Università degli Studi di Torino


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Università degli Studi di Torino
Il Rettorato dell'Ateneo torinese
Ubicazione
Stato Italia
CittàTorino
Altre sediAosta, Alba, Asti, Biella, Collegno, Cuneo, Grugliasco, Ivrea, Moretta, Orbassano, Savigliano[1][2][3], Venaria Reale[4]
Dati generali
Nome latinoUniversitas Augustae Taurinorum
Fondazione1404
TipoStatale
RettoreStefano Geuna
Studenti72 461 (2017)[5]
Dipendenti1 700 amministrativi circa
SportCUS Torino
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università degli Studi di Torino, o semplicemente Università di Torino (UniTo), è un'università statale italiana, fondata a Torino nel XV secolo.[6]

Indice

Identità visiva


Il logo o stemma o marchio è un simbolo identitario importante per l'ateneo. È formato dal sigillo vero e proprio e dal testo disposto a circondare la parte grafica. Nella parte grafica si riconoscono tre elementi fondamentali:

Nel testo è leggibile Sigil*Univers*Augustae*Taurinorum, cioè Sigillum Universitas Augustae Taurinorum.[7]

Storia


Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Università degli Studi di Torino.

Nel maggio dell’anno 825 risale il capitolare di Corteolona dell'imperatore Lotario I[8][9] che costituì le scuole imperiali, oltre a Pavia capitale del Regno d'Italia, anche Torino ebbe la scuola di diritto, di retorica e arti liberali; dalla sede di Torino dipendevano anche gli studenti di Ventimiglia, Albenga, Vado, Alba.[10][11]

L'università propriamente detta fu istituita nel 1404 per iniziativa del principe Ludovico di Acaia, regnante Amedeo VIII, primo Duca di Savoia. Iniziò a prendere una forma moderna, sul modello dell'Università di Bologna, con la riforma di Emanuele Filiberto, ma non si sviluppò molto fino alla riforma di Vittorio Amedeo II che, divenuto re di Sicilia, affidò al siciliano Francesco d'Aguirre il compito di modernizzare e laicizzare l'Università e ne fece un modello di riferimento per molte altre università, tra le quali la Sorbona di Parigi che, secondo Filippo Cordova, fu riformata da Napoleone seguendo il modello voluto da Vittorio Amedeo e Francesco d'Aguirre per l'università di Torino.

Nell'Ottocento l'università crebbe molto, fino a diventare una delle più prestigiose in Italia e uno dei punti di riferimento del positivismo italiano, con docenti come Cesare Lombroso, Carlo Forlanini e Arturo Graf. Dal secondo dopoguerra e fino alla fine del secolo, l'incremento del numero di studenti e lo sviluppo edilizio sono stati rilevanti, ma l'università perse gran parte della sua centralità; il ruolo scientifico dell'ateneo ritrovò in seguito un nuovo impulso grazie alla collaborazione con altri centri di ricerca nazionali e internazionali, con gli enti locali e con il ministero dell'istruzione. Alla fine degli anni novanta le sedi di Alessandria, Novara e Vercelli si sono rese autonome, costituendo la nuova università del Piemonte Orientale. La statua di Minerva, realizzata da Vincenzo Vela nel 1858 su commissione di Pedro V di Portogallo[12] e originariamente destinata all'accademia di belle arti di Lisbona, fu acquisita per la città nel 1895. Dopo il restauro del 2003 fu trasferita dalla Galleria civica d'arte moderna al cortile interno del palazzo dell'università.[13]

Struttura


L'università è organizzata nei seguenti dipartimenti:[14]

  • Biotecnologie molecolari e scienze per la salute
  • Chimica
  • Culture, politica e società
  • Economia e statistica
  • Filosofia e scienze dell'educazione
  • Fisica
  • Giurisprudenza
  • Informatica
  • Lingue e letterature straniere e culture moderne
  • Management
  • Matematica
  • Neuroscienze
  • Oncologia
  • Psicologia
  • Scienza e tecnologia del farmaco
  • Scienze agrarie, forestali e alimentari
  • Scienze chirurgiche
  • Scienze cliniche e biologiche
  • Scienze economico-sociali e matematico-statistiche
  • Scienze mediche
  • Scienze, progetto e politiche del territorio
  • Scienze della sanità pubblica e pediatriche
  • Scienze della terra
  • Scienze veterinarie
  • Scienze della vita e biologia dei sistemi
  • Studi storici
  • Studi umanistici

L'ateneo ha altresì predisposto le seguenti scuole:[15]

Scuola di studi superiori

Dall'ottobre 2009 presso l'ateneo è istituita una scuola di studi superiori (SSST), intitolata a Ferdinando Rossi, che affianca ai normali corsi universitari. Dopo aver superato un esame di selezione, gli studenti ammessi e che rispettano requisiti di merito hanno diritto a una borsa di studio per le tasse universitarie e alla permanenza in una residenza universitaria.

Ricerca

Presso l'università di Torino sono attivi diversi centri di ricerca:

Musei

La storia delle collezioni scientifiche dell'ateneo torinese inizia con la creazione del museo dell'università, voluto nel 1739 da Carlo Emanuele III. Nel corso del tempo esse si sono arricchite e organizzate in musei indipendenti, costituendo uno straordinario patrimonio di beni culturali scientifici.

Oggi questi musei sono al centro di progetti di valorizzazione sviluppati con la collaborazione tra ateneo, regione Piemonte, città di Torino e ministero dell'Istruzione.

I musei di mineralogia, di geologia e paleontologia, di zoologia e anatomia comparata sono stati affidati in convenzione al museo regionale di scienze naturali nel 1980.

I musei di anatomia umana, antropologia criminale e antropologia e etnografia rientrano nel progetto "museo dell'uomo". Quest'ultimo, che si sta realizzando in collaborazione tra l'università e la regione, troverà sede nel palazzo dove è già visitabile il museo di anatomia.

Biblioteche

Le biblioteche dell'università di Torino sono suddivise in biblioteche di facoltà, interdipartimentali, e di dipartimento.

Orto botanico

È presente un orto botanico, legato al Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, situato nelle vicinanze del Parco del Valentino. Al suo interno è presente un percorso per ipovedenti e non vedenti, dotato di schede in Braille, poste accanto alle specie botaniche che possono quindi essere toccate direttamente dopo aver avuto le relative e sintetiche informazioni scientifiche.

Rettori


Note


  1. ^ Sedi metropolitane (Torino e provincia) , su unito.it. URL consultato il 12 agosto 2018.
  2. ^ Sedi extrametropolitane , su unito.it. URL consultato il 12 agosto 2018.
  3. ^ Estratto del "Rapporto di Sostenibilità 2015-2016" (PDF), su unito.it. URL consultato il 12 agosto 2018.
  4. ^ Struttura universitaria in scienze per la conservazione, restauro, valorizzazione dei beni culturali – Struttura , su conservazionerestauro.campusnet.unito.it. URL consultato il 31 gennaio 2020.
  5. ^ Anagrafe nazionale studenti – Iscritti: Tutte le lauree (2017/2018) , su anagrafe.miur.it. URL consultato il 20 marzo 2019.
  6. ^ UniPd, p.10.
  7. ^ Identità e sigillo , Università degli Studi di Torino. URL consultato il 31 maggio 2019.
  8. ^ HLOTARII, Constitutiones Olonnenses. A. 825, in Monumenta Germaniae Historica, Leges, II, pp. 248-250
  9. ^ Ludovico Antonio Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, parte II, tomo I, p. 151
  10. ^ Prospero Balbo, Memorie della Reale Accademia delle scienze di Torino , Torino 1825, pag.211-213
  11. ^ T. De Partouneaux, Storia della conquista di Lombardia fatta da Carlo Magno e delle cagioni che mutarono nell'alta Italia sotto Ottone il Grande - La dominazione francese in dominazione germanica, Milano, 1842, Epoca prima, Libro II, Capitolo IV, pag. 136
  12. ^ Il re Pedro V del Portogallo fu in visita alla corte sabauda nel luglio 1855.
  13. ^ Bertone, Tomiato, 2011, 600-601.
  14. ^ Dipartimenti , su unito.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  15. ^ Scuole , su unito.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  16. ^ http://www.carloalberto.org/
  17. ^ ICT e innovazione per società e territorio , su icxt.di.unito.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  18. ^ https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/512/

Bibliografia


Voci correlate


Altri progetti


Collegamenti esterni


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Categorie: Università degli Studi di Torino




Data: 19.06.2021 05:30:42 CEST

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