Pressione arteriosa sistemica


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La pressione arteriosa sistemica, conosciuta anche semplicemente come pressione arteriosa, è la pressione del sangue arterioso sistemico misurata a livello del cuore.[1][2] Viene espressa in millimetri di colonna di mercurio (mmHg).

La pressione del sangue, intesa come l'intensità della forza che il sangue esercita su una parete del vaso di area unitaria, varia lungo tutto l'apparato vascolare: infatti la pressione arteriosa diminuisce progressivamente dal ventricolo sinistro del cuore fino alle arteriole.

Indice

Fisiologia


La pressione arteriosa (PA) esprime l'intensità della forza con cui il sangue (contenuto) spinge sulle pareti arteriose (contenente), divisa per l'area della parete.[3] Questa pressione è il risultato dei seguenti fattori:

La pressione arteriosa si distingue in:[4]

Valori pressori

Classificazione dei valori pressori negli adulti (mmHg)[5]
classificazione sistolica diastolica
ipotensione grave <80 <60
ipotensione moderata 80-99 60-64
normale bassa 100-109 65-74
ottimale 110-129 75-84
normale alta 130-139 85-89
Ipertensione di primo grado 140-159 90-99
Ipertensione di secondo grado 160-179 100-109
Ipertensione di terzo grado >=180 >=110
Classificazione dei valori pressori nei pediatrici (mmHg)[6]
1-30 giorni <2 anni 3-5 anni 6-9 anni 10-12 anni 13-15 anni >16 anni
normale Sistolica <80 (pretermine)
<95 (a termine)
104–111 108–115 114–121 122–125 130–135 136–141
Diastolica 70-73 70-75 74-77 78-81 80-85 84-91
normale alta Sistolica 96–105 (pretermine)
104–109 (a termine)
112–117 116–123 122–129 126–133 136–143 142–149
Diastolica 74–81 76–83 78–85 82–89 86–91 92–97
ipertensione Sistolica >106 (pretermine)
110 (a termine)
>118 >124 >130 >134 >144 >150
Diastolica >82 >84 >86 >90 >92 >98

Attualmente si ritiene che in condizioni normali i valori della pressione arteriosa, misurata in condizioni di riposo a livello dell'omero con lo sfigmomanometro preferibilmente all'altezza del cuore, non debbano superare il valore di 130 mmHg (millimetri di mercurio) come pressione sistolica e quello di 85 mmHg come pressione diastolica. Valori inferiori non sono considerati patologici finché compatibili col pieno benessere del soggetto. Valori persistenti di pressione arteriosa a riposo superiori a quelli sopra indicati determinano lo stato patologico denominato ipertensione arteriosa che può essere di vario grado e rappresenta uno dei fattori di rischio cardiovascolari più diffusi. Infatti è fortemente raccomandato il controllo preventivo della pressione arteriosa, anche perché spesso uno stato di ipertensione per lungo tempo non determina sintomi che mettano in allarme il paziente.

Regolazione della pressione arteriosa

Regolazione tramite variazioni della resistenza periferica: la legge di Poiseuille applicata all'emodinamica dimostra che la resistenza al flusso ematico (\({\displaystyle R}\)) è direttamente proporzionale alla lunghezza del vaso (\({\displaystyle l}\)) e alla viscosità (\({\displaystyle \eta }\)) del sangue ed è inversamente proporzionale al raggio (\({\displaystyle r}\)) del vaso elevato alla quarta potenza: (\({\displaystyle \ R={\frac {8\eta l}{\pi r^{4}}}}\)). Dato che la lunghezza dei vasi e la viscosità del sangue sono parametri relativamente costanti, il raggio è il parametro principe per la regolazione del flusso sanguigno. La sua importanza è duplice perché:

  1. \({\displaystyle R}\) è proporzionale a \({\displaystyle {\frac {l}{r^{4}}}}\), quindi una piccola diminuzione del raggio causa un grande aumento di resistenza.
  2. Il raggio del vaso può essere facilmente diminuito o aumentato diminuendo o aumentando la contrazione delle fibre muscolari lisce circolari che lo circondano.

Quindi attraverso variazioni della resistenza periferica arteriolare è possibile controllare efficacemente la pressione arteriosa media. Inoltre contraendo selettivamente i vasi è possibile modulare la quantità di sangue che fluisce attraverso ciascun organo. Le arteriole contribuiscono a più del 60% della resistenza totale e sono il luogo dove avviene la maggiore variazione di resistenza nell'intero sistema cardiocircolatorio. Esistono tre diversi modi per controllare questa resistenza:

Regolazione tramite variazioni della volemia: il controllo della volemia ha una correlazione diretta con la pressione arteriosa media. Infatti all'aumentare della volemia cresce anche la pressione esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi. Il mantenimento di questi valori stabili è affidato principalmente al rene tramite un meccanismo innescato dagli ormoni:

Misurazione e diagnosi


Tecniche e procedure

Lo stesso argomento in dettaglio: Monitoraggio dinamico della pressione arteriosa.

La misurazione della pressione può essere effettuata utilizzando metodi manuali o con misuratori elettronici. I metodi manuali sono:

Si mette attorno al braccio il manicotto a 2 cm di distanza dalla piegatura del gomito, mantenendo quest'ultimo preferibilmente all'altezza del cuore.[7] Si insuffla fino ad un valore sicuramente superiore alla pressione massima del paziente, per esempio 250 mmHg allo scopo di evitare i frequenti casi di "pausa libera". Si appoggia l'audiofono a valle del bracciale nel punto di passaggio dell'arteria omerale. Si svita lentamente la valvola, la colonnina scende, fino a sentire il primo battito che indica la sistolica (o massima); la si fa scendere fino a non sentire alcun battito oppure fino a percepire una notevole riduzione di intensità. L'ultimo battito ascoltato è la diastolica (o minima).[8]

Interpretazione dei valori pressori

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stabilito i seguenti valori per un soggetto adulto di età compresa tra i 18 e i 70 anni: per rientrare nella norma, la pressione arteriosa deve essere inferiore a 140/90. Valori pressori inferiori a 120/80 sono da considerarsi ottimali, purché la pressione arteriosa massima sia superiore a 100, altrimenti si ha ipotensione. Invece quando la pressione arteriosa è superiore a 139/89 si ha l'ipertensione. L'ipertensione è lieve se la pressione è compresa tra 140-159/90-99, mentre se questa è compresa tra 160-179/100-109 l'ipertensione è moderata. A valori pressori superiori a 180/110 corrisponde un'ipertensione di grado severo.[9][10]

Note


  1. ^ Chobanian AV, Bakris GL, Black HR, et al, Seventh report of the Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Pressure , in Hypertension, vol. 42, n. 6, dicembre 2003, pp. 1206–52, DOI:10.1161/01.HYP.0000107251.49515.c2 , PMID 14656957 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2007).
  2. ^ Diseases and conditions index - hypotension , su nhlbi.nih.gov, National Heart Lung and Blood Institute, settembre 2008. URL consultato il 16 settembre 2008.
  3. ^ www.heart.org
  4. ^ Normal Blood Pressure Range Adults , su healthlifeandstuff.com, Health and Life (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2016).
  5. ^ Pressione Alta - Ipertensione Archiviato il 15 marzo 2010 in Internet Archive.
  6. ^ asc L’ipertensione arteriosa nel bambino [collegamento interrotto]
  7. ^ Si consideri che variando di 20 cm l'altezza di una colonna di sangue si provoca una variazione di pressione equivalente a 15 mmHg.
  8. ^ a b J Booth, A short history of blood pressure measurement , in Proceedings of the Royal Society of Medicine, vol. 70, n. 11, 1977, pp. 793–9, PMC 1543468 , PMID 341169 . URL consultato il 6 ottobre 2009.
  9. ^ Understanding blood pressure readings , su heart.org, American Heart Association, 11 gennaio 2011. URL consultato il 30 marzo 2011.
  10. ^ (EN) Hypertension: management of hypertension in adults in primary care (PDF), in NICE clinical guideline 34, London, National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE), giugno 2006. URL consultato il 15 settembre 2008.

Voci correlate


Collegamenti esterni


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Categorie: Fisiologia cardiovascolare | Reperti strumentali | Pressione del sangue




Data: 19.05.2022 01:00:44 CEST

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