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Stato fallito




Il termine Stato fallito usato per la prima volta da Madeleine Albright , ex segretario di Stato americano, viene spesso usato dai commentatori politici e giornalisti per descrivere uno Stato responsabile di non aver saputo realizzare alcune delle condizioni di base e le responsabilità di un legittimo Stato sovrano.

Indice

Definizione


Non esiste una definizione chiara e universale di 'Stato fallito'.

Si può dire che uno Stato "ha successo" se, nelle parole di Max Weber, mantiene "il monopolio dell'uso legittimo della forza fisica" all'interno dei suoi confini[1]. Quando questo monopolio viene spezzato o messo in dubbio[2], l'esistenza stessa dello Stato diventa dubbia, viene messa in discussione, e lo Stato diventa uno Stato fallito. La difficoltà nel determinare se un governo mantiene il monopolio dell'uso legittimo della forza[3] comporta che non è chiaro quando uno Stato si può dire veramente fallimentare. Questo problema di legittimità può essere risolto comprendendo il significato attribuitovi da Weber. Weber spiega chiaramente che solo lo Stato ha i mezzi di produzione necessari per la violenza fisica[4]. Questo significa che lo Stato non ha bisogno di legittimazione per il conseguimento del monopolio sui mezzi di violenza (de facto), ma ne avrà bisogno se ha necessità di usarla (de jure).

William Easterly e Laura Freschi hanno sostenuto che il concetto di fallimento dello Stato "non ha una definizione coerente" ed è controproducente.[5] Anche il Centro di Ricerca sulla crisi degli Stati della London School of Economics nega valore euristico ad una definizione dinamica, suscettibile di evoluzioni e di involuzioni anno per anno secondo l'indice utilizzato dal dipartimento di Stato USA.

Il contrario di uno "Stato fallito" è uno "Stato permanente", e la linea di demarcazione assoluta tra queste due condizioni è difficile da accertare ai margini. Anche in uno Stato fallito, alcuni elementi dello Stato, come le organizzazioni statali locali, potrebbero continuare ad esistere, a differenza delle società acefale che rigettano la stessa esistenza di una gerarchia.

Parametri


Al fine di rendere la definizione più precisa, per caratterizzare uno Stato fallito sono stati spesso utilizzati i seguenti attributi, proposti dalla ONG Fund for Peace:

Tra le caratteristiche comuni di uno Stato fallimentare vede la presenza di un potere centrale così debole o inefficace, che ha un controllo limitato, o assente, su gran parte del suo territorio, criminalità diffusa e corruzione dilagante, fenomeni di massa, movimento di rifugiati e rivolte della popolazione, e forte declino economico.[6]

Il livello di controllo di un governo richiesto per evitare di essere considerato uno “stato fallito” varia considerevolmente tra le autorità.[6] Inoltre, la dichiarazione che uno Stato ha "fallito" è generalmente controversa, e, quando fatto autorevolmente, può portare notevoli conseguenze geopolitiche indesiderate.

Indice degli Stati falliti


Dal 2005 lo statunitense Fund for Peace calcola a cadenza annuale un indice chiamato Fragile State Index[7]. La lista, che viene pubblicata sulla rivista Foreign Policy, valuta solo gli Stati sovrani, ossia membri delle Nazioni Unite[8][9]. La classifica si basa su dodici indicatori: per ciascuno di essi il punteggio è determinato su una scala da zero a dieci, dove zero indica il Paese con la massima stabilità e dieci quello alla massima instabilità. Il punteggio totale, espresso in una scala tra zero e 120, si ottiene sommando le valutazioni dei dodici indicatori.[9] In questo modo i Paesi sono raggruppati in categorie:

Indicatori della vulnerabilità di uno Stato

Dei dodici indicatori di vulnerabilità dello stato, quattro sono della sfera sociale, due di quella economica e sei di quella politica.[10] Gli indicatori non sono progettati per prevedere quando gli Stati subiscono un collasso, ma per misurare la probabilità di un crollo o di un conflitto: molti Paesi con un elevato indice di vulnerabilità mostrano segni di recupero o comunque un trend di deterioramento molto lento; in questo modo la probabilità di un loro collasso è inferiore rispetto a quella di Paesi con un indice più basso ma con una velocità di deterioramento maggiore.[9]

Indicatori sociali

Indicatori economici

Indicatori politici

Lista degli Stati falliti

2012

177 Stati sono inclusi nella lista, dei quali 33 sono classificati sotto “allerta”, 92 sotto “pericolo", 39 sotto “moderato", 13 sotto "sostenibile". I peggiori 20 Stati sono visualizzati sotto. Il cambio di punteggio dal 2010 è riportato tra parentesi. Nell'elenco non è stato inserito il Sudan del Sud[24]

1.  Somalia (0)
2.  RD del Congo (+3)
3.  Sudan (0)
4.  Ciad (-2)
5.  Zimbabwe (-1)
6.  Afghanistan (0)
7.  Haiti (+4)

8.  Yemen (+7)

9.  Iraq (-2)
10.  Rep. Centrafricana (-2)

11.  Costa d'Avorio (+1)
12.  Guinea (-3)
13.  Pakistan (0)

14.  Nigeria(+1)
15.  Guinea-Bissau (+7)
16.  Kenya (-3)
17.  Etiopia (0)
18.  Burundi (+5)
19.  Niger (0)
20.  Uganda (+1)

2010

177 Stati sono inclusi nella lista, dei quali 37 sono classificati sotto “allerta”, 92 sotto “pericolo", 35 sotto “moderato", 13 sotto "sostenibile". I peggiori 20 Stati sono visualizzati sotto. Il cambio di punteggio dal 2009 è riportato tra parentesi. C'è stato un ex aequo nel 19º posto tra Corea del Nord e Niger.[25]

1.  Somalia (0)
2.  Ciad (+2)
3.  Sudan (0)
4.  Zimbabwe (-2)
5.  RD del Congo (0)
6.  Afghanistan (+1)
7.  Iraq (-1)
8.  Rep. Centrafricana (0)
9.  Guinea (0)
10.  Pakistan (0)

11.  Haiti (+1)
12.  Costa d'Avorio (-1)
13.  Kenya (+1)
14.  Nigeria (+1)
15.  Yemen (+4)
16.  Birmania (-3)
17.  Etiopia (-1)
18.  Timor Est (+2)
19.  Corea del Nord (-2)
20.  Niger (+4)

Altri

2009

177 Stati sono inclusi nella lista, dei quali 38 sono classificati sotto “allerta”, 93 sotto “pericolo", 33 sotto “moderato", 13 sotto "sostenibile". I peggiori 20 Stati sono elencati sotto. Il cambio di punteggio dal 2008 è riportato tra parentesi.[26]

1.  Somalia (0)
2.  Zimbabwe (+1)
3.  Sudan (-1)
4.  Ciad (0)
5.  RD del Congo (+1)
6.  Iraq (-1)
7.  Afghanistan (0)
8.  Rep. Centrafricana (+2)
9.  Guinea (+2)
10.  Pakistan (-1)

11.  Costa d'Avorio (-3)
12.  Haiti (+2)
13.  Birmania (0)
14.  Kenya (+12)
15.  Nigeria (+3)
16.  Etiopia (0)
17.  Corea del Nord (-2)
18.  Yemen (+3)
19.  Bangladesh (-7)
20.  Timor Est (+5)

Altri

2008

177 Stati sono inclusi nella lista, dei quali 35 sono classificati sotto “allerta”, 92 sotto “pericolo", 35 sotto “moderato", 15 sotto "sostenibile". I peggiori 20 Stati sono elencati sotto. Il cambio di punteggio dal 2007 è riportato tra parentesi.[27]

1.  Somalia (+2)
2.  Sudan (-1)
3.  Zimbabwe (+1)
4.  Ciad (+1)
5.  Iraq (-3)
6.  RD del Congo (+1)
7.  Afghanistan (+1)
8.  Costa d'Avorio (-2)
9.  Pakistan (+3)
10.  Rep. Centrafricana (0)

11.  Guinea (-2)
12.  Bangladesh (+4)
13.  Birmania (+2)
14.  Haiti (-3)
15.  Corea del Nord (-2)
16.  Etiopia (+2)
17.  Uganda (-1)
18.  Libano (+10)[28]
19.  Nigeria (-1)
20.  Sri Lanka (+5)[29]

Altri

2007

177 Stati sono inclusi nella lista, dei quali 32 sono classificati sotto “allerta”, 97 sotto “pericolo", 33 sotto “moderato", 15 sotto "sostenibile". I peggiori 20 Stati sono elencati sotto. Il cambio di punteggio dal 2006 è riportato tra parentesi.[30]

1.  Sudan (0)
2.  Iraq (+2)
3.  Somalia (+4)
4.  Zimbabwe (+1)
5.  Ciad (+1)
6.  Costa d'Avorio (-3)
7.  RD del Congo (-5)
8.  Afghanistan (+2)
9.  Guinea (+2)
10.  Rep. Centrafricana (+3)

11.  Haiti (-3)
12.  Pakistan (-3)
13.  Corea del Nord (+1)
14.  Birmania (+4)
15.  Uganda (+6)[31]
16.  Bangladesh (+3)
17.  Nigeria (+5)[32]
18.  Etiopia (+8)[33]
19.  Burundi (-4)
20.  Timor Est (N/A)[34]

Altri

2006

146 Stati sono inclusi nella lista, dei quali 28 sono classificati sotto “allerta”, 78 sotto “pericolo", 27 sotto “moderato", 13 sotto "sostenibile". I peggiori 20 Stati sono elencati sotto. Il cambio di punteggio dal 2005 è riportato tra parentesi.[35]

1.  Sudan (+2)
2.  RD del Congo (0)
3.  Costa d'Avorio (-2)
4.  Iraq (0)
5.  Zimbabwe (+10)
6.  Ciad (+1)
7.  Somalia (-2)
8.  Haiti (+2)
9.  Pakistan (+25)[36]
10.  Afghanistan (+1)

11.  Guinea (+5)
12.  Liberia (-3)
13.  Rep. Centrafricana (+7)
14.  Corea del Nord (-1)
15.  Burundi (+3)
16.  Yemen (-8)
17.  Sierra Leone (-11)
18.  Birmania (+5)[37]
19.  Bangladesh (-2)
20.  Nepal (+15)[38]

Altri

2005

Il 2005 fu il primo anno in cui il Fondo per la Pace pubblicò la lista. 76 Stati furono analizzati, dei quali 33 furono classificati sotto "allerta" e 43 sotto "pericolo" (classificazioni al di sopra di "pericolo" non furono effettuate). I peggiori 20 Stati sono riportati qui sotto.[39]

1.  Costa d'Avorio
2.  RD del Congo
3.  Sudan
4.  Iraq
5.  Somalia
6.  Sierra Leone
7.  Ciad
8.  Yemen
9.  Liberia
10.  Haiti

11.  Afghanistan
12.  Ruanda
13.  Corea del Nord
14.  Colombia
15.  Zimbabwe
16.  Guinea
17.  Bangladesh
18.  Burundi
19.  Rep. Dominicana
20.  Rep. Centrafricana

Altri

Note


  1. ^ Il cosiddetto monopolio della forza.
  2. ^ Ad esempio, attraverso la presenza dominante di signori della guerra, gruppi paramilitari, o terroristi.
  3. ^ Con tutti i problemi insiti nella definizione stessa di "uso legittimo".
  4. ^ La politica come vocazione.
  5. ^ Top 5 reasons why “failed state” is a failed concept
  6. ^ a b Failed States FAQ Number 6 , the Fund for Peace. URL consultato il 22 ottobre 2007.
  7. ^ In passato era noto come Failed State Index.
  8. ^ Alcuni territori sono esclusi finché il loro status politico non è ratificato dai membri dell'ONU. Ad esempio Taiwan, i Territori Palestinesi, Cipro Nord, il Kosovo e il Sahara Occidentale non sono inclusi nella lista, anche se alcuni di essi sono riconosciuti come stati sovrani da alcune nazioni.
  9. ^ a b c Failed States FAQ , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007.
  10. ^ Failed States list 2007 , Foreign Policy magazine. URL consultato il 19 giugno 2007.
  11. ^ Demographic pressures , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2007).
  12. ^ Massive movement of refugees and internally displaced peoples , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2007).
  13. ^ Legacy of vengeance-seeking group grievance , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2007).
  14. ^ Chronic and sustained human flight , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2007).
  15. ^ Uneven economic development along group lines , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2007).
  16. ^ Reddito pro capite, PIL, il debito, i tassi di mortalità infantile, i livelli di povertà, fallimenti.
  17. ^ Sharp and/or severe economic decline , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2007).
  18. ^ Criminalization and delegitimisation of the state , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2007).
  19. ^ Progressive deterioration of public services , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2007).
  20. ^ Widespread violation of human rights , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2007).
  21. ^ Security apparatus , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2007).
  22. ^ Rise of factionalised elites: , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2007).
  23. ^ Intervention of other states , the Fund for Peace. URL consultato il 25 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2007).
  24. ^ Failed States Index 2012 (PDF), The Fund for Peace. URL consultato il 12 maggio 2020.
  25. ^ Failed States Index 2010 , Fund for Peace. URL consultato il 29 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2010).
  26. ^ Failed States Index 2009 , Fund for Peace. URL consultato il 25 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2010).
  27. ^ Failed States list 2008 , Fund for Peace. URL consultato il 27 giugno 2008.
  28. ^ Libano was ranked 28th in 2007.
  29. ^ Sri Lanka was ranked 25th in 2007.
  30. ^ Failed States list 2007 , Fund for Peace. URL consultato il 19 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2007).
  31. ^ Uganda was ranked 21st in 2006.
  32. ^ Nigeria was ranked 22nd in 2006.
  33. ^ Etiopia was ranked 26th in 2006.
  34. ^ 2007 was the first year in which Timor-Leste (East Timor) was included.
  35. ^ Failed States list 2006 , Fund for Peace. URL consultato il 19 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2007).
  36. ^ Pakistan was ranked 34th in 2005.
  37. ^ Birmania was ranked 23rd in 2005.
  38. ^ Nepal was ranked 35th in 2005.
  39. ^ Failed States list 2005 , Fund for Peace. URL consultato il 19 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2008).

Voci correlate


Collegamenti esterni


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Data: 20.05.2020 12:51:20 CEST

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