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Software




Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Software (disambigua).

Si definisce software (sigla SW) (prestito linguistico dell'inglese dove nasce, su imitazione del termine hardware, dalla composizione delle parole soft (in italiano «morbido», «tenero», «leggero»)[1] e ware («merci», «articoli», «prodotti», «mercanzie»)[2], in informatica e elettronica, l'insieme delle componenti immateriali (strato logico/intangibile) di un sistema elettronico di elaborazione, in contrapposizione all'hardware, cioè la parte materiale (strato fisico/tangibile) dello stesso sistema;[3]

In particolare in informatica si intendono tali il semplice dato o informazione[4] oppure più propriamente le istruzioni di un programma codificate in linguaggio macchina o in linguaggio di programmazione (codice sorgente), memorizzate su uno o più supporti fisici, sotto forma di codice eseguibile. Riguardo l'invenzione del termine lo statunitense Paul Niquette sostiene di averlo coniato nel 1953,[5] tuttavia è invece ritenuta certa la prima apparizione in una pubblicazione scientifica del 1958 dell'American Mathematical Monthly da parte dello statistico John Wilder Tukey.[6]

Indice

Storia


Il termine sarebbe stato creato durante la seconda guerra mondiale; tecnici del Royal Army britannico erano impegnati nella decrittazione dei codici tedeschi di Enigma, di cui già conoscevano la meccanica interna (detta hardware, componente dura, nel senso di ferraglia) grazie ai servizi segreti polacchi. La prima versione di Enigma sfruttava tre rotori per mescolare le lettere. Dopo il 1941, ad Enigma venne aggiunto un rotore, e il team di criptoanalisti inglesi, capitanati da Alan Turing, si dovette interessare non più alla sua struttura fisica, ma alle posizioni in cui venivano utilizzati i rotori della nuova Enigma.

Dato che queste istruzioni erano scritte su pagine solubili nell'acqua (per poter essere più facilmente distrutte, evitando in tal modo che cadessero nelle mani del nemico) furono chiamate software (componente tenera), in contrapposizione all'hardware. Il senso moderno del termine deriva dalle istruzioni date ai computer, ed è stato utilizzato per la prima volta nel 1957 da John Wilder Tukey, noto statistico statunitense. Dal 1950 l'analogia tra l'hardware ed il corpo umano e quella tra il software e la mente umana si è fatta molto forte, dal momento che Turing ha sostenuto che il progresso tecnologico sarebbe riuscito a creare, entro il 2000, delle macchine intelligenti (in grado cioè di «pensare» autonomamente) atte alla risoluzione dei problemi.

A partire dal secondo dopoguerra, con lo sviluppo dell'hardware sono aumentate le possibilità per gli sviluppatori; ai sensi della seconda legge di Moore, una minaccia alla velocità di elaborazione, oltre ai costi, proviene dal software. Infatti ciò che conta per un utente non è tanto la velocità di elaborazione del processore, quanto la velocità effettiva di elaborazione del codice, calcolata in base al tempo che occorre alla CPU per eseguire un'operazione (come la scrittura di un testo, la creazione di una cartella, ecc.).

Nathan Myhrvold, direttore dell'Advanced Technology Group della Microsoft, ha effettuato uno studio sui prodotti Microsoft calcolando le linee di codifica per le successive release dello stesso software:

La continua aggiunta di nuove funzionalità al software esistente giustifica la costante richiesta di processori più veloci, memorie sempre più grandi e più ampie capacità di I/O (Input/Output).

Infatti, anche le altre tecnologie si sono evolute di pari passo:

Myhrvold traccia un parallelismo con la legge di Moore: «abbiamo aumentato la dimensione e la complessità del software ancora più rapidamente di quanto non prevedeva la legge di Moore», «gli utenti del software hanno sempre consumato le maggiori capacità di elaborazione ad una velocità uguale o superiore a quella con cui i produttori di circuito integrato le mettevano a disposizione» (Stewart Brand, 1995).

Descrizione


Genericamente si intende l’insieme dei programmi impiegati in un sistema di elaborazione dati[3] che gestisce il funzionamento di un elaboratore[7]; si distingue fra:

Il termine si contrappone tradizionalmente ad hardware (la componente fisica di un sistema di calcolo),[3] che rende possibile l'esecuzione del software (la componente logica dello stesso). Nel tempo sono entrati nell'uso altri termini che descrivono elementi di un computer, come il firmware. Il suffisso -ware (il cui significato è «componente») viene usato anche in altri termini che indicano particolari tipi di programmi: in funzione del ruolo che hanno in un sistema di calcolo (per esempio middleware), del tipo di licenza con cui sono distribuiti (freeware, shareware), dell'edizione e altro ancora. Software di tipo speciale si trovano sui più disparati dispositivi (p.es. un televisore, un'automobile, un cronotermostato, una lavatrice ma anche applicazioni produttive).

Classificazione

I software possono essere classificati in base a diverse loro caratteristiche:

Dal punto di vista gerarchico[11] i software possono essere divisi in quattro[12] categorie principali:

Con il termine suite si designa un software strutturato in diversi programmi/moduli, solitamente configurabili (nel senso di installabili, attivabili) separatamente ma facenti parte di un'unica soluzione. Microsoft Office o AVG AntiVirus o SAP ERP sono esempi di suite software.

Realizzazione


Lo stesso argomento in dettaglio: Sviluppo software.

Un software viene normalmente realizzato attraverso un processo di programmazione utilizzando uno o più linguaggi di programmazione ad opera di un programmatore. Se il progetto diventa complesso, è opportuno dividere il programma in uno o più moduli, che possono essere così affidati a diversi programmatori, modificati più semplicemente e riutilizzati in altri progetti. La realizzazione del software è un'attività complessa articolata in più fasi, per questo motivo spesso il software è associato ad un prodotto ingegneristico, ma se ne differenzia soprattutto per alcune caratteristiche:

La fase detta di compilazione, traduce ogni file del codice sorgente, scritto nel o nei linguaggi di programmazione, in un file oggetto contenente il programma in linguaggio macchina adeguato all'architettura hardware di destinazione. In seguito tutti i file oggetto attraversano una fase di linking per giungere al prodotto finale: il file eseguibile.

Alcuni software non vengono compilati in quanto le istruzioni contenute nel codice sorgente vengono eseguite utilizzando un software detto interprete.

Il modello di sviluppo

Lo stesso argomento in dettaglio: Modello di sviluppo del software.

La gestione del processo di sviluppo è caratterizzato dalla scelta di un modello di sviluppo del software codificato nell'ambito dell'ingegneria del software (Software Engineering), esistono:

Le versioni

Lo stesso argomento in dettaglio: Controllo di versione.

Molte volte i software realizzati vengono rilasciati sotto forma di versioni e release successive, ciascuna identificata da un numero intero progressivo con in aggiunta uno o più numeri decimali che identificano la release: tipicamente l'ordine di rilascio segue un andamento progressivo della numerazione dove versione o release successive rappresentano evoluzioni delle precedenti con miglioramenti in termini di nuove caratteristiche e funzionalità aggiunte e/o bug corretti con opportune patch. L'edizione è il principale stadio di una evoluzione, mentre le versioni ne rappresentano i minori cambiamenti.

Licenze d'utilizzo e distribuzione


Le singole voci sono elencate nella Categoria:Licenze software

La licenza d'uso è un documento che accompagna il software e specifica i diritti e i doveri di chi lo riceve e di chi lo diffonde.

Tutte le licenze d'uso traggono il loro valore legale dalle norme sul diritto d'autore (il copyright).

Esistono licenze libere, le licenze Open Source e licenze proprietarie. Nasce in seguito anche l'Open content che ha come scopo quello di trasferire le licenze su opere diverse dal software.

Le licenze di utilizzo e distribuzione del software libere ed Open Source sono numerose, ma quelle effettivamente diffuse sono poche. Per l'89% si tratta di GPL, LGPL e BSD (licenza storica di Unix, tornata in uso dall'avvento di Linux).

Alcune licenze libere:

Ogni tipo di licenza differisce dagli altri per vari aspetti.

Brevettabilità del software

Nell'Unione europea, i software non possono essere oggetto di brevetto, come accade invece negli Stati Uniti. Il 6 luglio 2005, il Parlamento europeo ha respinto la proposta di direttiva per la Brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici, sostenuta dalla Commissione[13][14].

La proposta è stata rigettata alla prima votazione con 648 voti contrari, 32 favorevoli, rispetto a 680 schede scrutinate.

Il giorno prima della votazione, la Commissione Europea ha confermato che, in caso di bocciatura, non sarebbe stato presentato un nuovo testo sull'argomento.

Menù aiuto

Questo menù (presente praticamente in ogni programma applicativo che preveda l'interazione visiva con utente umano), tipicamente inserito nella barra principale, è quello che fornisce le informazioni nominalistiche sul relativo programma («Informazioni su ...»: nome, produttore, versione, disclaimer), la guida in linea, il supporto, ecc. Spesso il menù è etichettato con un punto di domanda (?).

Diritto d'autore


Come espresso negli articoli 1 e 2 n. 8 della Legge sul Diritto d'Autore (L.633/41) anche i programmi per elaboratore sono protetti da diritto d'autore in qualsiasi forma espressi purché siano originali. Viene altresì tutelato il materiale preparatorio a differenza delle idee e dei principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un programma (compresi quelli alla base delle sue interfacce) i quali non vengono tutelati.

Secondo l'articolo 12 bis della legge sopracitata, in caso di lavoro su commissione il titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica è il datore di lavoro. Questo però non fa venire meno i diritti morali di chi ha creato il codice, ovvero il lavoratore dipendente.

Diritti patrimoniali esclusivi:

Note


  1. ^ Confronta il lemma "soft" su «Il Sansoni - Inglese» .
  2. ^ Confronta il lemma "ware1" su «Il Sansoni - Inglese» .
  3. ^ a b c d e f software in Vocabolario - Treccani , su www.treccani.it. URL consultato il 3 dicembre 2018.
  4. ^ (EN) Software and data , su github.com. URL consultato il 30 settembre 2018.
    «software, while similar to data in terms of not traditionally having been cited in publications, is also different than data».
  5. ^ Paul Niquette, Introduction: the software age , «Sophisticated: The Magazine», 1995.
  6. ^ David Leonhardt, John Tukey, 85, statistician; coined the word 'software' , «New York Times», 28 luglio 2000.
  7. ^ a b Software: Definizione e significato di Software – Dizionario italiano – Corriere.it , su dizionari.corriere.it. URL consultato il 3 dicembre 2018.
  8. ^ Visiva in quanto esiste anche il riconoscimento vocale come interfaccia con l'utente.
  9. ^ Specie nella configurazione nella quale sul client è installato solo l'agent.
  10. ^ Esempio semplice: Facebook è un'applicazione software web (full web application in quanto non necessita di alcun agent installato a differenza, ad esempio, di Skype)
  11. ^ La distinzione è relativa al grado di «utilizzabilità» e «prossimità» rispetto all'utente.
  12. ^ Si potrebbe anche considerare una quinta categoria di software: gli «strumenti» (tool nel linguaggio informatico). Si tratta di programmi di gestione di una periferica (device), ad esempio il pannello di controllo della stampante, della scheda video, di un disco esterno, ecc. Si tratta di software di interconnessione tra il sistema operativo e periferica (e quindi dei driver relativi) che consentono di regolare (setup) la periferica e il suo funzionamento nei confronti del sistema operativo o di altri programmi. Esistono anche tool di gestione di software applicativi, ad esempio il pannello di controllo di un anti-malware oppure quello di supervisione delle applicazioni specifiche del produttore del computer (OEM). Infine, esistono tool per la gestione (installazione, modifica-sviluppo, aggiornamento, manutenzione, ecc) di firmware o sistemi operativi
  13. ^ Testo della proposta di Direttiva per la brevettabilità del software [collegamento interrotto]
  14. ^ Argomenti della Commissione Europea a sostegno della brevettabilità

Bibliografia


Voci correlate


Altri progetti


Collegamenti esterni


Controllo di autoritàLCCN (ENsh85029534  · GND (DE4055382-6  · BNF (FRcb133183707 (data)  · BNE (ESXX530960 (data)  · NDL (ENJA00684642








Categorie: Software | Terminologia informatica








Data: 21.05.2020 09:00:09 CEST

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