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Sabbia




Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Sabbia (disambigua).
Sabbia
Sabbia nel deserto del Marocco
CategoriaSuolo
ColoreA seconda della provenienza può essere: gialla, rosa, grigia, bianca, nera
UtilizzoEdilizia, laterizi
Ambiente di formazioneCorrosione delle rocce

La sabbia, detta anche rena, è una roccia sedimentaria clastica sciolta, proveniente dall'erosione di altre rocce tra le quali l'arenaria (roccia sedimentaria). La sabbia è formata da granelli di dimensioni comprese tra i 2 e gli 0,063 millimetri. La sabbia è il classico esempio di materiale granulare: ogni singola particella che la compone è chiamata "granello di sabbia".

Quando si deposita la sabbia dà luogo a tipiche forme, quali la duna, se trasportata dal vento o la barra se trasportata dalla corrente marina e la spiaggia se l'agente di trasporto è il moto ondoso.

Indice

Natura e composizione della sabbia


In sedimentologia e in geologia il termine sabbia viene usato per indicare una precisa classe granulometrica e pertanto può essere usato come termine per definire una dimensione. Particelle più piccole della sabbia rientrano nella categoria del limo o dell'argilla, mentre particelle più grandi sono definite ciottoli o blocchi. I limiti dimensionali della sabbia sono definiti in funzione di proprietà idrodinamiche dei clasti e della natura dell'agente di trasporto che comunemente è l'acqua ma corrispondono grossomodo anche alle dimensioni nelle quali si frantumano i minerali che compongono una roccia se sottoposti a processi di alterazione meccanica.

La sabbia può formarsi attraverso tre principali meccanismi:

Nel primo caso la composizione di una sabbia dipende dalle rocce che l'hanno generata ed è quindi strettamente legata al bacino idrografico di provenienza. In mari non tropicali la composizione della sabbia rispecchierà quella delle rocce nelle aree montuose circostanti. I minerali più comuni sono: quarzo e feldspati in sabbie chiare, magnetite, ematite e granato in sabbie scure.

In precise condizioni chimico-fisiche (forte evaporazione, scarsa circolazione, elevata quantità di ioni in soluzione), particolari grani possono precipitare direttamente dall'acqua. È il caso delle ooliti o di alcune brine che precipitano su bassi fondali in aree tropicali. Le sabbie bianchissime che caratterizzano molte isole di arcipelaghi come quello dei Caraibi, delle Seychelles o di mari a circolazione ristretta come il Mar Rosso sono composte integralmente da carbonato di calcio precipitato.

Molti organismi intrappolano il carbonato di calcio o la silice presenti in soluzione nell'acqua per sviluppare organi di sostegno e di protezione, specialmente gli invertebrati. Alla morte di questi organismi lo scheletro può conservarsi ed essere trasportato sulla spiaggia, spesso in accumuli di notevole importanza. I molluschi sono gli organismi più noti, ma molta sabbia è prodotta da alghe verdi appartenenti ai generi Halimeda e Pennicillus, da coralli e da crinoidi. Nel passato hanno costituito un'importante fonte di materiale granulare anche i foraminiferi, soprattutto nell'Eocene.

La petrografia del sedimentario è la disciplina che si occupa, insieme alla sedimentologia, dello studio della provenienza dei grani di sabbia.

Usi della sabbia


Sabbie silicatiche (cioè composte da silicati), ben selezionate, prive di argilla, sono usate per la produzione del cemento. Esiste inoltre un impiego industriale da parte delle aziende che si occupano della lavorazione dei metalli: gli stampi utilizzati per le operazioni di fusione possono infatti essere realizzati con sabbie prerivestite di apposite resine.

Sabbie a composizione prevalentemente quarzosa sono usate come abrasivi, sabbie composte da minerali di alterazione quali le zeoliti sono ricercate per la produzione di filtri per l'acqua.

L'elevata permeabilità di un suolo sabbioso favorisce la coltivazione di quelle colture che soffrono di un eccessivo ristagno dell'acqua: è il caso dei meloni, delle angurie e di certi tipi di viti.

Raccolta in sacchi può essere utilizzata dal genio civile o militare per realizzare opere di difesa contro lo straripamento dei fiumi o contro esplosioni.

La sabbia ha anche un utilizzo ludico e didattico, prestandosi a essere modellata o scavata ad esempio nelle spiagge per dar luogo a castelli di sabbia, o come fondo per sport come il Beach Volley e il Beach Tennis.

La sabbia viene anche utilizzata per la realizzazione del vetro e dei microprocessori in silicio.

La sabbia era ed è tuttora comunemente usata per creare le clessidre per la misurazione del tempo.

In edilizia e nel restauro si usa la sabbiatura per pulire superfici mediante un getto di aria e sabbia (più o meno fine) che asporta lo strato superficiale.

Pericoli legati alla sabbia


Le sabbie quarzose sono potenti abrasivi e, se respirate per periodi prolungati, possono dar luogo a infiammazioni polmonari e silicosi.

La sabbia può, in casi eccezionali, comportarsi come un liquido e collassare inglobando oggetti o persone. Normalmente perché ciò accada è necessario che sia presente un lubrificante (ad esempio acqua) tra i grani e che la sabbia venga scossa violentemente, ad esempio ad opera di un terremoto o del camminare di una persona al di sopra di essa. Questo fenomeno è chiamato "sabbie mobili". Esistono anche vari tipi di allergie legate alla sabbia sia per l'apparato respiratorio e sia per la pelle.[senza fonte]

Estrazione della sabbia


Lo stesso argomento in dettaglio: Ripascimento.

Con l'aumento esponenziale di estrazione di sabbie nel mondo, ha portato nel 2017 l'Agenzia Onu per l'Ambiente Unep, a redigere un rapporto sui pericoli ambientali di questa attività[1]

Tipi di sabbie


Le sabbie si suddividono anche in base alla loro granulosità e quindi alle dimensioni dei granelli (sabbie fini, medie e grossolane).

Note


Voci correlate


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Collegamenti esterni


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Categorie: Rocce | Geotecnica | Rocce per l'edilizia | Materiali granulari | Silicio








Data: 21.05.2020 06:27:29 CEST

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