Stefan Bogoridi


Stefan Bogoridi
Principe di Samo
In carica 1833 –
1850
Investitura 1833
Predecessore Titolo inesistente
Successore Alexandros Kallimachis
Nascita Kotel, 1775
Morte Istanbul, 1º agosto 1859
Figli Alexander
Nicolae
Religione cristianesimo ortodosso

Stefan Bogoridi, principe di Samo e Caimacam di Moldavia (Kotel, 1775Istanbul, 1º agosto 1859), di origini bulgare.

Biografia


Nato a Kotel, in Bulgaria, Bogoridi studiò lingua greca all'Accademia principesca di Bucarest, in Valacchia, ove decise di cambiare il proprio nome bulgaro Stoyko per il greco Stefan. Dopo aver terminato gli studi, Bogoridi entrò nella Marina ottomana come Dragoman e, sotto il comando di Seid Mustafa Pasha (futuro sultano Mustafa IV), prese parte alla Battaglia di Abukir contro Napoleone Bonaparte in Egitto, riuscendo miracolosamente a fuggire dopo la sconfitta delle forze ottomane.

Nel 1812, Stefan Bogoridi si recò in Moldavia col principe Scarlat Callimachi, che lo nominò governatore della città di Galați (1812-1819). Nel 1821, durante la locale rivolta di Tudor Vladimirescu e l'invasione di Filikí Etería come parte della Guerra d'indipendenza greca, Bogoridi venne nominato Caimacam di Valacchia; l'anno successivo, dopo aver condotto l'offensiva ottomana contro Alexander Ypsilantis, egli ottenne la posizione di Caimacam in Moldavia, e quindi fece ritorno come Dragoman nella flotta ottomana. Tra il 1825 ed il 1828, venne esiliato in Anatolia per circostanze non note.

Dopo la Guerra russo-turca del 1828-1829 e la firma del Trattato di Adrianopoli, egli divenne consigliere di Mahmud II, che gli concesse il titolo di principe (bey, ηγεμόνας) e lo nominò governatore dell'isola di Samo. Egli visitò Samo una sola volta nel 1839 e governò l'isola da Istanbul. Bogoridi, che rinominò la capitale dell'isola Stefanopolis in suo onore, era odiato dalla popolazione greca locale per il suo governo arbitrario. I samiani si rivoltarono contro di lui nel 1849 ed il sultano decise di rimuoverlo dal suo incarico nel 1850.

Sotto il governo Abdülmecid I, Bogoridi divenne membro del Consiglio Tanzimat Coune fu consigliere del sultano. Egli fu l'unico cristiano che, dopo la Caduta di Costantinopoli nel 1453 fu benvoluto quale ospite nella casa del sultano. Egli ottenne il permesso da Abdülmecid di costruire una chiesa ortodossa bulgara a Istanbul e donò la sua casa di Fener per questo scopo (1849). La chiesa in questione è l'attuale chiesa di Santo Stefano che venne eretta in nome del suo santo protettore. Morì ad Istanbul.

Altri progetti


Controllo di autoritàVIAF (EN27849428  · ISNI (EN0000 0003 5424 5620  · LCCN (ENn2010021203  · GND (DE117474754  · CERL cnp01414327  · WorldCat Identities (ENlccn-n2010021203









Categorie: Nati nel 1775 | Morti nel 1859 | Morti il 1º agosto | Nati a Kotel | Morti a Istanbul | Principi di Samo




Data: 28.11.2020 07:34:26 CET

Sorgente: Wikipedia (Autori [Cronologia])    Licenza: CC-BY-SA-3.0

Modifiche: Tutte le immagini e la maggior parte degli elementi di design correlati a questi sono stati rimossi. Alcune icone sono state sostituite da FontAwesome-Icons. Alcuni modelli sono stati rimossi (come "l'articolo ha bisogno di espansione) o assegnati (come" note "). Le classi CSS sono state rimosse o armonizzate.
Sono stati rimossi i collegamenti specifici di Wikipedia che non portano a un articolo o una categoria (come "Redlink", "collegamenti alla pagina di modifica", "collegamenti a portali"). Ogni collegamento esterno ha un'icona FontAwesome aggiuntiva. Oltre ad alcuni piccoli cambiamenti di design, sono stati rimossi i media container, le mappe, i box di navigazione, le versioni vocali e i geoformati.

Notare che Poiché il dato contenuto viene automaticamente prelevato da Wikipedia in un determinato momento, una verifica manuale è stata e non è possibile. Pertanto LinkFang.org non garantisce l'accuratezza e l'attualità del contenuto acquisito. Se ci sono informazioni che al momento sono sbagliate o che hanno una visualizzazione imprecisa, non esitate a Contattaci: e-mail.
Guarda anche: Impronta & Politica sulla riservatezza.