorfe.

La città venne fondata dai Fenici tra il VII e il VI secolo a.C., probabilmente[20] con il nome di Zyz. Precedentemente l'area era stata un centro commerciale e logistico per la Sicilia nord-occidentale.

I Greci, stanziati nella Sicilia orientale e solo in minima parte in quella occidentale, si avvicinarono raramente a Palermo: nel 409 a.C. il generale siracusano Ermocrate effettuò un'incursione durante la quale il territorio venne saccheggiato e 500 dei suoi abitanti vennero uccisi davanti alle mura, le quali, però, non vennero attaccate.[21] Nel 397 a.C. il tiranno di Siracusa Dionisio I, durante la guerra contro l'isola di Mozia colonia cartaginese, attaccò e saccheggiò Palermo, rimasta fedele a Cartagine[22]. Infine, secondo Polibio, Pirro, in guerra contro Cartagine, conquistò Palermo, principale roccaforte punica in Sicilia dopo la distruzione di Mozia[23].

Nel 254 a.C. città venne conquistata dai Romani che riuscirono a sottrarla ai Cartaginesi di Amilcare Barca, costretti a rifugiarsi alle falde del monte Pellegrino durante la prima guerra punica, nella battaglia di Palermo. I tentativi di riconquista dei Cartaginesi risultarono vani e la città divenne una conquista romana col nome di Panormus. Sotto il governo di Roma Palermo continuò a ricoprire il ruolo di porto strategico nel Mediterraneo, vivendo un periodo di tranquillità e agiatezza, tanto che la città crebbe e si dotò di splendidi edifici per spettacoli noti da epigrafi e testi antichi e in parte ancora individuabili[24]. Palermo fu città romana fino a quando le invasioni barbariche causarono il saccheggio e la devastazione della città.

Età medievale

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, nel 535 la Sicilia fu in gran parte devastata con l'arrivo dei Vandali nell'occidente dell'isola. La ricostruzione di Palermo avvenne grazie ai Bizantini, che tennero Palermo per tre secoli.

Con la conquista della città, comandata da Belisario, la Sicilia divenne una provincia periferica dell'Impero d'Oriente.

Nel IX secolo i musulmani dal Nordafrica invasero la Sicilia: la conquista, fu iniziata nell'827 e Palermo fu presa nell'831. I governatori musulmani spostarono la capitale della Sicilia da Siracusa a Palermo e la città fu dotata di tutte le strutture burocratiche e dei servizi necessari a una capitale. Gli arabi introdussero i primi agrumeti, formando la Conca d'Oro e aprendo così una nuova possibilità di sviluppo economico. Nel 948 in città si registravano oltre duecentomila abitanti, figurando tra le città più popolose del mondo[25].

La potenza musulmana presto fu corrosa dalle lotte interne (cristiani-musulmani) per l'indipendenza, che aprirono la via ai normanni. Nel 1071/1072, dopo quattro anni d'assedio, Ruggero I d'Altavilla, primo conte normanno, espugnò Palermo senza allontanare i cittadini musulmani[26], ma gli abitanti calarono drasticamente (60.000[27]), per scendere infine a 51.000 nel 1330[28].

«Palermo la bella e immensa città; il massimo e splendido soggiorno; la più vasta ed eccelsa metropoli del mondo.»

(Idrisi, geografo berbero[29])

Nel 1098 i Normanni entrarono in possesso della città e del resto dell'isola: la capitale, prima della Gran Contea di Sicilia, poi del Regno di Sicilia, restò a Palermo. L'arrivo dei Normanni a Palermo portò alla costruzione di un numero considerevole di edifici religiosi e la città raggiunse il massimo splendore sotto il governo di Ruggero II. Dopo il regno normanno in Sicilia salirono sul trono gli Svevi (dal 1194 al 1266), che fecero di Palermo un centro amministrativo imperiale. Alla morte di Federico II (1250), Palermo e la Sicilia persero ufficialmente ruolo nel Mediterraneo. Il potere si spostò a Napoli, con Carlo d'Angiò[30] e gli Angioini (dal 1266 al 1282). Proprio a Palermo nel 1282 ebbe inizio la guerra del Vespro contro i francesi. Al termine della guerra, la corona della Sicilia venne offerta al ramo cadetto degli aragonesi, e Palermo ne divenne la capitale. L'isola perderà l'indipendenza nel XV secolo per diventare vicereame iberico.

Età moderna

La dominazione del Regno di Spagna, che pose a Palermo la sede del Viceré, ponendo un confine politico, culturale e religioso contro il mondo islamico, portò come conseguenza l'isolamento e l'impoverimento della Sicilia. L'agricoltura dell'isola fu spinta verso la coltivazione del grano duro, necessario alla flotta spagnola per il sostentamento degli equipaggi, e, quindi, oltre a produrre meno reddito, generava carestie da eccesso di esportazione. Scoppiarono molte rivolte, che, però, avevano più come bersaglio l'organismo, incaricato della ripartizione e raccolta di imposte e tasse e composto di nobili siciliani, che il re di Spagna. I due secoli di dominio spagnolo a Palermo terminarono nel 1713 con il Trattato di Utrecht, che segnò la fine della guerra di successione spagnola.

Nel 1734 la città divenne dominio dei Borboni, che mantennero il Regno di Sicilia e di Napoli separati. Nel 1816 i regni vennero riuniti nel Regno delle Due Sicilie: Palermo perse lo status di capitale, divenendo secondo centro amministrativo dopo Napoli. Tuttavia Palermo continuò a possedere il titolo di capitale della parte isolana del regno[31].

Età contemporanea

La primavera dei popoli, conosciuta anche come rivoluzione del 1848, o moti del 1848[32], cominciò proprio a Palermo il 12 gennaio di quell'anno e rappresentò la prima miccia dell'esplosione europea. L'insurrezione siciliana costrinse i Borbone a concedere il ritorno nell'Isola alla costituzione del 1812. Seguì una rivoluzione a Napoli, il 27, che costrinse, due giorni dopo, Ferdinando II a promettere una Costituzione, promulgata l'11 febbraio[33].

Nel 1860, dopo che a Palermo si era verificata la rivolta della Gancia, avvenne lo sbarco dei garibaldini a Marsala, che raggiunsero Palermo il 27 maggio, entrando in città dalla porta Termini. In tale occasione il Re Borbone Francesco II si rifiutò di far cannoneggiare i garibaldini dalle artiglierie del Castello a Mare, per non causare vittime tra i civili; analoghi scrupoli non avrebbero avuto i Savoia durante le rivolte per fame della popolazione. Tra il 1860 e il 1866 la città fu soggetta a varie lotte e rivolte contro il nuovo Regno d'Italia da parte di ex garibaldini delusi, reduci dell'esercito meridionale, partigiani borbonici e repubblicani e soprattutto popolazione ridotta alla fame, la più importante delle quali fu la rivolta del sette e mezzo, con il conseguente bombardamento operato dalla flotta, che distrusse non poche strutture architettoniche. Tuttavia la politica fiscale del governo sabaudo non mutò, sino a portare al regicidio di Umberto I.

Nel primo ventennio del XX secolo Palermo attraversò un'epoca florida, con un breve ma intenso periodo cosiddetto liberty, caratterizzato in realtà prevalentemente da architetture di gusto eclettico. Protagonisti di questa stagione furono i Florio, una famiglia di tradizione industriale che rese protagonista la città in ambito internazionale nella cosiddetta Belle Époque. Non interessata dal primo conflitto mondiale, Palermo subì notevoli distruzioni a causa dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, fino a essere occupata nel luglio 1943 dalle truppe alleate del generale statunitense George Smith Patton[34].

Il secondo Novecento è stato caratterizzato dalla concessione dello status di Regione a Statuto speciale alla Sicilia, che ha trasformato Palermo in una sorta di capitale dell'isola, essendone diventata il centro della decisione politica e, quindi, di spesa. Si ebbe anche lo sviluppo del fenomeno della mafia detta Cosa nostra , che portò al così detto "sacco di Palermo", lo scempio edilizio che causò l'abbattimento delle ville Liberty di via Libertà e via Notarbartolo, ormai visibili solo nelle fotografie dei libri di storia dell'arte. Nella lotta contro la mafia furono colpiti, tra gli altri, esponenti delle forze dell'ordine come: le sette vittime della Strage di Ciaculli, Gaetano Cappiello, Filadelfio Aparo, Boris Giuliano, Calogero Di Bona, Vito Ievolella, Calogero Zucchetto, Giuseppe Bommarito e Ninni Cassarà, Natale Mondo, il capitano dei Carabinieri Mario D'Aleo, il prefetto di Palermo generale Carlo Alberto dalla Chiesa, il presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, l’Onorevole Pio La Torre, i magistrati Pietro Scaglione, Cesare Terranova, Gaetano Costa, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il medico legale Paolo Giaccone, il parroco del quartiere di Brancaccio, don Pino Puglisi, i funzionari regionali Giovanni Bonsignore e Filippo Basile, l’imprenditore Libero Grassi e giornalisti come Mauro De Mauro e Mario Francese. Tuttavia il fenomeno dei delitti eccellenti ha inizio ben prima con l'uccisione di Emanuele Notarbartolo, presidente del Banco di Sicilia, di cui fu accusato come mandante, ma prosciolto, il deputato Nunzio Nasi.

Nel novembre 2015 Palermo è entrata a far parte del programma Safer Cities lanciato nel 1996 dall'Agenzia UN-Habitat delle Nazioni Unite, assumendone la co-presidenza mondiale, con il sindaco Leoluca Orlando responsabile per l'Europa e l'Africa.[35][36][37][38] La Carta di Palermo è il documento sottoscritto nel marzo 2015 da giuristi, attivisti dei diritti umani, amministratori pubblici e organizzazioni non governative per sollecitare la comunità mondiale a una revisione della legislazione sul permesso di soggiorno e delle politiche legate ai fenomeni migratori, sostenendo la mobilità umana internazionale come diritto inalienabile della persona.[39][40]

Il bilancio storico della Palermo italiana dalla unità di Italia ai giorni di oggi in conclusione deve essere considerato fallimentare: era la seconda città italiana, preceduta solo da Napoli, adesso è ritornata a essere quinta, dopo essere stata a lungo sesta, perché Genova è più in crisi di lei.

Simboli


Lo Stemma del comune di Palermo è descritto dallo statuto comunale:

«di rosso all'aquila romana d'oro ad ali aperte, tenente con gli artigli una fascia carica delle iniziali S.P.Q.P»

L'origine dello stemma non è certa, alcune fonti lo fanno risalire a una concessione del 1154 di re Guglielmo I di Sicilia mentre altre all'epoca romana.

Il gonfalone del comune di Palermo è un drappo di colore rosso, frangiato d'oro caricato dell'aquila romana d'oro ad ali spiegate, tenente con gli artigli una fascia carica delle iniziali S.P.Q.P.[41].

Un altro simbolo della città è il Genio di Palermo, antico nume tutelare del luogo.

Simboli della cultura araba palermitana sono le cupole rosse della Chiesa di San Giovanni degli Eremiti e di San Cataldo, nonché quelle della periferica San Giovanni dei Lebbrosi[42].

Onorificenze


La città di Palermo è la sesta tra le ventisette città decorate di medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale"[43] per le azioni compiute dalla città nel periodo del Risorgimento[44][45]:

Medaglia d'oro alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«Per commemorare le azioni eroiche della cittadinanza palermitana nei gloriosi fatti del 1848, che iniziarono il risorgimento nazionale e la conquista dell'unità. Nel 1848, un anno dopo il fallimento della sollevazione di Messina, Palermo divenne la guida del movimento rivoluzionario antiborbonico. Insorti il 12 gennaio, sotto la guida di R. Pilo e G. La Masa, i palermitani sconfissero in più riprese le truppe regolari e costituirono un governo provvisorio siciliano (2 febbraio), che fu l'ultimo a cadere, sotto i colpi del generale Carlo Filangieri, il 15 maggio 1849»
— 22 maggio 1898
Medaglia d'oro al valor militare
«Fedele alla sua tradizione plurisecolare di patriottismo e di valore, riaffermatasi nelle gloriose gesta del 1848 e nei fasti del Risorgimento italiano, sorretta da incrollabile fede nei destini della Patria, resistette impavida, per oltre tre anni, in condizioni drammatiche, spesso disperate, al succedersi pervicace e spietato di massicci bombardamenti aerei nemici, tendenti ad abbattere il morale e la tenace resistenza della popolazione civile. L'inesorabile azione aerea nemica si abbatté sempre più violenta e indiscriminata su edifici, impianti pubblici, tempi, causando perdite gravissime tra la popolazione e danni incalcolabili. Oltre tremila morti, circa trentamila mutilati e feriti, in gran parte vecchi, donne e bambini, e la perdita di ingente patrimonio culturale, artistico e religioso, segnarono il calvario dell'olocausto glorioso. 10 giugno 1940 - 8 settembre 1943»
— 5 marzo 1964
Gran Croce dell'Ordine del Principe Danilo I (Casata Petrović-Njegoš)
— 22 giugno 2007

Monumenti e luoghi d'interesse


Lo stesso argomento in dettaglio: Monumenti di Palermo.
 Bene protetto dall'UNESCO
Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale
 Patrimonio dell'umanità
Tipoarchitettonico
CriterioC (ii)(iv)
Pericolono
Riconosciuto dal2015
Scheda UNESCO(EN) Arab-Norman Palermo and the Cathedral Churches of Cefalú and Monreale
(FR) Scheda

Il maggior numero di monumenti della città è dislocato all'interno del centro storico; altri sono distribuiti in tutto il territorio palermitano: ville storiche, torri d'avvistamento, tonnare, graffiti rupestri, antiche chiese o palazzi nobiliari.

Gli innumerevoli monumenti, dalla notevole valenza storico-artistica, "raccontano" i diversi periodi che hanno contraddistinto la storia della città.

Siti protetti dall'UNESCO

Le residenze arabo-normanne, la cattedrale e altre chiese, insieme al duomo di Monreale e a quello di Cefalù, sono state inserite nella lista dei patrimoni dell'umanità dall'Unesco il 3 luglio del 2015 nel sito seriale "Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale".

I sette complessi monumentali palermitani che hanno tale riconoscimento sono[46]:

La Regione ha chiesto che il sito possa ampliarsi, includendo il Castello a Mare, la Cuba, la Cubula, il Castello di Maredolce con il Parco della Favara, la Chiesa di Santa Maria Maddalena e la Chiesa della Magione.[47]

Altri complessi architettonici con caratteristiche e tracce arabo normanne non rientrano formalmente nel sito seriale UNESCO, non rispondendo interamente ai suoi criteri: la Cuba Soprana, inglobata dalla settecentesca Villa di Napoli, la Cappella di S.Maria l’Incoronata, San Giovanni dei Lebbrosi, la Chiesa dei Vespri, la Chiesa di Santa Cristina la Vetere, il Palazzo dell'Uscibene, i Qanat e i Bagni di Cefalà Diana.[47]

Monumenti nazionali

Quattro beni monumentali sono riconosciuti e tutelati come monumenti nazionali:

«A Palermo, più che altrove in Sicilia, le epoche storiche rivelate dai differenti stili architettonici si sovrappongono. Il centro testimonia di un tempo più vicino, quando la città con i suoi teatri, le sue piazze, i suoi palazzi barocchi e suoi trionfali accessi al mare, contendeva a Napoli il primato urbano del Regno delle due Sicilie. Ricordi di un tempo ben più remoto cela invece il Monte Pellegrino: a poca distanza dai grattacieli, in caverne abitate dall'uomo preistorico, sono venuti alla luce graffiti rupresti di arcaica bellezza.»

(Leonardo Sciascia[48])

Architetture religiose

Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Palermo.

All'interno del Palazzo dei Normanni si trova la sontuosa Cappella Palatina, fatta costruire da Ruggero II dopo l'incoronazione avvenuta nel 1130. Definita da Guy de Maupassant «la più bella chiesa del mondo, il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano»[49], essa rappresenta una straordinaria sintesi di forme architettoniche latine, mosaici bizantini e muqarnas islamiche considerate tra le massime espressioni dell'arte fatimida. Non lontano è ubicata la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, che con le sue caratteristiche cupole rosse (cromaticamente inventate nel XIX secolo) è diventata uno dei simboli della città. Vanno inoltre ricordate la chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi e la chiesa della Martorana, sita in piazza Bellini, dalla ricchissima decorazione a mosaico del più puro stile bizantino, vicino alla quale si trova la chiesa di San Cataldo del 1160, dalla facciata tripartita sormontata da grosse cupole realizzate su tamburo, con all'interno un interessantissimo pavimento musivo.

Costruita tra il 1130 e il 1170, la basilica La Magione, conosciuta anche come chiesa della Santissima Trinità, presenta una pianta a forma basilicale a tre navate, sorrette da colonne; mentre internamente la costruzione si presenta molto squadrata e movimentata da una serie di archi ogivali, tipici dell'architettura normanna, che girano intorno alla chiesa. Dello stesso periodo è la chiesa del Santo Spirito (all'interno del cimitero di Sant'Orsola), dove motivi ornamentali in stile normanno s'inseriscono in una sobria architettura, articolata da archetti ogivali e portali d'ingresso. Eretta nel 1187 , la chiesa di Santa Maria Maddalena si trova inglobata all'interno dell'ampio cortile del comando della Legione Carabinieri Sicilia.

Presso la Loggia dell'Incoronazione, da dove i sovrani di Sicilia si mostravano per la prima volta al popolo, si trova la chiesa di Santa Cristina la Vetere. L'edificio fu costruito intorno al 1171 come mausoleo per le spoglie di santa Cristina, compatrona di Palermo, lungo il vicolo dei Pellegrini, un breve tratto della via Francigena.

Sul Càssaro, oggi Corso Vittorio Emanuele II, si affaccia lo splendido complesso della cattedrale, eretta nel 1185 su un'area pianeggiante precedentemente occupata da una moschea araba. La sorprendente commistione artistica, presente nell'edificio, sembra ripercorrere l'intera storia cittadina e dei popoli, che l'hanno guidata, mettendo in bella mostra un portale laterale e delle torrette campanarie in stile gotico trecentesco, una facciata principale quattrocentesca, un'abside con decorazioni arabo-normanne, una cupola e cupolette laterali tardo barocche e numerosi inserzioni neogotiche dei primi anni del XIX secolo tra cui le parti basse del prospetto meridionale (oltre al nuovo transetto) e il gruppo di campanili sul Palazzo Arcivescovile di Emmanuele Palazzotto. Per restaurare e rimodernare la basilica, l'interno venne ricostruito in stile neoclassico alla fine del XVIII secolo. Vi sono conservati i sarcofagi di Federico II, Ruggero II, Arrigo VI, Costanza d'Altavilla e Costanza d'Aragona, oltre alla corona d'oro di Costanza di Sicilia, preziosi ornamenti e gioielli reali esposti nel tesoro della Cattedrale[50]. La torre più imponente della cattedrale, ospita 8 campane ambrosiane (il campanone chiude le distese complete e i concerti solenni).

Nell'arco del XIII secolo, in maniera particolare durante la dominazione angioina, in città si sviluppò lo stile architettonico del gotico, di cui sono esempi: la chiesa di San Francesco d'Assisi, soggetta a continue trasformazioni e rifacimenti con sovrapposizioni di linguaggi artistici diversi, tanto che in età barocca l'edificio, al suo interno, venne ricoperto da stucchi e affreschi da Pietro Novelli e nel 1723 Giacomo Serpotta adornò i pilastri con le statue delle Virtù; la chiesa di Sant'Agostino, edificata nel 1275, di cui, originale, rimane solamente la facciata, mentre l'interno fu rifatto verso la fine del XVII secolo, aggiungendovi dal 1711 stucchi di Giacomo Serpotta.

Appartengono al periodo compreso tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo la chiesa della Gancia, la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, la chiesa di Santa Maria dello Spasimo, dove era conservato lo Spasimo di Sicilia, la chiesa di San Francesco di Paola, la chiesa di Santa Maria della Catena, dal caratteristico portico gotico-catalano, e la chiesa di Santa Maria la Nova, dalla facciata preceduta da un portico a tre arcate catalane, nota per i riti antichi della passione di Gesù nel Venerdì santo. Della stessa epoca anche la chiesa di Santa Maria del Piliere o degli Angelini e la chiesa di Sant'Agata alla Guilla e quella di Santa Maria di Portosalvo. Più tarde, ma sempre del XVI secolo, le chiese di Sant'Eulalia dei Catalani e di San Giorgio dei Genovesi.

Numerose chiese della città risalgono al periodo barocco. Ne ricordiamo alcune: la chiesa del Santissimo Salvatore, situata lungo corso Vittorio Emanuele; la chiesa Convento dei Carmelitani Scalzi, in piazza Indipendenza; la Chiesa di chiesa di Santa Caterina, sita in piazza Bellini; la chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella, a pochi passi dal Teatro Massimo; la chiesa di Sant'Anna la Misericordia, sita nell'area dell'antico mercato dei Lattarini; la chiesa di San Matteo al Cassaro, che conserva le spoglie di Giacomo Serpotta e Vito D'Anna; la chiesa dell'Immacolata Concezione al Capo, con un interno straordinariamente ricco di decorazione marmorea policroma; la chiesa di San Giuseppe dei Teatini, di cui una delle facciate costituisce uno dei quattro prospetti architettonici dell'Ottagono del Sole; la chiesa del Gesù o Casa Professa, rivestita al suo interno da bassorilievi marmorei posti sulla tribuna e Putti, tutti su modelli di Giacomo Serpotta, esperto in "barocco sacro".

La chiesa di Santa Teresa, nel quartiere della Kalsa, fronteggia il Foro Italico ed è visibile dal mare, oltre alla Porta dei Greci. La chiesa di San Domenico, con il caratteristico fronte formato da un telaio di colonne, di dimensioni maggiori di quelle della Cattedrale stessa, maestosa e dalla facciata sgargiante domina l'omonima piazza, con al centro la colonna dell'Immacolata, creando così una grande sintonia tra piazza e facciata della chiesa. Dalla metà del XIX secolo la chiesa è adibita a Pantheon dei siciliani illustri. Vi sono allocate lapidi, tombe, cenotafi e targhe che commemorano il ricordo di numerose personalità, tra cui Giovanni Falcone, Francesco Crispi, Camillo Finocchiaro Aprile, Vincenzo Florio, Giuseppe Pitré, Giovanni Meli, Rosario Gregorio, Stanislao Cannizzaro, Michele Amari e molti altri.

La seicentesca chiesa del Carmine Maggiore, nello storico quartiere Albergheria, è una basilica a croce latina con tre navate, sorretta da 12 colonne in pietra di Billiemi con capitelli dorici, e una splendida cupola, costruita nel 1680, ricca di elementi scultorei e completamente rivestita nella parte esterna da maioliche smaltate con colori, che richiamano lo stile arabo, unica nel suo genere non solo a Palermo, ma in tutta la Sicilia.

La settecentesca chiesa della Madonna del Monte Oliveto, detta Badia Nuova, fu progettata da Mariano Smiriglio, affrescata da Pietro Novelli, Gioacchino Martorana e Giuseppe Patania, e arricchita da splendidi stucchi di Giacomo e Giuseppe Serpotta.

Una menzione a parte merita la chiesa di Santa Maria dello Spasimo, costruita a partire dal 1509: è un suggestivo teatro all'aperto e vi si allestiscono spesso mostre ed eventi. Ospita inoltre gli uffici della Fondazione The Brass Group, il Museo del jazz, la Scuola Popolare di Musica, il Ridotto, denominato anche Blue Brass e la Scuola Europea d'Orchestra Jazz.

La chiesa di Sant'Antonio Abate è sita in via Roma a fianco della scalinata, che conduce alla Vucciria. L'edificio, originariamente del 1220, è stato oggetto nei secoli di rimaneggiamenti e aggiunte e nel XIX secolo ha assunto la attuale fisionomia neogotica.

Un particolare interesse ha il santuario di Santa Rosalia sito sul Monte Pellegrino, costruito nel 1626 sul presunto luogo di ritrovamento del corpo di Santa Rosalia, patrona principale della città.

Architetture civili

Di particolare interesse sono i Qanat, imponente opera di ingegneria idraulica costruita nel sottosuolo della città a cavallo tra la dominazione araba e il periodo normanno.[51][52] Tre canali sono percorribili e vengono organizzate visite guidate da parte di speleologi. A questo periodo risalgono anche diversi palazzi appartenuti ai sovrani normanni e utilizzati come residenze di villeggiature, spesse immerse nel verde. Fra questi ricordiamo il Palazzo dei Normanni, la più antica residenza reale d'Europa, dimora dei sovrani del Regno di Sicilia e sede imperiale di Federico II e Corrado IV, oggi sede dell'Assemblea Regionale Siciliana; il Palazzo della Zisa e il suo sistema di fontane; il Palazzo della Cuba, dallo stile austero e severo; il castello di Maredolce, antico sollazzo arabo circondato dalle acque dell'omonimo lago e sito all'interno del Parco della Favara; il Castello dell'Uscibene, luogo di sollazzo estivo della curia situato nella parte ovest della città. Agli edifici arabo-bizantino-normanni va affiancato il Ponte dell'Ammiraglio, del 1131, a dodici archi, eccezionale eredità della stessa epoca e dello stesso stile.

Durante il dominio aragonese, la città si arricchisce di pregevoli palazzi nobiliari e chiese caratterizzati da un tipico gotico proveniente dal Regno di Aragona e dalla contea di Catalogna (il gotico catalano). Il Palazzo Sclafani,del 1330, fu costruito in prossimità del Palazzo Reale dal conte di Adernò (Adrano) Matteo Sclafani. Coevo è Palazzo Chiaramonte detto Steri, in piazza Marina, già sede e carcere dell'inquisizione e attualmente sede del rettorato palermitano. Il Palazzo Conte Federico, ubicato tra la Via dei Biscottari e la Piazza Conte Federico, dentro le primitive mura della città punica, è uno dei più antichi edifici di Palermo. La sua torre arabo-normanna, denominata Torre di Scrigno, è infatti datata al XII secolo.

Della stessa epoca palazzo Speciale-Raffadali, della fine del XVI secolo e in parte trasformato nel XVIII secolo. Del 1473 palazzo Termine, poi Marassi e quindi Alliata di Pietratagliata, mentre risale al 1490 la costruzione del Palazzo Ajutamicristo, noto soprattutto per gli sfarzosi interni. Nel 1495 venne edificato il Palazzo Abatellis, progettato da Matteo Carnilivari in stile catalano: ospita la Galleria Regionale d'arte Moderna e Medievale. Pure tardo quattrocentesco è Palazzo Bonet, sede della GAM di Palermo.

Tra i numerosi edifici cinquecenteschi vanno menzionati: il Palazzo Alliata di Villafranca, che presenta stili che vanno dal tardo gotico al rococò sino ad arrivare al neoclassicismo e al neogotico, ed è situato nella scenografica Piazza Bologni; il Palazzo Scavuzzo, sito in Piazza Rivoluzione; il Palazzo Castrone-Santa Ninfa, a pochi passi dal piano della Cattedrale; il Palazzo Branciforte, in via Bara dell'Olivella; il Palazzo Bordonaro, il nucleo originario di Palazzo Bonocore, poi modificato come si vede nella prima metà del XIX secolo, tra gli edifici che fanno da cornice a Piazza Pretoria.

Nel 1583 fu eretta la Porta Nuova, sul modello di uno degli archi trionfali effimeri, eretti in città al passaggio dell'imperatore Carlo V. La versione esistente risale al 1669 ed è caratterizzata da una copertura a piramide ricoperta di maioliche colorate. Collegata al Palazzo dei Normanni, e, quindi, alle antiche mura cittadine, è il fondale monumentale del Cassaro o via Toledo. Tra le tante testimonianze della Palermo barocca, va inoltre ricordato Palazzo Asmundo.

Palazzo Mirto, di proprietà per quattro secoli dei Filangieri, e poi dei Lanza Filangieri Principi di Mirto, è ubicato alla Kalsa. La costruzione dell'edificio si colloca tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, ma con parti risalenti al XIII secolo. L'interno è arredato con magnificenza, con opere d'arte che vanno dal XVII al XIX secolo. Del Seicento è anche il Loggiato San Bartolomeo, adiacente a Porta Felice.

Situato nei pressi della Galleria d'arte moderna Sant'Anna, il Palazzo Valguarnera-Gangi è stato ristrutturato nel XVIII secolo. Palazzo Airoldi, già Drago, venne anch'esso edificato nel XVIII secolo, per poi essere restaurato nel 1872, su progetto di Giovan Battista Filippo Basile. Di grande interesse al suo interno è l'affresco realizzato da Olivio Sozzi, raffigurante Il Giudizio Universale.

Palazzo Isnello presenta una facciata post-barocca del 1750 che precorre il neoclassicismo. Al suo interno si trova l'Apoteosi di Palermo, di Vito D'Anna, capolavoro della pittura rococò siciliana nonché una delle otto rappresentazioni iconiche del Genio di Palermo.

Palazzo Comitini, sito in via Maqueda e già sede della Provincia Regionale di Palermo, presenta interni ricchi di stucchi, soffitti affrescati e opere d'arte, tra cui due tele di Renato Guttuso.

Il Palazzo Valguarnera-Gangi, noto per essere stato scelto dal regista Luchino Visconti come set di una delle più affascinanti scene della celebre pellicola Il Gattopardo: la scena della festa e del ballo, è una delle più importanti dimore nobiliari della Sicilia per il suo alto e inestimabile valore artistico. Di origine probabilmente cinquecentesca, l'aspetto del palazzo è il risultato di un'importante opera di ristrutturazione, voluta nella seconda metà del Settecento dal principe Pietro Valguarnera, sposo della nipote Marianna, proprietaria della dimora.

Settecentesco è anche il Palazzo Natoli, situato sulla Salita del Santissimo Salvatore, che appartenne alla famiglia Natoli.

Nel 1778 il Palazzo Sambuca assume la struttura attuale, data dall'unificazione della casa della famiglia Bologna con quella dei Saladino e con la Torre Maniace.

Palazzo Butera, affacciato sul Foro Italico, sebbene abbia un impianto databile alla seconda metà del XVII secolo, presenta una configurazione architettonica di epoca settecentesca.

Completato nel 1784, Palazzo Riso, è un esempio del passaggio dallo stile tardo Barocco siciliano al Neoclassicismo per opera di Giuseppe Venanzio Marvuglia, come lo era l'adiacente Palazzo Ventimiglia di Geraci, distrutto dopo i bombardamenti del 1943.

Sia per la "moda della villeggiatura", ma anche per l'aumento della pressione fiscale intra moenia e per la volontà dei nobili di tenere sotto controllo la produzione dei loro fondi agricoli, nel XVIII secolo la zona limitrofa della città muta considerevolmente per il sorgere di numerose ville neoclassiche.

Tra esse vanno ricordate: la maestosa Villa Belmonte all'Acquasanta, realizzata da Giuseppe Venanzio Marvuglia in stile neoclassico in ogni suo aspetto, dalle volumetrie alle decorazioni, ed impreziosita da un tempietto circolare composto da dodici colonne corinzie; nonché Villa Niscemi, Villa Malfitano Whitaker, Villa Trabia, Villa Camastra, Villa Boscogrande, Villa Lampedusa, Villa Raffo.

Pure interessante e della stessa epoca Palazzo Torremuzza.

Neoclassici sono i due Palchetti della Musica: il primo del 1844, sito nella spianata del Foro Italico, progettato per ospitare i concertini domenicali da Domenico Lo Faso Pietrasanta e da Carlo Giachery; il secondo, del 1875, sito in Piazza Castelnuovo, voluto dalla famiglia Ingham.

Tra la fine del Settecento e il 1814 nasce il Palazzo d'Orléans, oggi sede della Presidenza della Regione Sicilia. Edificato in stile neogotico alla metà del XIX secolo è il Palazzo Forcella De Seta. Palazzo Campofranco, progettato nella prima metà del XIX secolo e ispirato al quattrocentesco Palazzo Abatellis, è un interessante esempio di architettura neogotica in Italia di Emmanuele Palazzotto.

Da menzionare inoltre il Palazzo delle Finanze con il suo pronao dorico-siculo di Emmanuele Palazzotto, Villa Belmonte alla Noce, con i suoi affreschi monocromi, Villa Gravina di Palagonia, caratterizzata dalle quattro splendide cariatidi sulla facciata, e Villa Airoldi. Particolarmente originale è la Palazzina Cinese di Giuseppe Venanzio Marvuglia, dimora di villeggiatura di Ferdinando IV, all'interno della tenuta di caccia del "Real parco della favorita", che unisce i canoni dell'architettura neoclassica con l'eclettismo del tempo di ispirazione orientale, così come anche per la Camera delle meraviglie.

Nel 1885 iniziò la realizzazione di una nuova arteria, Via Roma, che collegasse la stazione ferroviaria con la zona portuale, per cui vennero demoliti numerosi edifici. All'inizio del XX secolo, la città comincia a estendersi fuori le mura verso nord, soprattutto lungo una nuova strada chiamata via Libertà. In questo quartiere vengono costruite numerose ville e palazzi in stile eclettico e liberty, da parte di molti architetti, tra i quali Giovan Battista Palazzotto, Francesco Paolo Palazzotto, Ernesto Basile, dei suoi allievi e di tanti altri professionisti. La città mostra nuovi fermenti in più settori, quali l'economico, l'industriale, il culturale, l'artistico, l'architettonico, ecc., grazie anche all'intraprendenza di più famiglie, come i Florio, i Whitaker, i Sandron, i Ducrot, i Basile, i Rutelli, gli Utveggio, e altre. Si rinnova, dotandosi di nuovi ospedali, teatri, come il celebre Teatro Massimo, il Politeama Garibaldi, il Teatro Biondo e altri edifici pubblici. Il crollo economico della famiglia Florio, segnerà la fine di quest'epoca.

Paradigmatico di ciò è il destino di Villa Igiea (inizialmente concepita come villa privata della famiglia Florio, poi divenuto albergo), costruita alla fine del XIX secolo su progetto dell'architetto Ernesto Basile, che ha concepito sia l'architettura, sia le decorazioni, sia il mobilio dell'edificio in puro stile Liberty.

Fra i molti villini liberty vanno ricordati il Villino Florio, che con il suo stile eclettico rappresenta un magnifico esempio dell'Art Nouveau, messa in luce da Ernesto Basile, e il Villino Favaloro, progettato dal padre Giovan Battista Filippo Basile. La maggior parte delle altre ville verranno demolite, per far posto ad alti edifici di nuova costruzione; rimarranno, fantasmi di quel periodo di effervescenza, le residenze borghesi nella borgata di Mondello, che diventerà in breve tempo la spiaggia preferita dei palermitani. L'esempio più significativo di liberty a Mondello è lo stabilimento balneare, realizzato nel 1912 dalla società italo-belga, costruito sull'acqua dalla nota impresa di costruzioni d'epoca della famiglia di architetti e imprenditori Rutelli.

Altri esempi architettonici particolarmente rilevanti sono il Chiosco Ribaudo in piazza Castelnuovo, i Chioschi Ribaudo in piazza Verdi, il Kursaal Biondo e Palazzo Dato.

Palazzo Moncada di Paternò, edificato nel 1909, presenta uno stile architettonico eclettico, caratteristico di inizio XX secolo, con un prospetto che, però, rimanda all'architettura settecentesca.

Durante l'epoca fascista l'architettura ufficiale, finalizzata all'esaltazione del regime vigente, assume connotati dall'aspetto maestoso, che si ispirano alla romanità e alla cultura latina, tipici del Neoclassicismo, spesso mescolati all'ondata della nuova corrente del Futurismo. Vengono costruiti importanti edifici pubblici quali: il Palazzo di Giustizia (progettato nel 1938 ma ultimato nel 1957 dagli architetti Gaetano ed Ernesto Rapisardi in puro stile razionalista italiano); il Palazzo delle Poste in via Roma e la casa del fascio, oggi Caserma dei Vigili del Fuoco, primi esempi di edifici in cemento armato in città. Degni di nota sono pure l'Ingresso monumentale di via Roma, la Sede del Banco di Sicilia in via Roma e la Casa del Mutilato. Viene pure edificato un quartiere di case popolari, il Littorio, in Via Libertà, con la tecnica dei muri portanti in mattoni di laterizi, estranei all'uso locale, che è rimasto il più razionale esempio di edilizia popolare in città.

Durante gli anni successivi alla seconda guerra mondiale si è avuto l'abbandono da parte dei cittadini del centro urbano originario (il centro storico ormai è abitato solo da circa ventimila persone) e l'emigrazione verso le periferie, soprattutto verso nord nella "piana dei Colli". L'immigrazione dalla provincia ha determinato un boom della popolazione e, quindi, edilizio senza precedenti, creando ex novo nuovi quartieri residenziali, composti principalmente da palazzi in cemento armato. In questa fase in città hanno lavorato importantissimi architetti come: Vittorio Gregotti, il gruppo BBPR, Italo Rota, Gae Aulenti, Manfredi Nicoletti, Carlo Scarpa, Giuseppe Samonà, Carlo Broggi, Gabor Acs e Ludovico Quaroni.

Gli edifici più alti della città sono il Grattacielo Ina Assitalia (65 metri) nel centro della città in piazzale Ungheria; Torre Resuttana I (63 metri); Torre Resuttana II (60 metri) e Torre Sperlinga (59 metri).

Degni di menzione negativa sono gli edifici, progettati da Vittorio Gregotti per il quartiere Zen, costituenti un vero e proprio ghetto; migliori quelli costruiti nel 1969 per il Dipartimento di Scienze dell'Università, i cui corpi si presentano come parallelepipedi scuri e monolitici, quasi privi di aperture esterne (ma funzionali e luminosi grazie a cortili interni ricchi di vegetazione) accostati da un sistema di canali e vasche d'acqua.

Altri edifici di interesse sono: il palazzo della sede dell'Enel del 1961, concepito da Giuseppe Samonà secondo i canoni del Brutalismo; Palazzo Amoroso in piazzetta Santo Spirito e la sede della Banca Commerciale Italiana (oggi Intesa Sanpaolo) in via Mariano Stabile, entrambe opere del celebre gruppo BBPR; la piscina olimpionica comunale, costruita tra il 1963 e 1970 su progetto dell'architetto Gianni Pirrone; la sede regionale della Rai, edificata nel 1980 in viale Strasburgo e i postmoderni nuovi edifici del tribunale, progettati nel 1981, siti proprio dietro il Palazzo di Giustizia.

Architetture militari

Mura e porte di Palermo

Lo stesso argomento in dettaglio: Mura di Palermo.

Le prime mura furono costruite nel periodo punico, poi ampliate dagli arabi e dai normanni. Tra gli altri reperti sono visibili alcune porzioni della cinta bastionata cinquecentesca, che fino alla fine del XVIII secolo circondava il centro cittadino In particolare sono integri alcuni bastioni, porte urbane e piccoli tratti delle cinta murarie, che sono state risparmiate dall'urbanizzazione ottocentesca, oltre ad alcune torri di avvistamento.

Di alcune porte sono rimasti solo i nomi. Tra le esistenti ricordiamo: la già citata porta Nuova del 1669; Porta Sant'Agata, costruita in pietra grezza e grossi blocchi di tufo, che presenta una fessura dalla tipica forma del periodo Normanno.

L'ingresso più recente di epoca fascista in stile modernista: è l'ingresso monumentale di via Roma.

Piazze

Piazza Pretoria, incorniciata dal Palazzo delle Aquile, la Chiesa di Santa Caterina, Palazzo Bonocore e, oltre la Via Maqueda, dal prospetto laterale della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, presenta al centro l'imponente fontana rinascimentale di Francesco Camilliani. La piazza è conosciuta anche come Piazza della Vergogna con riferimento alla nudità dei soggetti immortalati dalle sculture della fontana.

L'incrocio tra via Vittorio Emanuele II (detto Cassaro) e via Maqueda crea la piazza ottagonale, che rappresenta il centro della città antica, Piazza Vigliena (detta anche teatro del sole), racchiusa da quattro prospetti architettonici (conosciuti come quattro canti). Le due strade formano la cosiddetta croce barocca che suddivide la città in quattro parti (detti mandamenti): Kalsa, La Loggia, Seralcadio, Albergheria. I canti sono articolati su più livelli, con fontane che rappresentano i fiumi storici della città (Oreto, Kemonia, Pannaria, Papireto), allegorie delle quattro stagioni, statue di sovrani spagnoli (Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV) e infine, nell'ordine superiore, le quattro sante patrone di Palermo (Sant'Agata, Santa Ninfa, Santa Oliva e Santa Cristina), che prima dell'avvento di Santa Rosalia proteggevano ognuna un mandamento di Palermo.

Piazza Indipendenza, collocata alle spalle del Palazzo reale, poco oltre Porta Nuova, presenta al centro un ampio giardino di pini e palme e un obelisco in memoria dei martiri dell'indipendenza, progettato da Giambattista Basile nel 1866.

Davanti al Palazzo Steri Chiaramonte si estende l'ampia Piazza Marina, che contiene il Giardino Garibaldi, ridefinito da Giambattista Basile nel 1863 e dominato da imponenti ficus magnolioides. Tra le piante, busti marmorei dedicati a Giuseppe Garibaldi, Rosolino Pilo, Giovanni Corrao, Joe Petrosino, ucciso in questa piazza nel 1909, e altri.

Tra la chiesa di San Domenico e la via Roma si apre piazza San Domenico, con al centro di essa la Colonna dell'Immacolata, del 1726. Tutt'intorno alla colonna, proprio nel centro esatto della piazza, vi è una formazione circolare di statue marmoree raffiguranti alcuni tra i più grandi cardinali del passato della città.

Sul Cassaro si apre invece la Piazza Bologni, piazza quadrangolare su cui si affacciano palazzo Belmonte-Riso, palazzo Alliata di Villafranca e palazzo Ugo delle Favare. Al centro la statua di Carlo V, opera di Scipione Li Volsi, del 1630.

Piazza Castelnuovo e l'adiacente Piazza Ruggero Settimo formano un unico ampio spazio, comunemente chiamato Piazza Politeama, che contiene un Palchetto della Musica e diverse opere scultoree in pietra di Billiemi o in bronzo.

Piazza del Parlamento, antistante il Palazzo dei Normanni, presenta il Teatro Marmoreo di Re Filippo V di Spagna, un gruppo scultoreo monumentale, opera dello scultore barocco Gaspare Guercio e di Carlo D'Aprile, realizzato nel 1662 per celebrare la gloria di Filippo IV d'Asburgo, re di Spagna e di Sicilia, ma di cui l'attuale statua, realizzata da Nunzio Morello nel 1856 in sostituzione della precedente, rappresenta Filippo V di Spagna.

Piazza Vittorio Veneto, situata al termine del Viale della Libertà, presenta al centro un imponente monumento circondato da un colonnato a forma di esedra, entrambi progettati da Ernesto Basile. Il monumento, inaugurato nel 1911 e dedicato alla Libertà, è costituito da una grande scalinata e da un ampio basamento culminante con un obelisco alto 28,60 metri, sulla cui sommità svetta una statua in bronzo raffigurante la Vittoria alata di Mario Rutelli. Risulta arricchito da opere in bronzo di Antonio Ugo, e da targhe, palme e festoni di Giuseppe Geraci. Fu Monumento alla Libertà fino al 1931, quando il regime fascista cambiò il nome in Monumento ai Caduti, in memoria dei caduti della Prima guerra mondiale.

A queste si aggiungono Piazza Verdi, Piazza Marina, Piazza della Vittoria, Piazza Giulio Cesare, Piazza Bellini, Piazza Rivoluzione, Piazza Magione, Piazza Garraffello.

Teatri

Mercati storici

Palermo conserva il suo aspetto mediterraneo nei vari mercati storici: i più caratteristici sono la Vucciria, Ballarò e Il Capo.

La Vucciria si sita all'interno del mandamento Castellammare tra via Roma, il Cassaro e la Cala, il vecchio porto cittadino, la cui vicinanza stimolò l'insediamento di mercanti e commercianti genovesi, pisani, veneziani sin dal XII secolo. La presenza di numerosi artigiani si riscontra nella toponomastica. Il termine Bucceria deriva dal francese boucherie, "macelleria". Il mercato era infatti inizialmente destinato al macello e alla vendita delle carni; in seguito del pesce, della frutta e della verdura.

Ballarò è il più antico mercato di Palermo e si estende da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory. È uno dei più pittoreschi mercati di grascia, cioè d'alimentari[60].

Il Capo si sviluppa nel cuore dell'omonimo quartiere: conserva elementi popolari del tipico mercato mediterraneo. Altri mercati storici sono il mercato delle Pulci e dei Lattarini; un mercato dell'usato si trova a Piazza Marina.

Siti archeologici

Del periodo punico rimane essenzialmente l'impianto urbano della città, corrispondente a un asse urbano principale (il Cassaro) e una viabilità minore che si dirama da questo; sono scarse, invece, le testimonianze tangibili. Vi sono tracce puniche in porzioni dell'antica cinta muraria e nella necropoli punico-romana, situata nei pressi di corso Pisani.

All'interno di Villa Bonanno sono visitabili i resti di due domus romane, poste di fronte al Palazzo dei Normanni; altre abitazioni si trovano nei pressi di piazza Pretoria e piazza Sett'Angeli. Quest'ultimo sito presenta stratificazioni, che vanno dal periodo ellenistico-romano a quello bizantino; tra i resti, le pavimentazioni musive di una casa patrizia, un tratto stradale coevo e la parte basamentale di un pilastro di epoca bizantina.[61]

Il Parco archeologico del Castellammare, nei pressi della Cala, include i resti del castello-fortezza di epoca normanna, una necropoli islamica e i resti della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, quasi interamente rasa al suolo dai bombardamenti del 1943. L'edificio è ritratto nella predella della Madonna del Rosario di Giuseppe Alvino detto il Sozzo, conservata a Palazzo Abatellis.

L'Area archeologica e Antiquarium di Solunto, sulle propaggini sud-orientali del Monte Catalfano, a ovest di Palermo, è un importante sito ellenistico del IV secolo a.C., sorto in sostituzione di un primo insediamento fenicio, risalente almeno al VII secolo a.C..

Cimiteri monumentali e catacombe

«Non credo di conoscere nessun'altra città in cui il senso della vita è così forte. Forse perché è altrettanto forte il senso della morte. Qui ci sono le catacombe, la festa dei morti, un dipinto come Il trionfo della morte, un affresco che è stato come un enorme testo per il film. Io credo che una città possa avere un forte diritto alla morte solo se ha un forte rapporto con la vita. Palermo è una grande metafora del vero senso della vita, una metafora che rende la vita degna di essere vissuta.»

(Wim Wenders[62][63])

Musei

Lo stesso argomento in dettaglio: Musei di Palermo.

Ville, parchi e giardini

Molti spazi verdi della città di Palermo sono di costruzione storica e mantengono la loro conformazione originale. Tra i più importanti si ricordano:

Riserve naturali

All'interno del territorio comunale di Palermo sono presenti quattro riserve naturali:

Società


Evoluzione demografica

popolazione storica (migliaia)[70]

Abitanti censiti[71]

Etnie e minoranze straniere

Alla fine del 2019 vivevano a Palermo 25.075 cittadini stranieri[72]. Considerando il totale dei residenti, la consistenza degli immigrati è piuttosto bassa, attestandosi sul 3,8%. I gruppi più rappresentativi provengono dal subcontinente indiano, con in testa Bengalesi e Tamil originari dello Sri Lanka.

In forte crescita la presenza di cinesi, concentrati soprattutto nella zona della stazione centrale, in particolare sulla centralissima via Lincoln, dove si sta sviluppando una piccola Chinatown attorno a un piccolo centro commerciale, sorto con accordo internazionale tra Cina e Regione Siciliana[73].

Lingue e dialetti

Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto palermitano.

Le lingue più parlate a Palermo sono l'italiano e il siciliano nella sua variante locale.

Religione

La confessione religiosa più diffusa è quella cristiana cattolica di rito latino. I cattolici dal 1624riconoscono come patrona di Palermo Santa Rosalia, a cui sono dedicate le celebrazioni del festino. I patroni secondari Sant'Agata, Santa Cristina, Santa Ninfa, Sant'Oliva, San Benedetto il Moro[74]Sant'Onofrio e Sant'Agatone[75] non sono più ricordati. Palermo è stata città natale di due papi (Agatone e Sergio I), entrambi santificati.

La parrocchia di San Nicolò dei Greci alla Martorana e la comunità religiosa delle suore basiliane nella chiesa di Santa Macrina, appartenenti alla storica enclave albanese della provincia, osservano il rito bizantino.

Sono anche presenti, in minoranza, altri cristiani di più recente arrivo: protestanti (anglicani, evangelici, valdesi) e ortodossi.

Nel periodo della dominazione musulmana erano presenti a Palermo più di 300 moschee[76], molte delle quali luoghi di culto cristiani trasformati. Negli ultimi anni l'Islam ha avuto una certa diffusione ed è stata istituita nel 1990 la Moschea di Palermo, ricavata dalla vecchia chiesa sconsacrata di San Paolino. [77][78].

Il quartiere ebraico medievale era diviso in due parti collegate tra loro dalla Pubblica via (poi diventata via Mastrangelo): la contrada della Meschita (nei pressi di via Giardinaggio e via Calderai) e la contrada della Guazzetta (nei pressi di via Lattarini e vicolo Corrieri). Nel 2011 è stato celebrato per la prima volta dal XV secolo un Bar mitzvah.[79][80]. Dopo quasi cinque secoli, nel 2018 l'oratorio di Santa Maria del Sabato viene trasformato in sinagoga della città, diventando così punto di riferimento per l'intera comunità ebraica dell'isola.[81]

A seguito di altre recenti immigrazioni ed alle mode new Age sono presenti altre piccole minoranze religiose[82].

Tradizioni e folclore

Tradizioni religiose

La festa di santa Rosalia o U fistinu è la festa dedicata alla santa patrona dal 1624 in poi. Ogni anno rappresenta un evento a cui prendono parte migliaia di persone e si svolge con la processione dei carri trionfali della santa per il Cassaro, con il finale della festa colorato dai giochi pirotecnici sul lungomare del Foro Italico

Opera dei Pupi

Lo stesso argomento in dettaglio: Opera dei Pupi § Palermo.

L'Opera dei Pupi, patrimonio dell'UNESCO, appartiene alla tradizione marionettistica del teatro epico-popolare della Sicilia da almeno il 1700 e prende spunto dalle narrazioni cavalleresche tratte da romanzi e poemi del Ciclo carolingio.

Si distinguono le due scuole, palermitana e catanese

A Palermo si può ammirare la più ricca collezione di Pupi divisa tra il Museo etnografico siciliano Giuseppe Pitré e al Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino ed ogni anno, oltre alla quotidiana attività dei pupari, viene organizzato il Festival di Morgana.

Comunità LGBT

Palermo è stata una delle città italiane pioniere del movimento per i diritti LGBT. Il 9 dicembre 1980 a Palermo, da un'idea del sacerdote Marco Bisceglia con la collaborazione Nichi Vendola[83], Massimo Milani, Gino Campanella e altri militanti[84], viene fondato l'Arcigay, la prima sezione italiana dell'ARCI dedicata alla cultura gay[85], che si diffonderà di lì a poco in tutta Italia. Anche le donne femministe lesbiche diedero vita al primo collettivo lesbico siciliano: Le Papesse.[86] Pochi mesi dopo, il 28 giugno 1981, presso Villa Giulia si svolse la "festa dell'orgoglio omosessuale", una delle prime manifestazioni pubbliche per i diritti LGBT in Italia.

Al Pride Nazionale, svoltosi a Palermo il 22 giugno 2013, hanno preso parte, per la prima volta nella storia dei gay pride italiani, diverse importanti cariche istituzionali: il Presidente della Camera, il Ministro delle pari opportunità, il Presidente della Regione Siciliana e il sindaco della città ospitante[87]. Inoltre, per l'occasione, è stato istituito il Gay village più grande d'Europa all'interno dei Cantieri Culturali alla Zisa (50.000  m²)[88], dove per 10 giorni sono stati organizzati concerti, mostre d'arte, convegni, rassegne cinematografiche, due discoteche e grandi spazi per la ristorazione e l'artigianato.[89] Appena tre giorni prima dell'inaugurazione il comune di Palermo aveva dato un segnale concreto di apertura: aveva istituito il registro delle unioni civili[90].

Il Teatro Massimo in concomitanza con le settimane delle celebrazioni del pride, illumina le imponenti colonne della sua facciata con i colori della bandiera arcobaleno[91] e nell'agosto 2015 ha siglato un accordo con le parti sindacali, con il quale ai propri dipendenti omosessuali viene riconosciuto il diritto di usufruire dei permessi matrimoniali per nozze e unioni civili alla pari con nozze e unioni civili tra eterosessuali.

Dal 2010 a Palermo si svolge il Sicilia Queer Filmfest, festival internazionale del cinema LGBT e nuove visioni[92] e dal 2012 aderisce alla rete RE.A.DY. (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere)[93].

Qualità della vita

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore) Qualità della Vita (Italia Oggi) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2008 101º (-9) 93º (-2) 89° (+1)
2009 102º (-1) 99º (-6) 90° (+1)
2010 101º (+1) 84º (+15) 101° (-11)
2011 102° (-1) 89° (-5) 101° (=)
2012 99° (+3) 94° (-5) 101° (=)
2013 106° (-7) 100° (-6) 97° (+4)
2014 95° (+11) 95° (+5) 96° (+1)
2015 106° (-11)[94] 105° (-10)[95] 102° (-6)
2016 99° (+7) 104° (+1) 102° (=)[96]
2017 97° (+2) 106° (-2) 101° (+1)
2018 87° (+10) 106° (=) 100° (+1)
2019 98° (+8) 100° (=)

Media

Stampa ed editoria

I principali quotidiani cartacei attualmente pubblicati a Palermo sono:

Dal 1900 al 1992 si pubblicò anche il quotidiano L'Ora

Le storiche case editrici palermitane sono:

Radio

  • Radio Time
  • Radio Time 90
  • Radio Mia
  • Radio Sprint[97]
  • Radio Battikuore
  • Radio Reporter
  • Radio Margherita Giovane
  • Radio Arcobaleno
  • Dabliu Radio
  • Radio Evangelica
  • Radio Spazio Noi InBlu

Televisione

Nella sede RAI di Palermo nata negli anni '80, vi è un polo produttivo dedicato al Mediterraneo, con un centro di produzione TV e un auditorium. Dal 2001 al 2012 produceva il canale in italiano e arabo Rai Med. Quotidianamente si trasmettono TG e GR regionali e si producono le rubriche Mediterraneo, Riva Sud, Buongiorno regione e il Settimanale della TGR. L'archivio storico di RAI Sicilia è costituito da 886 programmi televisivi realizzati tra il 1979 e il 1993, riversati e digitalizzati.

Cultura


I Cantieri Culturali alla Zisa, oltre a essere un pregevole esempio di archeologia industriale, costituiscono uno spazio espositivo per eventi teatrali, musicali, artistici e iniziative culturali di ogni genere. Il Padiglione 18 ospita il Centro internazionale di fotografia, diretto da Letizia Battaglia[99].

Archivi e biblioteche

Presso l'Archivio di Stato nella sede della Catena, oltre a carte topografiche, pergamene, manoscritti, stampe e atti notarili, è conservato il Mandato di Adelasia. Si tratta del documento cartaceo più antico d'Europa: una lettera bilingue, in greco e in arabo, scritta nel 1109 dalla terza moglie di re Ruggero I, Adelasia del Vasto[100].

A Palermo ha sede la Biblioteca centrale della Regione Siciliana, che custodisce ogni volume stampato nell'isola.

  • Biblioteca dell'Istituto siciliano di studi bizantini e neoellenici
  • Biblioteca dell'Istituto Siciliano per la storia antica "Eugenio Manni"
  • Biblioteca dell'Officina di Studi Medievali
  • Biblioteca della Fondazione Gaetano Costa
  • Biblioteca della Fondazione Mormino del Banco di Sicilia
  • Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo
  • Biblioteca e discoteca del Settore Culturale dell'Opera universitaria
  • Biblioteca ed Emeroteca del Centro Regionale per l'inventario, la catalogazione e la documentazione
  • Biblioteca Francescana di Palermo
  • Biblioteca mediateca Raymond Roussel del Centro culturale francese di Palermo e di Sicilia
  • Biblioteca Multimediale Comunale di Villa Trabia
  • Biblioteca Regionale dei Domenicani

Ci sono inoltre le cinque biblioteche dell'Università degli Studi di Palermo, che costituiscono il Sistema bibliotecario dell’Ateneo (SBA), e le due biblioteche dell'Università LUMSA, che invece aderiscono al Polo SBN comunale[101].

Istruzione

Ricerca

Strutture del Consiglio Nazionale delle Ricerche

L'accademia cittadina è la Accademia nazionale di scienze, lettere e arti.

Scuole

A Palermo sono presenti più di 450 plessi scolastici, così suddivisi: 162 scuole materne, 144 scuole elementari, 76 scuole medie inferiori e 71 scuole medie superiori (dati all'anno scolastico 2007/2008)[102].

Università

Istituti universitari per l'Alta formazione artistica, musicale e coreutica
Istituti internazionali per la diffusione della lingua e della cultura

Letteratura

Decisiva per lo sviluppo in territorio italiano di una produzione letteraria in volgare romanzo fu la Scuola siciliana, una corrente filosofico-letteraria, che si sviluppò dal 1166 al 1266. Ebbe i suoi centri maggiori a Palermo e Messina[105][106]. Fu particolarmente operosa nella prima metà del XIII secolo, tra il 1230 e il 1250, presso la corte di Federico II di Svevia. La poesia lirica della scuola, in volgare siciliano aulico, ebbe anche il merito di introdurre il sonetto. Esercitò un chiaro influsso sulla produzione culturale delle città ghibelline dell'Italia centrale (come per esempio Bologna, dove visse Guido Guinizelli, padre del Dolce stil novo). La Scuola siciliana, anche se in genere ricordata soprattutto per la produzione poetica, fu in realtà caratterizzata da una molteplicità di interessi culturali e scientifici. Diede infatti un notevole impulso alle conoscenze matematiche, tecnico-scientifiche, agli studi di letteratura filosofica araba, di alchimia, astrologia e mantica, per opera principalmente di Michele Scoto (presso la corte palermitana furono tradotti Avicenna, Averroè e Alpetragio), e alla conoscenza della letteratura greco-bizantina e della poesia tedesca, soprattutto della lirica cortese d'amore del Minnesang[107].

«La parola algebra proviene da al-ğabr wa'l-muqābala, un libro scritto nell'825 d.C. da Abū Jaʿfar Muhammad ibn Mūsā al-Khwārizmī. Al-Khwarizmi diventerà la parola algoritmo e ci apre la strada verso il curioso rapporto tra il mondo arabo e il mondo occidentale, per il qual rapporto è fondamentale la città di Palermo.»

(Philippe Daverio[108])

Tra i primi anni del XIV secolo e la metà del XV la cultura umanistica diffuse l'importanza della filologia e personaggi di spicco del periodo, come Antonio Beccadelli, detto il Panormita, si dedicarono quasi esclusivamente a dar nuova vita a testi antichi, senza donare contributi originali, ma producendo materiale importantissimo dal punto di vista accademico. Francesco Balducci fu uno degli ultimi esponenti della corrente letteraria siciliana del petrarchismo. Il più importante poeta palermitano del XVII secolo fu Pietro Fullone. Fece parte dell'Accademia dei Riaccesi, assieme a Tommaso Aversa, Ortensio Scammacca, Giuseppe Galeano, Vincenzo Auria, Giuseppe Galeano, Ippolito Maia e tanti altri. Pietro Fullone rappresentò il legame tra il monrealese Antonio Veneziano, che scrisse nel XVI secolo, e i due più importanti poeti siciliani a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, il catanese Domenico Tempio e il palermitano Giovanni Meli.

Giovanni Meli raggiunse notorietà in tutta Italia aderendo ai modi e allo stile dell'Arcadia, di cui è ritenuto il più grande esponente assieme a Metastasio. Tra i più illustri scrittori palermitani va ricordato Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Il movimento letterario Gruppo 63 si costituì a Palermo nel 1963 per iniziativa di alcuni intellettuali fortemente critici nei confronti dei modelli letterari degli anni cinquanta. Fu definito di neoavanguardia per differenziarlo dalle avanguardie storiche del Novecento.[109]

Filosofia

La Biblioteca filosofica di Palermo, fu fondata da Giuseppe Amato Pojero[110]. Dapprima cenacolo, si trasformò poi in Società per gli studi filosofici e infine in Biblioteca filosofica di Palermo, costituita legalmente il 26 luglio 1910 da un gruppo di soci fondatori con in testa Giovanni Gentile. Ebbe vita attivissima dal 1910 al 1937, quando divenne una sezione dell'Accademia di scienze, lettere e arti. Esercitò larga influenza nel generale movimento del pensiero speculativo e scientifico, facendo di Palermo la capitale della filosofia italiana[111]. Vide la partecipazione di eminenti studiosi italiani e stranieri come Cosmo Guastella, Francesco Orestano, Santino Caramella, Vito Fazio Allmayer, Agostino Gemelli, Giovanni Vailati, Lev Gillet, Franz Brentano. Dallo scoppio della Seconda guerra mondiale non ha più svolto vera ed efficace attività, anche se ne è stata proposta la ricostituzione.[112][113] Va inoltre ricordato Antonio Aliotta, che si pose in polemica con l'imperante neoidealismo di Benedetto Croce e di Giovanni Gentile.

Arte

L'Accademia di Belle Arti di Palermo venne istituita nel 1780 e in origine nacque come Scuola di disegno, assumendo l'attuale conformazione degli istituti nel 1923. In quell'anno nasce il liceo artistico Eustachio Catalano, fondato da Ernesto Basile[114]. Dal 2013 si svolge la Biennale Internazionale d'Arte di Palermo[115].

Palermo ha dato i natali a Giacomo Serpotta, principale esponente della famiglia di scultori, famoso per aver rinnovato significativamente la tecnica dello stucco. Altra nota dinastia di artisti, considerati tra i principali maestri nella scultura del Rinascimento siciliano fu quella dei Gagini, il cui principale esponente fu Antonello.

Musica

Palermo ha dato i natali a importanti musicisti come, per esempio, Sigismondo d'India. Il più celebre è Alessandro Scarlatti, compositore italiano di musica barocca, che, in campo operistico, viene considerato uno dei padri della Scuola musicale napoletana.

Molto importante è stato il musicologo Nino Pirrotta, autore di numerose pubblicazioni sulla musica antica.

Il teatro dell'opera di Palermo è il Teatro Massimo Vittorio Emanuele.

L'Orchestra Sinfonica Siciliana, istituita dalla Regione Siciliana nel 1951, dal 2001 ha la sua sede fissa presso il Teatro Politeama. All'interno dell'ex chiesa di Santa Maria dello Spasimo c'è la sede del Brass Group, che la utilizza come auditorium per concerti.

Negli anni settanta la città è stata sede del Palermo Pop, tra i primissimi festival rock tenutisi in Italia.

Cinema

Lo stesso argomento in dettaglio: Cinema in Sicilia.

Palermo è una delle città italiane cinematograficamente più feconde. La prima proiezione cinematografica in Sicilia avviene a Palermo presso il Teatro Garibaldi il 17 aprile 1897; mentre la Lucarelli Film , fondata nel 1905 da Raffaello Lucarelli, è la prima casa di produzione dell'Isola. Dopo film "dal vero" e documentari, nel 1913 vengono realizzati i due primi film a soggetto: La bufera e Più forte dell'odio, diretti rispettivamente da Ettore Nola e Nazareno Malvica di Villanueva. La Lucarelli Film produrrà sedici film a soggetto e film "dal vero", e muterà nome prima in Industrie Cinematografiche Lucarelli e poi Sicania Film. Nel capoluogo siciliano furono fondate contestualmente la Azzurri Film da Paolo Azzurri, e la Lumen Film , da Albert Roth-de-Markus, la Gloria-Sicula e la "Dore Film". In concomitanza, nascono le accademie di recitazione cinematografica Scuola di Recitazione per Attori Cinematografici di Paolo Azzurri e Accademia d’Arte Cinematografica diretta da Leo Benfante. Tra i primi cineasti palermitani vanno ricordati Pino Mercanti e il suo collaboratore Edmondo Affronti, autore nel 1947 de I cavalieri dalle maschere nere e de Il principe ribelle, tratti dalle opere letterarie di Luigi Natoli, I Beati Paoli e Coriolano della Floresta. Nel 1945 Pino Mercanti e i fratelli Gorgone è fondano la casa di produzione Sicania Film, poi Organizzazione Filmistica Siciliana (O.F.S.), il cui film, Malacarne, è il primo lungometraggio riconducibile al neorealismo italiano. A Palermo si forma il regista e sceneggiatore Amleto Palermi e nascono molti registi come Vittorio Sala, Basilio Franchina e Franco Indovina.

La Panaria Film, fondata nel 1947 da Francesco Alliata e chiusa nel 1956, fu una importante società di produzione di documentari subacquei.

Nel 1971 nacque a Palermo la Cooperativa Lavoratori del Cinema e del Teatro (C.L.C.T.) per iniziativa di alcuni tecnici, che avevano lavorato con Pino Mercanti al film The Underground. Produsse 4 film: Cento giorni a Palermo, di Giuseppe Ferrara, Disamistade, di Gianfranco Cabiddu, Diario senza date di Roberto Andò e Il Buma, di Giovanni Massa ed è stata attiva anche nel settore della produzione di documentari e dell'organizzazione di festival e rassegne. Nel 1978 ne divenne presidente Giuseppe Tornatore. È stata sciolta nel 2007, ma la produzione è continuata con la fondazione, da parte di alcuni dei soci della C.L.C.T., della società Ferribotte film.

Cinesicilia, fondata nel 2007 è stata la società in house della Regione Siciliana, che finanzia e coproduce film girati in Sicilia, con fondi statali dell'APQ "Sensi Contemporanei". Denominata dal 2011 Sicilia Turismo e Cinema Spa, è stata posta il liquidazione nel 2013 e le competenze trasferite alla Sicilia film commission.[116]

Nel campo del cinema documentario va ricordato Vittorio De Seta, [117] che realizzò importanti cortometraggi negli anni cinquanta, di cui Isola di fuoco, ambientato nelle isole Eolie, venne premiato come miglior documentario al Festival di Cannes del 1955.

Dal 2008 il Padiglione 4 dei Cantieri Culturali alla Zisa è una delle cinque sedi della Scuola nazionale di cinema appartenente al Centro sperimentale di cinematografia, assieme alla sede centrale di Roma e a quelle distaccate di Milano, Torino e L'Aquila[118]. La sede di Palermo è strutturata in un corso di alta specializzazione in "documentario storico artistico e Docu-fiction", finalizzato alla formazione di registi. Nel 2012, in uno degli ambienti, è stato realizzato il Cinema De Seta, dove si sperimenta una programmazione d'essai.

Con una tradizione risalente agli anni Sessanta, nel 2019 viene fondato ASCinema - Archivio Siciliano del Cinema, istituzione archivistica impegnata nella promozione della storia e della cultura cinematografica, che nel 2020 è stato dichiarato dal Ministero della cultura Organismo d'interesse storico particolarmente importante, divenendo il primo bene culturale cinematografico in Sicilia. Nel 2021 l'ente pubblica il primo atlante cinematografico di Palermo[119], ricco di immagini digitalizzate e testi inediti, censendo per la prima volta, tra l'altro, tutti i film a soggetto (165) girati in città e provincia, rivelando il notevole rilievo storicistico che Palermo riveste nel cinema italiano.

Dal 1979 a Palermo si tiene lo Sport film festival, una rassegna internazionale del cinema sportivo. Il Palermo Film Festival è stato un festival del cinema che si è svolto nel 2004 e nel 2005. Il Sole Luna Doc Film Festival è una rassegna cinematografica dedicata al documentario nata nel 2006. Dal 2011 si svolge il Sicilia Queer Filmfest, festival internazionale del cinema LGBT e nuove visioni[92].

Tra i più noti registi palermitani troviamo: il candidato Premio Oscar Luca Guadagnino, Pierfrancesco Diliberto (conosciuto come Pif), Marco Amenta, Emma Dante, Costanza Quatriglio, Roberto Andò e la coppia Ciprì e Maresco.

Scienze matematiche, fisiche e naturali

Il Circolo Matematico di Palermo è un'organizzazione accademica di matematica fondata da Giovanni Battista Guccia il 2 marzo 1884. Viene considerata la più antica tra le società matematiche fondate in Italia[120]. All'inizio del XX secolo il circolo annoverava tra i suoi membri quasi mille tra i più prestigiosi matematici del mondo. Edmund Landau, il grande teorico dei numeri di Gottinga, nell'aprile del 1914 definiva Palermo Il centro del mondo matematico[121].

Tra i più noti scienziati palermitani va ricordato Domenico Scinà. Fu il primo a occupare la cattedra di fisica sperimentale all'Accademia degli studi di Palermo. Nei primi anni del XIX secolo venne inoltre nominato regio storiografo dal re Ferdinando di Borbone. Nel 1812 collaborò alla stesura della costituzione siciliana e fu membro perpetuo della Commissione di pubblica istruzione ed educazione in Sicilia. Ha lasciato diverse opere di carattere scientifico e storico.

Decisivo fu poi l'intervento nel 1867 di Gaetano Giorgio Gemmellaro, che confermò i risultati cui era pervenuto Domenico Scinà. Gemmellaro nel 1866 creò la prima collezione universitaria di geologia e paleontologia, fondando il museo che porta il suo nome. Svolse un'intensa attività di ricerca e collaborò con Charles Lyell e con la Geological Society, uno dei centri più prestigiosi della geologia mondiale[122]. Importante fu inoltre l'attività svolta a Palermo da Pietro Doderlein. Originario di Dubrovnik, nel 1862 venne chiamato a ricoprire la cattedra di zoologia e anatomia comparata all'Università di Palermo e organizzò in modo esemplare il Museo di storia naturale di Palermo, poi divenuto Museo di zoologia Pietro Doderlein, ed ebbe un'influenza decisiva sullo sviluppo della zoologia e sul progresso della biologia marina in Sicilia.

Va ricordato anche l'Osservatorio astronomico di Palermo, con una storia di oltre duecento anni di attività, segnati da picchi di eccellenza e fasi di declino. Fondato nel 1790 per volontà di Ferdinando I di Borbone, venne eretto sulla torre pisana del Palazzo Reale, e fu immediatamente dotato della migliore strumentazione allora disponibile, commissionata da Giuseppe Piazzi, che ne fu il primo direttore. Nel 1801 dall'Osservatorio di Palermo venne scoperto Cerere, così chiamato in onore del famoso mito che si svolge proprio in Sicilia. Un'altra importante scoperta fu quella dell'ammasso globulare NGC 6541 da parte di Niccolò Cacciatore. Oggi l'Osservatorio di Palermo, intitolato a Giuseppe Vaiana, è una delle strutture dell'Istituto nazionale di astrofisica (INAF) e porta avanti diversi progetti di ricerca.

Un illustre botanico palermitano fu Filippo Parlatore. Si deve al suo impegno la rinascita di forme associative nel campo della scienza botanica, che condurrà nel 1888 alla nascita della Società botanica italiana. Nel 1841 fondò l'Erbario centrale italiano e nel 1844 il Giornale botanico italiano. Tra i più importanti direttori dell'Orto botanico di Palermo Vincenzo Tineo e Agostino Todaro. Altri due importanti botanici sono stati Paolo Silvio Boccone e Giuseppe Catalano.

Nelle scienze naturali si distinse l'ornitologo Baldassare Palazzotto (1777-1858), dimostratore di Scienze Naturali alla Real Università e direttore della Biblioteca Comunale di Palermo. Va menzionato anche Cesare Airoldi, naturalista del XVIII secolo, che portò avanti soprattutto studi di mineralogia.

Nella chimica si è distinto Stanislao Cannizzaro. Nel 1858 pubblicò il fondamentale Sunto di un corso di filosofia chimica e fece scoperte note come Reazione di Cannizzaro e Regola di Cannizzaro. Fu tra i fondatori, nel 1871 a Palermo, della rivista scientifica Gazzetta Chimica Italiana e nel 1891 vinse la Medaglia Copley per i suoi lavori scientifici. A lui è stato intitolato il cratere lunare Cannizzaro, situato nell'emisfero opposto alla Terra, subito oltre il margine nordorientale. Tra gli altri prestigiosi chimici palermitani vanno ricordati Emanuele Paternò e Domenico Marotta.

Nelle scienze mediche vanno ricordati il pediatra Giovanni Di Cristina, l'oculista Alfredo Cucco, l'oncologo Maurizio Ascoli.

Tra i più noti geodeti palermitani, Corradino Mineo. Tra gli entomologi, Pietro Genduso. Vanno inoltre ricordati i matematici Michele De Franchis, Francesco Paolo Cantelli, Salvatore Correnti, Renato Calapso e Michele Cipolla, e i fisici Damiano Macaluso e Michele La Rosa. Luigi Crocco è stato tra i maggiori studiosi mondiali nel campo dell'aerodinamica teorica e della propulsione a razzo.

Storiografia

Michele Amari ha contribuito in modo rilevante alla conoscenza della storia della Sicilia islamica ed è ritenuto il fondatore dell'organizzazione scientifica e metodologica degli studi di orientalistica in Italia.

Rosario Gregorio fu uno degli storici palermitani più importanti del XVIII secolo. La sua opera maggiore è Considerazioni sopra la storia di Sicilia dai tempi normanni sino a' presenti, di cui i sette volumi uscirono dal 1805 al 1826.Fondamentale è stato il lavoro svolto da Gioacchino Di Marzo, tra i fondatori della moderna storia dell'arte siciliana, mentre per ciò che riguarda la storiografia siciliana in generale, ebbe il merito d'aver dato vita a la Biblioteca storica e letteraria di Sicilia, ossia Raccolta di opere inedite e rare di scrittori siciliani dal secolo XVI al XIX, in ventotto volumi, in cui raccolse la vita pubblica e privata, intellettuale e morale della Sicilia, e soprattutto di Palermo, dagli inizi del XVI secolo fino alla fine del XVIII, tramite le notizie che ne avevano dato diaristi e cronisti come Rocco Pirri, Filippo Paruta, Vincenzo Auria, il Mongitore e Francesco Maria Emanuele Gaetani.

Va ricordato anche l'archeologo, numismatico e paleografo Antonio Salinas. Socio nazionale dei Lincei, fu tra i più importanti curatori museali in Sicilia, pioniere di un'idea di museo come luogo di raccolta di "bene comune", oltre che tra i fondatori dell'Istituto italiano di numismatica. Partecipò agli scavi che si effettuarono a Mozia, Selinunte, Tindari, Solunto, Lilibeo ed ebbe diversi altri incarichi, come quello di primo archeologo della Missione scientifica italiana ad Atene. Fu il primo a illustrare i monumenti del Ceramico[123][124]. Tra le collezioni del Museo archeologico regionale di Palermo, intitolato allo studioso, c'è quella di oltre 6.000 pezzi che lo stesso Salinas cedette al Museo nel 1914.

Cucina

Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina siciliana e Cucina palermitana.

La cucina palermitana rientra nel modello nutrizionale della dieta mediterranea e mostra tracce e contributi di tutte le culture, che si sono stabilite in Sicilia negli ultimi due millenni.

Tra le pietanze più famose troviamo la caponata (utilizzata sia come antipasto sia come contorno), primi come la pasta con le sarde o anelletti al forno e secondi come le sarde a beccafico o l'arrosto panato alla palermitana. L'insalata tipica è invece quella di arance con erba cipollina, olio d'oliva, sale e pepe.

La sera della festa di santa Rosalia è tradizione mangiare i babbaluci, ovvero lumache locali, lessate e condite con olio d'oliva, aglio e prezzemolo.

Come in molte parti del Mediterraneo, il vino accompagna i pasti palermitani. La tipica bevanda alcolica è l'Anice Unico Tutone, un prodotto ad altissima gradazione alcolica (60 gradi) a base di anice misto aromatizzato con parti di cumino e che, mischiato all'acqua fredda, compone la famosa bevanda rinfrescante chiamata Acqua i zammù.

Palermo è famosa per la sua pasticceria e in maniera particolare per i dolci tipici, che hanno come ingrediente principale la crema di ricotta: cannoli, cassate, dita d'apostolo, sigarette, sfince (che si mangiano il giorno di San Giuseppe), la cuccìa (che si mangia il giorno di Santa Lucia) e i biscotti di San Martino ripieni (che si mangiano il giorno di San Martino).

Il cuoco palermitano Francesco Procopio dei Coltelli è ritenuto il padre del gelato, uno dei dessert più consumati e noti al mondo. A Palermo hanno avuto origine anche la frutta martorana e più recentemente l'Iris, creata da un pasticcere palermitano nel 1901.

Cibo da strada

Un aspetto curioso e interessante della cucina locale è il "cibo da strada", largamente diffuso. Nel 2012 il sito web Virtual Tourist ha classificato Palermo al quinto posto nel mondo e al primo in Europa per il miglior cibo da strada.[125]. Il panino con la milza, che viene preparato con fette di milza e polmone di vitello fritte nello strutto e può essere consumato schiettu (semplice) o maritatu (con scaglie di caciocavallo o ricotta o entrambi), e il panino con panelle, frittelle salate di farina di ceci spesso accompagnate con le crocché (morbide crocchette fritte di patate), si contendono il primato in tale campo. Molto popolare anche una variante palermitana della pizza chiamata sfincione: una focaccia preparata con pomodoro, cipolla, caciocavallo e olio d'oliva. Altre pietanze che rientrano nella categoria sono la stigghiola, la frittola e la caldume (quarume).

Estremamente consumati i cosiddetti pezzi di rosticceria locale, tra cui: calzoni, ravazzate, rizzuole, rollò (che hanno come base una sorta di pasta brioche poi farcita all'interno), mattonelle (pasta sfoglia in forma rettangolare farcita in vario modo), e le celeberrime arancine dai gusti più svariati (ma le più comuni sono alla carne e al burro).

Eventi

Nel 2015 ha ospitato la biennale europea di arte contemporanea Manifesta 12 [129]

È stata Capitale italiana della cultura nel 2018[130], e Capitale italiana dei Giovani nel 2017 [131].

Geografia antropica


Urbanistica

Lo stesso argomento in dettaglio: Urbanistica di Palermo.

La forma del primo nucleo della città ricorda un piede e pertanto Palermo viene spesso definita Piede Fenicio[132]. Lo sviluppo urbanistico ha risentito delle varie dominazioni che si sono succedute nel corso dei secoli con una grande varietà di ambienti e scorci; in ultimo l'espansione recente ha reso il centro storico un luogo ben differenziato dalla cosiddetta Palermo Nuova.

Quadro amministrativo

La città di Palermo è capoluogo della Regione Autonoma Sicilia e della Città metropolitana di Palermo (fino al 2015 Provincia di Palermo).

Il territorio comunale si estende su una superficie di 161 km² con una popolazione di circa 670 000 abitanti.

Suddivisioni storiche

Il centro storico di Palermo (che corrisponde alla prima circoscrizione) è suddiviso in quattro parti da Via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele che incrociandosi a piazza Vigliena danno origine alla croce barocca (i Quattro Canti, detto anche "Teatro del Sole").

I quattro quartieri storici o mandamenti[133] così creati sono:

Circoscrizioni

Lo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Palermo.

La città di Palermo è ripartita in otto circoscrizioni, ripartite a loro volta in 25 quartieri e 55 unità di primo livello.

Frazioni

Palermo è una città policentrica[134], poiché durante l'espansione urbanistica novecentesca vennero inglobati centri urbani preesistenti[135], talvolta ormai poco distinguibili all'interno del tessuto urbano.

Una capillare rete viaria di antica origine metteva in collegamento il centro storico con questi insediamenti minori, di cui alcuni erano borgate marinare e altri erano dediti all'agricoltura degli agrumi.

Borgate marinare
Borgate di campagna

Economia


Agricoltura e pesca

Benché il territorio sia prevalentemente urbanizzato, all'interno del comune sono presenti vasti territori dedicati all'agricoltura. In particolare forte è la presenza di questi terreni nella zona di Ciaculli, dove viene coltivato un particolare tipo di mandarino locale[137] per il quale i produttori si sono riuniti in un consorzio[138]. Tale consorzio tratta anche un frutto, che in zona trova il suo habitat: la nespola.

La pesca è un'importante attività cittadina: grossi gruppi di pescatori sono presenti in alcuni porti minori cittadini come La Cala e soprattutto il porto di Sferracavallo[139]. La borgata è infatti rinomata per la grossa presenza di ristoranti specializzati nella preparazione di pietanze a base di prodotti ittici[140]. L'allevamento è diffuso soprattutto al di là delle alture, che delimitano il tessuto urbano della città. È inoltre diffuso al largo della costa cittadina l'allevamento del tonno[141].

Industria e servizi

Il principale polo industriale cittadino è il porto di Palermo con la presenza dei cantieri navali di proprietà della Fincantieri, che generano anche un grosso indotto. Altri poli industriali cittadini sono: il quartiere industriale di Brancaccio dove sono presenti molte attività industriali di media dimensione, il maggiore deposito ferroviario merci della città e i capannoni della nettezza urbana comunale e degli Autobus; la Zona Industriale Nord, nota anche come via Ugo La Malfa, anche se quest'area è in larga parte occupata da società di servizi; la zona di Partanna. Altre zone industriali sono ormai dismesse come l'area dell'Ex Chimica Arenella, destinata a trasformarsi in zona turistico alberghiera.

Il terziario e i servizi rappresentano la principale economia cittadina[142]. In particolare la grossa presenza di uffici governativi della Regione Siciliana, degli uffici comunali e provinciali (tra cui la filiale della Banca d'Italia), oltre che delle sedi regionali di enti pubblici o di società a capitale pubblico, tra cui la RAI, occupa direttamente e tramite l'indotto una grossa fetta della popolazione attiva[143]. Sono inoltre nate molte società di servizi che si occupano di telefonia.

Importante settore è quello bancario. La città è stata per decenni sede principale del Banco di Sicilia sin dalla fondazione del banco fino all'incorporazione in Unicredit. Altre banche con sede a Palermo sono la Banca Nuova (di recente fondazione), il Credito Siciliano e la Banca di Palermo.

Il settore commerciale è invece orientato al dettaglio e alle aziende di piccola e media dimensione, con una ridotta presenza della aziende della GDO[144]. Il 25 novembre del 2009 ha aperto ufficialmente il primo grosso centro commerciale presente sul territorio comunale[145], il Forum Palermo nel quartiere Roccella. Nel 2010 hanno aperto 2 centri commerciali: Il "Poseidon", a Carini, e "La Torre", alla fine del Viale Michelangelo, mentre nel 2012 il Conca d'Oro, nel quartiere ZEN.

In città hanno sede diverse case editrici indipendenti quali Sellerio editore, Palumbo Editore, Navarra editore, Flaccovio Editore, Edizioni della Battaglia, Edizioni Leima, Ila Palma, Novantacento, Il Palindromo, Glifo edizioni.

Turismo

Palermo, già nel ‘700, era spesso metà di visitatori del Grand Tour compiuto da artisti, letterati e nobili europei (specialmente provenienti da Gran Bretagna, Francia e Germania) vedendo ospite grandi personaggi come per esempio: Jean-Pierre Houël, Alexandre Dumas (padre), Guy de Maupassant e Johann Wolfgang von Goethe.

Il turismo è un settore molto importante nell’economia della città, che attrae per il suo clima mediterraneo, per il cibo caratteristico, per i luoghi naturali, il patrimonio artistico-architettonico e culturale. A partire dagli anni 2000 ha subito un profondo incremento[146] anche grazie al sempre crescente traffico crocieristico.[147]

Il turismo religioso ha sicuramente il suo fulcro nel culto di Santa Rosalia con il suo santuario sul Monte Pellegrino e il festino che attrae numerosi devoti e curiosi attirati dai caratteristici festeggiamenti[148] ma a partire dal 2017 è stata rivalutata la "Magna Via Francigena", da Palermo ad Agrigento, battuta da molti pellegrini durante il medioevo. Un percorso di 160 km che si sviluppa attraverso otto tappe che distano circa 25 km ciascuna. Il pellegrino, che dimostrerà con i timbri delle varie tappe il percorso, potrà ricevere il "Testimonium" che sarà prova della propria devozione per le autorità ecclesiastiche.[149]

Il turismo LGBT vede una città culturalmente aperta alle diversità con una storia, che l'ha vista protagonista nel movimento LGBT italiano[150].

Infrastrutture e trasporti


Strade

Palermo è attraversata, da sud-est a nord-ovest, dal viale della Regione Siciliana (detto anche circonvallazione di Palermo); l'arteria assume per la città un'importanza fondamentale in quanto connette alla viabilità urbana le due autostrade (A19 e A29): l'autostrada A19, che la collega a Catania dal 1975[151] e all'autostrada A20 per Messina nei pressi dell'uscita Buonfornello e infine l'autostrada A29, che collega Palermo a Mazara del Vallo, all'aeroporto Punta Raisi e all'A29 Dir. Alcamo-Trapani; questa, inaugurata nel 1978[151], fu collegata alla circonvallazione alla fine degli anni ottanta. Alla circonvallazione sono connesse anche due strade statali: la SS 186, che collega Palermo a Partinico uscendo in direzione sud-ovest lungo corso Calatafimi e che, dopo aver superato viale della Regione Siciliana, raggiunge il quartiere periferico di Mezzomonreale e prosegue fino a raggiungere Borgetto e Partinico, dove si innesta sulla strada statale 113 Settentrionale Sicula; e la SS 624, che ha inizio da via Ernesto Basile, in corrispondenza del cavalcavia che sovrasta viale della Regione Siciliana sud-est e termina confluendo nella strada statale 115 Sud Occidentale Sicula.

Per Agrigento si percorre lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento, che è un asse stradale, che collega le due città passando per Lercara Friddi e per la valle del Platani. Lo scorrimento veloce non ha una classificazione ufficiale in quanto tale ed è costituito da due strade statali:

Le due arterie sono collegate senza soluzione di continuità in corrispondenza del bivio Manganaro, costituendo effettivamente un unico asse stradale.

Strade europee

Ferrovie

Il territorio comunale è interessato da un discreto traffico ferroviario: le stazioni ferroviarie svolgono anche il traffico metropolitano. Le principali stazioni sono:

Altre stazioni sono Tommaso Natale, Brancaccio, San Lorenzo Colli, Francia, Giachery e Vespri.

Porti

Lo stesso argomento in dettaglio: Porto di Palermo.

La città ospita uno dei maggiori scali nazionali per traffico di passeggeri e merci. L'area gestita dall'Autorità portuale della Sicilia Occidentale comprende, oltre al moderno porto commerciale, anche l'antico scalo de La Cala e quelli ad uso diportistico e peschereccio dell'Arenella, dell'Acquasanta e di Sant'Erasmo [153].

Sono inoltre presente piccoli porti approdi turistici all'Addaura, alla Bandita, a Fossa di Gallo e nelle due frazioni costiere di Mondello e Sferracavallo

Aeroporti

Mobilità urbana

Servizio ferroviario metropolitano

A Palermo è attivo un servizio ferroviario metropolitano, gestito da Trenitalia, articolato su due linee:

Inoltre la Stazione Centrale, la Stazione Notarbartolo e la Stazione di Roccella sono servite dai treni regionali di Trenitalia.

Autobus

Il trasporto urbano su gomma è curato dall'ex azienda municipalizzata AMAT; le linee (cinquantatré ordinarie, sette notturne, tre speciali e cinque stagionali) sono diffuse in tutto il territorio cittadino e arrivano anche in alcuni comuni limitrofi[157][158]

Tram

La prima rete tranviaria venne inaugurata nel 1887, il sistema venne utilizzato per circa 60 anni, dismesso nel 1947 e sostituito da una rete filoviaria. Della rete palermitana faceva parte l'originale tranvia Palermo-Monreale, con capolinea in piazza Bologni, la cui tratta intermedia superava la forte pendenza esistente per mezzo di una sezione a trazione funicolare.

La rete attuale, completata nel 2015, si compone di quattro linee[159].

Piste ciclabili

Nel 2009 sono state costruite due piste ciclabili con percorso che dalla zona pedemontana va verso il mare scavalcando letteralmente la circonvallazione. Entrambe sono lunghe 7 km ciascuna, per un totale di quasi 14 km di pista ciclabile che si vanno ad aggiungere all'altra pista ciclabile lunga poco più di 1 km che costeggia via Messina Marine[160].

Taxi sharing

A partire da gennaio 2016 è stato attivato un servizio comunale di taxi sharing che interessa cinque percorsi urbani più uno extraurbano. L'iniziativa fu già attivata in via sperimentale per il collegamento tra lo scalo Falcone-Borsellino e il centro abitato.[161][162]

Filobus
Lo stesso argomento in dettaglio: Rete filoviaria di Palermo.

Il sistema filoviario a Palermo durò poco: i primi mezzi vennero acquistati nel 1939 poco prima dello scoppio della guerra. Il sistema voleva sostituire l'obsoleta rete tranviaria[163], ma venne dismesso nel 1966.

Amministrazione


Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Palermo.

Consolati

Albania, Austria, Bangladesh, Belgio, Bolivia, Brasile, Bulgaria, Burkina Faso, Capo Verde, Repubblica Ceca, Cile, Cipro, Corea del Sud, Costa d'Avorio, Danimarca, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Ghana, Grecia, Libia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Marocco, Messico, Norvegia, Paesi Bassi, Pakistan, Polonia, Portogallo, Principato di Monaco, Regno Unito, Federazione Russa, Senegal, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svezia, Tunisia, Ungheria, Zambia.

Gemellaggi

Palermo è gemellata con le seguenti città[164]:

Sport


Lo stesso argomento in dettaglio: CUS Palermo.

Palermo ha ospitato molte importanti manifestazioni sportive quali il campionato del mondo 1990 e cinque edizioni del Giro d'Italia; dal 20 al 31 agosto 1997 ha ospitato inoltre la XIX Universiade (la prima edizione in cui le competizioni si sono svolte in una intera regione) e ha ospitato per ben tre volte, nel 1999 nel 2006 e nel 2011, i Jeux des îles[179][180].

Calcio

La città è sede del Palermo Football Club, società calcistica fondata nel 1900 e caratterizzata dai colori sociali rosa e nero; il club disputa le proprie partite casalinghe presso lo Stadio Renzo Barbera (detto La Favorita).

Nei campionati dilettantistici militano diverse squadre palermitane: la Parmonval (che rappresenta le borgate di Partanna-Mondello) e il CUS Palermo in Eccellenza. Il Resuttana-San Lorenzo (dell'omonimo quartiere) milita nel campionato di Promozione, il Palermo Calcio Popolare in Prima Categoria.

In passato altre storiche società calcistiche cittadine, oggi non più in attività, raggiunsero la Serie C e la Serie D e inoltre alcune di queste si fusero con il Palermo per gravi difficoltà finanziare: da ricordare sono la Libertas, con cui si giocò il primo derby cittadino in assoluto il 3 dicembre 1920, vinto dal Palermo 7-0[181], o la Juventina Palermo (che si fuse col Palermo negli inizi degli anni 40 prima di essere rifondata). Altre società storiche sono state l'Olympia (che in un primo momento tentò di sostituirsi col Palermo fallito nel 1986, anche se il sodalizio non accattivò mai gli sportivi palermitani), la Fincantieri, l'AMAT Palermo, la Bacigalupo, la Panormus.

Nel calcio femminile, la A.S.D. Ludos e l'A.C.F. Aquile Palermo hanno disputato in passato, rispettivamente, una e due stagioni in Serie A, la massima serie del campionato italiano.

Automobilismo
Ciclismo
Football americano
Rugby
Canoa polo
Tennis

Il tennista palermitano Marco Cecchinato, primo siciliano a vincere un torneo Atp, è cresciuto presso il TC2. Fino al 2006 si sono svolti a Palermo i Campionati Internazionali di Sicilia, nell'albo d’oro figurano, tra gli altri, Nicola Pietrangeli, Björn Borg, Thomas Muster e Thomas Berdych. Attualmente in città si svolgono gli Internazionali Femminili. Questo torneo di fama mondiale fa parte dei Tornei WTA International dal 2009.

Pallavolo
Pallanuoto

Pallamano

Pallacanestro

L'unica squadra maschile ad aver raggiunto la massima categoria è stato il CUS Palermo Pallacanestro che, tuttavia, dovette ritirarsi dopo la prima giornata di campionato a causa degli eventi legati alla Seconda guerra mondiale.

Atletica
Vela

Il Circolo della Vela Sicilia organizza la Palermo-Montecarlo, regata velica annuale che si svolge dal 2005. Nel 2021 con il consorzio "Luna Rossa" ha vinto la Prada Cup e ha sfidato, perdendo, il team "New Zealand" nella America's Cup".

Impianti sportivi

Tra gli altri:

Note


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Bibliografia


Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Palermo.

Antonio La Torre Giordano, Luci sulla città - Palermo nel cinema dalle origini al 2000 , ASCinema - Archivio Siciliano del Cinema, prologo di Goffredo Fofi, prefazione di Nino Genovese, Caltanissetta, Edizioni Lussografica, 2021, ISBN 978-88-8243-518-9

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