Suolo


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«Per ammantarsi di verde, il pianeta ha dovuto aspettare che la vita fosse pronta a diffondersi dagli oceani alle terre emerse. Stando ai calcoli attuali, ciò non accadde prima che fossero trascorsi quasi 4,2 miliardi di anni dalla formazione della Terra. Non è poi così difficile capire il perché. Anche dopo tutto quel tempo la Terra era un luogo spoglio e inospitale, dove intemperie e fenomeni atmosferici erano liberi di imperversare erodendo le rocce, battendo le pianure, scetenando piogge torrenziali causa di inondazioni improvvise e venti furiosi che conferivano forme estreme alle dune di sabbia. Non vi era suolo, perché il suolo è prodotto dagli esseri viventi.»

(Jim Baggott, Origini. La storia scientifica della creazione,pag 311,traduzione di Isabella C. Blum, Adelphi, 2015, ISBN 978-88-459-3165-9)

Per suolo si hanno due diverse accezioni: geograficamente (anche terreno o anche pedosfera (dal greco πέδον, pedon, suolo, terra e sfera quando considerato parte della geosfera),[1] è lo strato superficiale che ricopre la crosta terrestre, derivante dall'alterazione di un substrato roccioso, chiamato roccia madre, per azione chimica, fisica e biologica esercitata da tutti gli agenti superficiali e dagli organismi presenti su di esso, può comprendere sia sedimenti sia regolite.

La seconda accezione considera il suolo dal punto di vista pedologico ovvero non solo come una superficie ma come il composto di quella miscela estremamente variabile di sostanza organica e sostanza minerale che permette la vita di piante ed animali[2] , in mancanza di queste due componenti non si parla quindi di suolo. Sotto questo aspetto il suolo è presente esclusivamente sul pianeta Terra .

La pedologia è la scienza che studia la composizione, la genesi e le modificazioni del suolo dovute sia ai fattori biotici che abiotici; la chimica del suolo è invece la disciplina che si occupa dello studio e caratterizzazione chimica e chimico-fisica del suolo.

Si possono identificare tre funzioni principali del suolo:

Indice

Descrizione pedologica


Lo stesso argomento in dettaglio: Pedogenesi.

Il suolo è composto da una parte solida (componente organica e componente minerale o inorganica), una parte liquida e da una parte gassosa.

Orizzonti

Durante la sua evoluzione, il suolo si differenzia lungo il suo profilo (l'insieme degli strati che formano il profilo)in una serie di orizzonti. I più comuni orizzonti identificabili, ad esempio, sono un orizzonte superficiale organico (sovrastato talvolta da uno strato di lettiera indecomposta), in cui il contenuto di sostanza organica insieme alle particelle minerali raggiunge una percentuale notevole (es: 5%-10%), un sottostante orizzonte di eluviazione, in cui il processo di percolazione delle acque meteoriche ha eluviato una parte delle particelle minerali fini lasciando come prevalente la componente limosa o sabbiosa, e al fondo l'orizzonte di illuviazione corrispondente, dove le suddette particelle fini (argillose) si sono accumulate.

I processi che originano un suolo sono comunque disparati, ed è possibile una caratterizzazione dei suoli in stretta correlazione ai regimi climatici. Questo non è l'unico tipo di classificazione operabile.

All'interno di un suolo, in funzione delle rocce da cui si origina e del clima dell'area, sono distinguibili dei livelli, indicati come orizzonti pedologici, in cui ciascuno è uno strato ben identificabile distinguibile dagli altri sopra- e sottostanti. Il celebre pedologo russo Vasilij Dokučaev, il primo a fornire una analisi della natura dei suoli, distinse tre orizzonti (più il substrato roccioso):

Classificazioni più moderne possono distinguere ulteriori orizzonti [5], la FAO nel 2014 ha proposto come riferimento:

Esistono anche orizzonti che manifestano simultaneamente caratteristiche di due orizzonti, chiamati orizzonti di transizione e indicati con le due lettere, es. AB, AC, BC.

Altre classificazioni e suddivisioni più complesse si sono succedute nel tempo.

La degradazione dei suoli


Lo stesso argomento in dettaglio: Degradazione del suolo.

Con il termine di degradazione dei suoli si intendono dei processi degenerativi che si traducono nella scomparsa di un suolo o nella perdita della sua capacità di fungere da substrato per le comunità biologiche che normalmente vi si sviluppano. La degradazione dei suoli è generalmente accostata a errati utilizzi da parte dell'uomo; tuttavia, esistono dei casi di degradazione del suolo anche in condizioni perfettamente naturali.

Le modalità di degradazione dei suoli possono ricondursi a vari tipi, tra cui i più importanti sono:

Il suolo può essere degradato anche dalla pioggia che porta via tutti i nutrienti che il suolo necessita per poter essere fertile (lisciviazione), gli alberi quindi non possono crescere e può prodursi una deforestazione che a sua volta potrà portare ad una desertificazione.

Il degrado del suolo costa almeno 80 euro ogni anno a ciascun abitante dell'Unione Europea. La stessa Unione Europea nella relazione del 13.02.2012 al Parlamento Europeo [7] illustra le allarmanti tendenze di degradazione del suolo in Europa.

Descrizione geografica


Note


  1. ^ (EN) Elissa Levine (NASA's Goddard Space Flight Center), The Pedoshphere As A Hub , su soil.gsfc.nasa.gov. URL consultato l'11 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2007).
  2. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/suolo/
  3. ^ Regione Piemonte,IPLA, Carta dei Suoli, Premessa alle note illustrative, 2007, Torino,
  4. ^ Rossana Zanoli, Lorenza Pini, Paolo Veronesi, Scopriamo la natura, Bologna, Zanichelli, 2012.
  5. ^ IUSS Working Group WRB, World Reference Base for Soil Resources (PDF), Roma, FAO, 2014.
  6. ^ Schoeneberger, P.J., D.A. Wysocki, E.C. Benham, and Soil Survey Staff, Field Book for Describing and Sampling Soils, Lincoln NE U.S.A., Natural Resources Conservation Service, National Soil Survey Center, 2012.
  7. ^ [1]

Bibliografia


Voci correlate


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Collegamenti esterni


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Categorie: Suolo | Geochimica




Data: 21.06.2021 11:07:08 CEST

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