Pasqua


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Pasqua di Risurrezione
Tiporeligiosa
DataDomenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera
ReligioneCristianesimo
Oggetto della ricorrenzaRisurrezione di Gesù
Ricorrenze correlateLunedì dell'Angelo
Tradizioni religioseVeglia pasquale, Digiuno pasquale, Via crucis
Tradizioni culinarieColomba pasquale, Uovo di Pasqua, Tortano, Presnitz, Gubana, Putizza (dolce), Pastiera
Data d'istituzioneI secolo

La Pasqua è la principale solennità del cristianesimo[1][2]. Essa celebra la risurrezione di Gesù, avvenuta, secondo le confessioni cristiane, nel terzo giorno dalla sua morte in croce, come narrato nei Vangeli.

La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, cade la domenica successiva al primo plenilunio della stagione primaverile, determinando anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste[3].

La Pasqua cristiana presenta importanti legami, ma anche significative differenze, con la Pasqua ebraica[4].

Indice

Etimologia e significato


Le radici ebraiche

La Pasqua ebraica, chiamata Pesach (pascha, in aramaico), celebra la liberazione degli Ebrei dall'Egitto grazie a Mosè e riunisce due riti: l'immolazione dell'agnello e il pane azzimo[5].

La parola ebraica pesach significa "passare oltre", "tralasciare", e deriva dal racconto della decima piaga, nella quale il Signore comandò agli ebrei di segnare con il sangue dell'agnello le porte delle case di Israele permettendo allo sterminatore di andare oltre ( "passò oltre" ),[6] colpendo così solo le case degli egizi ed in particolar modo i primogeniti maschi degli egizi, compreso il figlio del faraone (Esodo, 12,21-34 ). La Pesach indica quindi la liberazione di Israele dalla schiavitù sotto gli egizi e l'inizio di una nuova libertà con Dio verso la terra promessa. Gli ebrei che vivono entro i confini di Israele celebrano la Pasqua in sette giorni. Durante la festa un ebreo ortodosso deve astenersi dal consumare pane lievitato e sostituirlo con il pane azzimo, come quello che consumò il popolo ebraico durante la fuga dall'Egitto; per questo motivo la Pasqua ebraica è detta anche "festa degli azzimi". La tradizione ebraica ortodossa prescrive inoltre che, durante la Pasqua, i pasti siano preparati e serviti usando stoviglie riservate strettamente a questa ricorrenza.

Con l'avvento del cristianesimo la Pasqua ha acquisito un nuovo significato, indicando il passaggio da morte a vita per Gesù Cristo e il passaggio a vita nuova per i cristiani, liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce e chiamati a risorgere con Gesù. La Pasqua cristiana è quindi la chiave interpretativa della nuova alleanza, concentrando in sé il significato del mistero messianico di Gesù e collegandolo al Pesach dell'Esodo[5].

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di resurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d'Egitto. Quest'ultimo significato si ricava leggendo uno dei più importanti pensatori ebraici: Filone d'Alessandria scrive che la Pasqua è il ricordo e il ringraziamento a Dio per il passaggio del Mar Rosso, ma che ha anche il significato allegorico di purificazione dell'anima[7]. La Pasqua ebraica può essere intesa anche come attesa per il Messia, come ad esempio attesta il Targum Exodi, che descrive la notte di Pasqua come il ricordo delle quattro notti iscritte nel libro delle memorie: la creazione, il sacrificio di Isacco, il Passaggio del Mar Rosso e infine la venuta del Messia e la fine del mondo.

La Pasqua cristiana

La Pasqua è la solennità cristiana che celebra la resurrezione di Gesù, con l'instaurazione della Nuova alleanza e l'avvento del Regno di Dio[5].

Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna racchiude in sé tutto il mistero cristiano: con la passione, Cristo si è immolato per l'uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la resurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all'uomo il proprio destino, cioè la risurrezione nel giorno finale, ma anche il risveglio alla vera vita. La Pasqua si completa con l'attesa della Parusia, la seconda venuta, che porterà a compimento le Scritture[8].

Il cristianesimo ha ripreso i significati della Pasqua ebraica nella Pasqua cristiana, seppur con significativi cambiamenti, che le hanno dato un volto nuovo. Le sacre Scritture hanno infatti un ruolo centrale negli eventi pasquali: Gesù, secondo quanto è stato tramandato nei Vangeli, è morto in croce nel venerdì precedente la festa ebraica, che quell'anno cadeva di sabato, ed è risorto il giorno successivo, in seguito chiamato Domenica. Inoltre, questo evento venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato profetizzato sul Messia. Questo concetto viene ribadito più volte sia nella narrazione della Passione, nella quale i quattro evangelisti fanno continui riferimenti all'Antico Testamento, sia negli altri libri del Nuovo Testamento, come nella prima lettera ai Corinzi, dove Paolo scrive:

«Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture.»

(Prima lettera ai Corinzi, 15,3-4 )

L'accento si pone dunque sull'adempimento delle sacre Scritture, per cui i giudeo-cristiani, pur continuando a festeggiare la Pasqua ebraica, dovettero immediatamente spogliarla del significato di attesa messianica, per rivestirla di nuovo significato, cioè il ricordo della Passione e risurrezione di Gesù. Il passaggio sembra essere chiaramente avvertito già da Paolo, quando, sempre nella prima lettera ai Corinzi, scrive:

«Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, ma con azzimi di sincerità e verità»

(Prima lettera ai Corinzi, 5,7-8 )

Il rapporto con la festa ebraica è rimasto nelle letture liturgiche del Sabato Santo che sono proprio quelle della Pesach, ma la festa più importante, la vera Pasqua cristiana è il giorno successivo in cui gli ebrei celebrano l'offerta del primo covone d'orzo e i cristiani la resurrezione di Gesù, il primo esponente della "messe" cristiana. Il fatto che Gesù sia risorto nel primo giorno della settimana ebraica sembrò doppiamente simbolico: in questo giorno Dio aveva creato l'universo e ora nello stesso giorno aveva inizio una nuova creazione.

Alla Pasqua settimanale, la domenica, si aggiunse quindi anche la Pasqua annuale, il giorno più importante dell'anno, celebrato dai discepoli con la consapevolezza sempre più forte di aver istituito una festa nuova con nuovi significati: è un evento straordinario, dove il bene trionfa sul male grazie a Gesù che, morto crocifisso, risorge infine dai morti.

I diversi significati cristiani

Il significato della Pasqua arrivò molto lentamente a riempirsi dell'intero mistero cristiano, ma sin dall'inizio ebbe più accezioni. Tale pluralità comincia già nei Vangeli, anzi, «la diversificazione più originaria della Pasqua nasce proprio qui: nel grado e nel modo diversi con cui essi "pasqualizzano" la vicenda di Gesù, presentandola come antica Pasqua»[senza fonte]. Infatti, i tre sinottici pasqualizzano l'eucaristia, cioè vedono nella cena il momento in cui la Pasqua di Cristo sostituisce la Pasqua dei Giudei e il ricordo della morte del Figlio sostituisce il ricordo del Passaggio, evidenziando l'immolazione mistica del cenacolo.

Giovanni identifica continui riferimenti alla Pasqua durante la missione terrena di Gesù, trovando continue corrispondenze tra questa e l'esodo del popolo d'Israele, ma alla fine pone l'accento sulla Passione, cioè sull'immolazione reale dell'Agnello di Dio che muore in croce e torna al Padre. Nel Nuovo Testamento non troviamo però l'identità fra il mysterium paschale e il mysterium Christi, nonostante questo sia inscindibile dalla Passione. La Pasqua antica non comprendeva tutto il mistero cristiano, ma abbracciava solo i punti fondamentali: «Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture».

Nel primo periodo, fino almeno agli inizi del III secolo, la Pasqua è prevalentemente cristologia e ha un unico protagonista: né l'uomo né il Dio dell'Antico Testamento, considerati singolarmente, ma la duplice natura sia divina che umana del Cristo Salvatore. La Pasqua assume quindi un doppio significato commemorativo ed escatologico, ricordando tutto il mistero di Cristo, che culmina nell'evento salvifico della croce e ridesta l'attesa.

La data del giorno di Pasqua


Lo stesso argomento in dettaglio: Calcolo della Pasqua, Quartodecimani e Concilio di Nicea I.

La festa della Pasqua cristiana è mobile, poiché cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera (quest'ultimo per la Chiesa cade sempre convenzionalmente il 21 marzo, sebbene l'equinozio astronomico oscilli tra il 19 e il 21).

La data della Pasqua è calcolata a partire dall'inizio dell'anno religioso ebraico (calendario lunisolare). L'anno religioso iniziava il giorno della prima luna nuova dopo l'equinozio di primavera. La Pasqua ebraica è celebrata 14 giorni dopo l'inizio dell'anno religioso, come specificato nella Bibbia ebraica. La Pasqua cristiana, teoricamente, dovrebbe essere celebrata la prima domenica dopo la Pasqua ebraica, come specificato nei Vangeli. Invece, poiché 14 giorni dopo la luna nuova si ha la luna piena, il Concilio di Nicea I ha stabilito che la Pasqua cristiana deve essere celebrata la prima domenica dopo la prima luna piena della primavera.

Questo sistema venne fissato definitivamente nel IV secolo dal primo concilio di Nicea. Nei secoli precedenti potevano esistere diversi usi locali sulla data da seguire, tutti comunque legati al calcolo della Pasqua ebraica[9]. In particolare alcune chiese dell'Asia seguivano la tradizione di celebrare la Pasqua nello stesso giorno degli ebrei, senza tenere conto della domenica, e furono pertanto detti quartodecimani. Ciò diede luogo a una disputa, detta Pasqua quartodecimana, fra la chiesa di Roma e le chiese asiatiche.

Dionigi il Piccolo calcolò che la data della Pasqua è sempre compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile.[3] Infatti, se il 21 marzo è giorno di luna piena e cade di sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22 marzo); se invece il 21 marzo è domenica, il giorno di Pasqua sarà la domenica successiva (28 marzo). D'altro canto, se il plenilunio cade il 20 marzo, il successivo si verificherà il 18 aprile, e se questo giorno è una domenica occorrerà aspettare la domenica successiva, cioè il 25 aprile[10].

La Pasqua è detta "bassa" dal 22 marzo al 2 aprile, "media" dal 3 al 13 aprile e "alta" dal 14 al 25 aprile[11].

Nella Chiesa d'Oriente, il calcolo viene effettuato sulla base del calendario giuliano e dunque la pasqua ortodossa può cadere tra il 4 aprile e l'8 maggio. Nel Consiglio ecumenico delle Chiese del 1997[12] è stato proposto di far coincidere le due date ma la riforma non ha avuto seguito.

La tradizione della Chiesa cattolica vuole che la data della Pasqua sia annunciata ai fedeli dal sacerdote celebrante durante i riti della festività dell'Epifania (6 gennaio).

Il racconto dei vangeli


La Pasqua di risurrezione cristiana è l'evento centrale della narrazione dei Vangeli e degli altri testi del Nuovo Testamento: il terzo giorno dopo la sua morte in croce Gesù risorge lasciando il sepolcro vuoto e apparendo inizialmente ad alcune discepole, per poi presentarsi anche agli apostoli e ad altri discepoli.

Tutti gli evangelisti raccontano l'episodio del sepolcro vuoto:

Le quattro versioni concordano sulla presenza di Maria di Magdala e forniscono informazioni diverse sulle altre donne che erano con lei. Gli evangelisti descrivono quindi la presenza di una o due figure angeliche:

La narrazione dei vangeli prosegue quindi con la descrizione degli incontri dei discepoli con Gesù risorto nei quaranta giorni successivi alla risurrezione per poi culminare con l'ascensione al cielo in attesa della Seconda venuta.

Preparazione liturgica


Lo stesso argomento in dettaglio: Quaresima.

Nella tradizione cristiana, la Pasqua è preceduta da un periodo preparatorio di astinenza e digiuno della durata all'incirca di quaranta giorni, chiamato generalmente Quaresima, che nella maggior parte delle confessioni cristiane, con l'importante eccezione del rito ambrosiano cattolico, ha inizio il Mercoledì delle Ceneri. La settimana che precede la Pasqua, detta Settimana santa, è un periodo ricco di celebrazioni e dedicato al silenzio e alla contemplazione. Comincia con la Domenica delle Palme, che ricorda l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, dove fu accolto trionfalmente dalla folla che agitava in segno di saluto delle foglie di palma. Per questo motivo, nelle chiese cristiane, durante questa domenica, vengono distribuiti ai fedeli dei rami di palma oppure, dove le palme non sono facilmente reperibili, rametti di ulivo o altre piante native. Il giovedì, venerdì e sabato della Settimana Santa, unitamente alla domenica di Risurrezione, costituiscono il Triduo pasquale.

Nella forma ordinaria del rito romano, gli ultimi giorni della Settimana santa segnano la fine del tempo di Quaresima e la parte iniziale e centrale del Triduo pasquale.

Nella chiesa cattolica, la mattina del Giovedì Santo, si celebra, nelle cattedrali, la Messa crismale, durante la quale il Vescovo consacra gli oli santi (crisma, olio dei catecumeni e olio degli infermi), i quali serviranno durante tutto il corso dell'anno rispettivamente per celebrare le cresime e i battesimi, ordinare i sacerdoti e celebrare il sacramento dell'unzione degli infermi. L'Ora Nona del Giovedì Santo è l'ultima celebrazione liturgica del tempo di Quaresima che si conclude prima dell'inizio della Messa nella Cena del Signore (in cena Domini). I paramenti seguono le regole dei colori liturgici.

Il Venerdì Santo si ricorda la morte di Gesù in croce. Durante questo giorno non si celebra la Messa, ma viene officiata l'Azione liturgica nella Passione del Signore. Sempre durante il Venerdì Santo, in alcune parti del mondo, si organizzano varie celebrazioni o processioni.

Il Sabato Santo, giorno aliturgico, cioè senza messa, continua, come negli altri giorni aliturgici, la Liturgia delle Ore.

La Veglia pasquale, che si celebra la notte del sabato, appartiene liturgicamente alla Domenica di Risurrezione.

Tradizioni


Lo stesso argomento in dettaglio: Dolci pasquali.

Il dono delle uova

A Pasqua c'è l'abitudine di regalare uova di cioccolato. In realtà quest'abitudine è nata con il tempo, ma all'inizio si regalavano uova vere, con il guscio colorato, col significato di rinascita e che la vita ricomincia.

Tradizioni locali in Italia

La mattina di Pasqua, a Teggiano, in provincia di Salerno, i figli baciavano i piedi ai genitori in segno di perdono.[13] In Versilia, sempre in segno di perdono, ma stavolta verso Gesù, le donne dei marinai baciano la terra, dicendo: "Terra bacio e terra sono - Gesù mio, chiedo perdono".[13]

In Abruzzo invece è usanza dei contadini durante la Pasqua aggiungere acqua benedetta nel cibo.[13] L'acqua benedetta si usa anche in Venezia Giulia, dove se ne beve mezzo bicchiere a digiuno, prima di mangiare due uova sode e una focaccia innaffiata con vino bianco.[13]

Un altro simbolo utilizzato durante il periodo pasquale è il fuoco. In particolare, a Coriano, in provincia di Rimini, vengono accesi dei falò la sera della vigilia,[13] mentre nelle campagne nella provincia autonoma di Bolzano si porta il fuoco benedetto.[13] I falò vengono accesi anche a San Marco in Lamis, stavolta accesi su un carro con ruote.[13] A Firenze l'uso del fuoco sacro è cambiato nel tempo: prima dell'anno mille venivano infatti portate nelle case delle candele che venivano accese da un cero a sua volta acceso attraverso una lente o una selce; agli inizi del Trecento venivano usati invece tre pezzi di selce che secondo la tradizione arrivavano dal Santo Sepolcro di Gerusalemme;[13] secondo il racconto, tali pezzi di selce vennero donati alla famiglia dei Pazzi da Goffredo di Buglione.[13] Nel seguito, l'uso del fuoco sacro a Firenze si concretizzò in un carro pieno di fuochi d'artificio.[13]

Note


  1. ^ Giovanni Filoramo, Cristianesimo, Mondadori Electa, 2007.
  2. ^ Per la Chiesa Cattolica, cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 1169: "la Pasqua non è semplicemente una festa tra le altre: è la « festa delle feste », la « solennità delle solennità », come l'eucaristia è il sacramento dei sacramenti (il grande sacramento). Sant'Atanasio la chiama « la grande domenica », come la Settimana santa in Oriente è chiamata « la grande Settimana »".
  3. ^ a b "Pasqua", Enciclopedia Treccani
  4. ^ Per un approfondimento su rapporti e differenze tra liturgia cristiana e liturgia ebraica, cfr. ad esempio, Catechismo della Chiesa Cattolica, 1096, Libreria Editrice Vaticana, 1999: "Cristiani ed ebrei celebrano la Pasqua: Pasqua della storia, tesa verso il futuro, presso gli ebrei; presso i cristiani, Pasqua compiuta nella morte e nella risurrezione di Cristo, anche se ancora in attesa della definitiva consumazione."
  5. ^ a b c Giovanni Filoramo
  6. ^ 'Dizionario Etimologico Online: Pasqua
  7. ^ Vedi Filone Alessandrino, De specialibus legibus
  8. ^ Sul concetto di "Ultima Pasqua" cfr. ad es. Catechismo della Chiesa Cattolica, 667, op. cit.
  9. ^ Dopo essere stata festeggiata il 14 di Nisan, nelle comunità occidentali si decise quindi di celebrare la Pasqua nel sabato successivo (Giovanni Filoramo)
  10. ^ Sulla datazione della Pasqua nella Chiesa Cattolica cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 1170: "Nel Concilio di Nicea (anno 325) tutte le Chiese si sono accordate perché la Pasqua cristiana sia celebrata la domenica che segue il plenilunio (14 Nisan) dopo l'equinozio di primavera. A causa dei diversi metodi utilizzati per calcolare il giorno 14 del mese di Nisan, il giorno di Pasqua non sempre ricorre contemporaneamente nelle chiese occidentali e orientali."
  11. ^ Almanacco Barbanera, 251ª ed., Spello, Editoriale Campi, 2013, p. 11, ISBN 978-88-7932-034-4.
  12. ^ Sito del Consiglio ecumenico delle chiese
  13. ^ a b c d e f g h i j Toschi, pp. 36-37.

Bibliografia


Voci correlate


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Data: 21.06.2021 02:25:37 CEST

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